Watchmen (Zack Snider, 2009)

Watchmen (Zack Snider, 2009)

Questa è per me una recensione difficile, e non a caso mi accingo a scrivere del film di Zack Snider dopo 3 giorni da quando ho visto “Watchmen”… sono stato combattuto. Si, perchè da bravo appassionato di fumetti sono consapevole dell’importanza dell’opera di Alan Moore (il vero punto di svolta, a mio parere, insieme all’altrettanto citato Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller) e di quanto fosse difficile anche solo pensare a una trasposizione cinematografica. I mugugni dei fan, e le accuse di TRADIMENTO dello spirito dell’opera mi avevano messo in allarme, e sinceramente non pensavo neppure di vedermelo, il film… ma poi sono stato convinto, e pur con nefaste aspettative mi sono seduto in poltrona in un cinema zeppo di nerd (diciamolo). E il film… non mi è dispiaciuto.

Non che sia un capolavoro, intendiamoci. I difetti sono tanti (li cita bene Niccolegno nel suo blog) e sottolineerei con la penna rossa i merdosissimi combattimenti alla Matrix, ma alla fin fine il film ha anche dei pregi. E forse sono state le già citate aspettative nulle ad evidenziarli, ma non mi sembrano minori delle pecche.

Innanzitutto il film non assomiglia a un “fumettone” (termine usato nell’accezione più negativa possibile). Snyder non è certo un fiorettista, non sa lavorare di fino, ma con la sua grana grossa si vede che ce l’ha messa tutta per rendere al meglio le atmosfere del fumetto senza addolcirne i toni. Renderlo un film meno antiamericano (anzi: antisistema) sarebbe stato semplice, e invece no. Scelta rischiosa commercialmente, ma giusta.

Allo stesso modo: gli attori. Nessun nome famoso su cui investire, tanti personaggi tutti (chi più chi meno) azzeccati. Nota di merito per Rorschak, forse non così fondamentale come nel fumetto ma unico personaggio ad avere davvero una caratterizzazione a 360°.

Niccolò cita la narrazione poco chiara: è vero, ma questo avviene perchè nell’ansia di non tacere nulla Snyder ha forse esagerato per entusiasmo. Ecco, il pregio principale a mio parere è proprio l’evidente spirito positivo di approccio alla pellicola. Un po’ il film della vita, per un regista come lui… e pure se con fatica il messaggio passa. Se dovessi dare un voto forse Watchmen strapperebbe il 6 e mezzo… poco? Tanto? A voi la scelta. Comunque non sono state due ore e mezza buttate.

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