Pitch Black

Pitch Black

Pitch Black poster
– Paris P. Ogilvie. In viaggio d’ affari. Antiquario.

– Richard Riddick. In fuga dal carcere. Assassino.

Pitch Black, pellicola di fantascienza a budget relativamente basso, diretta nel 2000 dall’allora semisconosciuto David Twohy ed interpretata dal sempre cool Vin Diesel, è un perfetto esponente di quella rara categoria di film che parte senza grosse attese o una grossa promozione ma che si ritaglia con il tempo un seguito costante da parte del pubblico, fino a diventare film di culto. Il seguito Le Cronache di Riddick (più mainstream, ma anch’esso non male) non è stato altro che la dimostrazione di quanto detto sopra.I motivi di questo successo si possono identificare abbastanza facilmente: una trama solida, un gruppo eterogeneo di personaggi molto vari e ben delineati, una sceneggiatura all’altezza, il necessario sense of wonder tipico del genere, una regia che sa trasmettere tensione e un protagonista come Vin Diesel/Riddick, non certo un good guy (sono passati di moda), anzi un assassino in fuga, ma cazzuto, alla moda, capace di risposte pronte ed atteggiamenti da duro sbruffone che fanno incazzare chi l’ascolta (nel film) e lo rendono adorabile agli spettatori. Anche perchè poi, come ovvio, neanche lui è in fondo del tutto cattivo…

Pitch Black Vin Diesel

Velocemente la trama: una grande astronave da trasporto, con a bordo un gruppo di pellegrini diretti alla Nuova Mecca, un poliziotto che scorta un detenuto, e vari altri campioni di umanità, viene colpita da uno sciame di micrometeoriti. Seriamente danneggiato e fuori controllo, il vascello entra nel campo gravitazionale di uno sconosciuto pianeta, sul quale finisce per precipitare, malgrado gli sforzi disperati del pilota che, nel tentativo di recuperare l’assetto di volo, sgancia tutte le sezioni posteriori, mandandole a schiantarsi al suolo con i passeggeri che le occupavano. I superstiti, una decina, si ritrovano su un mondo arido, desolato e apparentemente deserto, orbitante al centro di un sistema di tre stelle, sul quale non scende mai la notte. Una navetta intatta, scoperta tra le rovine di una precedente spedizione geologica misteriosamente annientata, rappresenterebbe – una volta rifornita – la salvezza, ma durante il trasferimento del materiale necessario il pianeta rivela di avere un gigantesco compagno, un mondo enorme e vicinissimo, il quale nel suo movimento periodicamente eclissa le stelle. E l’oscurità è l’habitat in cui prospera l’unica forma di vita indigena, un feroce predatore che teme soltanto la luce.

Voto: ***

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