Eden Lake (Watkins, 2008)

Mamma mia, Eden Lake! E chi se lo aspettava un film così? Preso dal sonno mi ero organizzato per una serata tranquilla, un filmetto leggero leggero per passare un’ora e mezza e cosa sono andato a scegliere dalla lista sconfinata dei non-ancora-visti? Eden Lake. Mi ispirava la trama: una coppia di fidanzatini vicini al matrimonio vanno a passare un weekend romantico in riva al lago Eden, prima che una speculazione edilizia rovini il paesaggio idilliaco. I due piantano la tenda… ma un gruppo di ragazzetti continua a infastidirli, prima con scherzi più o meno pesanti e poi…

Insomma, mi aspettavo due tette di fuori e qualche litro di sangue. Per le prime, mi spiace, niente da fare (peccato, Kelly Reilly/Jenny si lascia guardare volentieri), per il secondo… abbondiamo pure! La trama del film dice poco o nulla, ma il regista (esordiente) costruisce fin dall’inizio una situazione di tensione costante, ha messo insieme un gruppo di attori bravissimi (Michael Fassbender protagonista maschile, ma sono i ragazzetti che rubano la scena) e soprattutto si spinge ben oltre il limite del (solitamente) consentito per mostrarci… di tutto e di più. I “mostri” non sono fantasmi, non sono zombie, non sono alieni nè freak, ma una banda di dodicenni che fanno casino, vivono in una condizione disagiata ma hanno tutti l’i-phone, bestemmiano, giocano coi cani, vanno in giro in bmx e non hanno paura di niente e di nessuno.

Ciò che terrorizza in Eden Lake è che purtroppo il realismo con il quale l’Inghilterra del 2008/9 è narrata è estremo, e che iniziamo a pensare che cose simili possano accadere, perchè no anche da noi. E’ di pochi giorni fa la notizia di uno stupro di una ragazzina, nel bergamasco o nel bresciano, da parte di un gruppo di coetanei men che quattordicenni che hanno ripreso il tutto coi cellulari. E il più piccolo di loro, dodici anni, è stato tirato dentro proprio con il ricatto delle riprese col cellulare. La cattiveria ai tempi del bluetooth.

Per tre quarti Eden Lake è un ottimo survival horror con qualche scena alla Saw, come va di moda ora. Il bello sta nelle interazioni tra i personaggi, negli attori come già detto, e nel finale. Una cazzottata nello stomaco, un macigno. Bellissimo. Insieme a Martyrs il miglior horror visto quest’anno.

Un film di trent’anni fa che casualmente mi sono appena… ehm… procurato si chiamava “Ma come si può uccidere un bambino?”. Forse qualche risposta comincia ad arrivare.

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