The Hamiltons

The Hamiltons – USA 2006 – dei Butcher Brothers.
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Se state guardando la copertina e pensate subito a uno di quegli slasher adolescenziali fatti in serie che vanno tanto di moda ora… ebbene, vi state sbagliando. The Hamiltons è un film decisamente diverso. In qualche modo potremmo paragonarlo a una versione da incubo, aggiornata al nuovo millennio, di Non Aprite Quella Porta… ma il paragone potrebbe risultare fuorviante senza una spiegazione. Quella degli Hamilton è una famiglia molto particolare: tre fratelli, una sorella e il misterioso Lenny… che chissà cosa è. Vivono senza i loro genitori in una normalissima casa in un normalissimo quartiere di una normalissima cittadina americana, con il loro lavoro, il loro giardino, la loro vita sociale… Non sono brutti (anzi, Darlene è una bella gnocca darkettona), non sono spaventosi, ma di certo sono pericolosi. Gli Hamilton rapiscono le persone e adorano farle a pezzi, spinti da una “malattia” alla quale solo il fratello minore sembra volersi ribellare… La classica “famiglia disfunzionale”, ma portata a un nuovo livello, perchè davvero gli Hamilton potrebbero essere i nostri vicini di casa, le persone che ci sorridono ogni mattina quando usciamo per andare a scuola, al lavoro, a fare la spesa. Viviamo nella casa accanto alla vostra, lavoriamo nei negozi in cui vai a fare acquisti, i nostri bambini giocano con i vostri bambini. Noi stiamo solo cercando di essere una famiglia normale, provando ad immaginarci dove poter trovare da mangiare sulla Terra. In questa frase degli Hamilton c’è tutta la logica spaventosa che sta dietro al film. In Non Aprite Quella Porta (o nei più moderni film di Rob Zombie) l’orrore è tangibile, immediatamente identificabile. Qui no, e questa intuizione è proprio quello che rende interessante questa pellicola.
Interessante non vuol dire automaticamente riuscito. Se le atmosfere lente, morbose, da psicodramma familiare più che da horror sanno intrigare, è altresì vero che l’impatto iniziale è quello di un film messo in piedi in maniera dilettantesca, quasi amatoriale. Anche gli attori appaiono un tantino stereotipati nella loro parte, con la meritevole eccezione del protagonista, il fratello più piccolo Francis. Inoltre i registi paiono autocompiacersi un tantino della loro bella idea, rendendo lo spaccato un po’ troppo di maniera.
The Hamiltons non è un film da buttare, ma nemmeno da promuovere a pieni voti. E’ una pellicola interessante con idee meritevoli (la storia parallela del misterioso Lenny, molto ben giostrata), ma ha il problema di non essere forse nè carne nè pesce. Non è un horror che può soddisfare i patiti del sangue, perchè le scene di questo tipo (seppure crude) sono rare. Non è uno slasher adolescenziale, e nemmeno una pellicola classica. E’ un film che necessita di tempo e pazienza per conquistare lo spettatore, con il rischio poi alla fine di non soddisfarlo fino in fondo. Di certo non è tempo sprecato, ma si poteva fare di più.

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