Mountain – Nantucket Sleighride

Nantucket Sleighride, secondo disco dei Mountain, è uno dei vinili che cercavo da più tempo e con maggiore attesa, e devo dire che allo stesso tempo si è rivelato una gran bella sorpresa ma anche una brutta delusione…

L’ho trovato domenica alla fiera del disco all’ottimo prezzo di 10€. Subito mio! Copertina molto buona, apribile, prima stampa italiana, disco lucidissimo e all’apparenza pressochè perfetto… solo che salta. In due punti, nel lato B, credo non sia proprio recuperabile… proverò a pulirlo mooolto accuratamente, ma già ora i graffi sono quasi impercettibili, dubito si possa migliorare più di tanto. Purtroppo con i vinili a volte va così, quindi è bene cercare di godersi la musica che si sente.

Già, la musica. I Mountain sono la creatura del chitarrista Leslie West in primis, riff maker hard rock che ha ispirato gozziliardi di altri gruppi, fino alla nascita del grunge e oltre. Chiedere agli Alice in Chains per referenze. Insieme a lui il povero Felix Pappalardi, già nei Cream e che per i Mountain (e per i loro show ad altissimo volume) diventò persino sordo, prima di essere ucciso dalla moglie nel 1983… l’unione di una chitarra dura come raramente si era sentito prima di allora e di un basso caldo, spaziale, quasi psichedelico ha regalato a noi musicofili tante gemme di rara bellezza, tra le quali la strafamosa Mississipi Queen che si trova in tutte le compilation di classici hard rock che si rispettino.

Ma parliamo di Nantucket Sleighride. Allmusic gli da solo tre stelle ma per me è quasi un delitto. Già la splendida Don’t Look Around ci fa capire di che pasta è fatto questo gruppo. Dura, sognante, in qualche modo magica. Le melodie del gruppo sanno ammantarsi di un aura di mistero (vedi la title track) e i testi molto criptici in qualche modo contribuiscono ad ampliare questa sensazione. In prospettiva i Mountain erano molto moderni, si capisce bene come tanti abbiano eletto Leslie West a proprio nume tutelare, ma erano anche legatissimi agli anni ’70. My Lady, The Animal Trainer and the Toad, ancora la titletrack… tutti i pezzi del disco a dire il vero non tradiscono le attese. Quando non saltano, vabbè 🙂 Il look del gruppo poi parla da solo.

Godetevi “Don’t Look Around”!

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