Jack Vance – Pianeta d’acqua

Jack Vance – Pianeta d’acqua

Chi è il migliore scrittore di fantascienza della storia? Gli intellettualoidi a questa domanda risponderebbero in massa Philip K. Dick, il “grande pubblico” probabilmente Asimov, Ray Bradbury avrebbe la sua nicchia di estimatori… io, come al solito, sono indeciso. Di solito a questa domanda rispondo Sheckley. Anche io ho avuto il mio periodo Dick e quello Asimov. Formalmente adoro Arthur C. Clarke e qualche volta pendo dalla parte di Fritz Leiber, o di Heinlein. Ma ogni volta che finisco di leggere un libro di Jack Vance mi dico “cavolo, non so se è il miglior scrittore di fantascienza della storia ma sicuramente è quello che leggo con più piacere”.
Jack Vance da sempre l’idea di divertirsi un mondo quando scrive. I suoi romanzi sono in massima parte piuttosto semplici, fantasiosissime avventure in mondi strani e descritti con qualche libertà ma anche con un livello di dettaglio elevatissimo. Pianeta d’Acqua non fa eccezione. Il romanzo narra di una nave spaziale piena di detenuti diretta verso una colonia penale che fa naufragio – o forse, chissà, viene dirottata – in un pianeta coperto interamente d’acqua, dal quale emergono solo delle sorte di ninfee galleggianti ancorate al fondo dell’oceano non si sa bene come. Senza metalli i naufraghi tornano velocemente ad una società senza tecnologie, divisa in caste e piuttosto bene organizzata. Dodici generazioni dopo la piccola civiltà conta ormai cinquantamila persone che vivono in una sorta di paradiso, con un unico pericolo che minaccia però il benessere di tutti. L’unica razza di predatori dell’isola, i giganteschi crostacei semiintelligenti kragen, sono tenuti a bada dal più grande di tutti, l’enorme Re Kragen, adorato come un dio… un dio affamato, però, che esige tributi di cibo sempre più pesanti per saziare i suoi appetiti. La maggior parte degli abitanti del pianeta pensa che sia impossibile cambiare le cose, ma una rumorosa minoranza, guidata dal “Pataccaro” Sklalr Hast, è fermamente intenzionata a liberarsi, una volta per tutte, del Re.
La trama non è forse originalissima ma Pianeta D’Acqua è un romanzo che avvince, scritto benissimo, che si legge in un lampo. Un capolavoro? No. Una chicca che rischiava di finire nel dimenticatoio, sommersa tra tanti romanzi di Vance più famosi, ed accompagnata in questa edizione anche dal racconto “Il Kragen” che è stato la base per il romanzo che l’ha seguito.
Info:
Jack Vance – Pianeta d’Acqua
(Blue World, 1966)
Urania Collezione
324 pagg., 5.50€
In edicola
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