Sam Savage – Firmino

Firmino è IL libro di cui si parla in questo periodo… e se c’è un errore che solitamente NON faccio è comprare il “libro del momento”, visto che 99 volte su 100 si rivela una cagata immonda della quale la gente parla solo per riempirsi la bocca e sembrare intelligente.

Con Firmino ho azzardato… non so neppure io bene perchè, forse per la copertina simpatica, forse per la foto dell’autore ancora più simpatica, forse perchè un po’ mi sono ritrovato nella trama. Si, sembra strano, mi sono ritrovato in un libro che parla di un topo, figlio di zoccola alcolizzata e padre non pervenuto, che campa nell’infanzia divorando libri e cresce poi imparando a leggerli piuttosto che a rosicchiarli, inventandosi un mondo tutto suo… no, mia madre non è nè zoccola nè alcolizzata, come vi permettete???

Insomma, fatto sta che la trama mi ispirava. Una storia di esclusione e di riscatto, un mondo personale creato con storie e personaggi di libri classici e meno classici, mi puzzava un tantino di intellettualoide ma “simpatico”, quindi l’ho preso.

Avrete letto due miliardi di recensioni del volume in ogni dove, ma già che ci sono la mia la devo dire. Firmino è molto bellino… ma non è un capolavoro. Non che volesse esserlo, a mio parere. Mi sembra uno di quei libri che vengono incensati oltre i loro meriti e oltre quelle che erano le volontà dell’autore. Però si legge bene.. è gradevole, divertente, ben scritto/tradotto, e contiene in sè cose molto diverse da quelle che ci si potrebbe aspettare leggendone sui giornali.

Più che una storia su un topo che diventa intelligente e “umano” leggendo libri, questa mi sembra la storia della fine di un mondo. Un mondo piccolo e poco importante come può essere una piazza minore di Boston, senza grosse attrattive, sporca, non interessante… ma senz’altro viva per chi (come mi è sembrato di capire l’autore) questa piazza l’ha vissuta, ne ha conosciuto i personaggi caratteristici, ne ha amato i negozietti, ne ha ripercorso le tappe nella storia… Savage ha scelto di usare un punto di vista inusuale, quello del topo Firmino, e di far precedere la narrazione dalla storia del protagonista, nato appunto da madre alcolizzata nello scantinato di un vecchio negozio di libri ed eccetera eccetera. La trama ormai la sapete. Ma mi è sembrata più un pretesto per narrare ciò che veramente all’autore interessava.

Giudizio laconico: bellino. Non eccezionale ma bellino. Lettura veloce, gustosa, sempre godibile. Vi sembra poco?

Info:

Firmino, di Sam Savage
Einaudi
pagg. 160
13.80€
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