Salvate il mondo. Capitolo 1.

Ehi, vi ricordate di quando scrivevo racconti ed altre cazzate? Beh, a volte lo faccio ancora, ma non porto mai a termine nulla, quindi… Ora però ho scritto questo primo capitolo di un progetto intitolato SALVATE IL MONDO!. E’ un fantasy-cazzata, quindi non aspettatevi grosse cose. O forse si, boh. Comunque mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate… e se vi va di leggere il seguito.
SALVATE IL MONDO
1
L’unica cosa che contava era mantenere il silenzio. Non era facile, dovendo strisciare tra l’intricata vegetazione che circondava il fiume Azzurro, ma Rylan era un elfo, e gli elfi erano i più silenziosi tra gli esseri, tanto delicati da essere in grado di camminare sopra un prato innevato senza lasciare alcuna traccia. O almeno così si diceva. E comunque non nevicava mai da quelle parti, mica erano montanari come i nani!
Rylan avanzava, lento ma sicuro, incurante dei rovi che gli graffiavano il volto e le braccia. Erano ormai mesi che studiava il modo migliore per portare a termine la sua missione, e non si era mai sentito fiero di sé come ora che il suo udito elfico iniziava a portargli alle orecchie il lento scorrere dell’acqua del fiume. Ma c’era qualcos’altro.
Un canto!
Una voce soave, che non poteva non riconoscere, intonava una melodiosa litania elfica, tale che il miglior cantastorie dei 5 regni non avrebbe potuto rendere così sublime.
–          Tuca tuca, tuuucaaaa… l’ho inventato ioooooo…
Liv era lì. A pochi passi. La missione avrebbe avuto successo. Rylan avanzava palmo dopo palmo, la sua concentrazione era massima, tra pochi istanti avrebbe potuto finalmente vedere.
ERA NUDA!!!!
Lo sapeva, lo sapeva, gli altri lo prendevano in giro ma lui sapeva che ce l’avrebbe fatta. Un’antica mappa gli aveva svelato il punto esatto del fiume in cui le elfe erano solite bagnarsi. Lui aveva calcolato i movimenti da fare ed i tempi alla perfezione. Era riuscito a trovare una via non sorvegliata dalle sentinelle rosa ed era riuscito a giungere a destinazione proprio nell’ora in cui Liv faceva il bagno ogni giorno. Sempre da sola. Ora l’avrebbe divorata con gli occhi, avrebbe impresso bene nella sua memoria le sue forme ed ogni sera si sarebbe trastullato pensando a lei. Fino al giorno in cui l’avrebbe sposata, ovviamente. Allora si sarebbero trastullati insieme.
Liv era una strafica, questo non si poteva negare. Il suo portamento era regale, i suoi lineamenti perfetti, il suo culo uno schianto. Alcuni sostenevano che era una perdita di tempo pensare a lei, che era troppo fredda e distante per interessarsi a flirtare con dei ragazzini, ma Rylan aveva sempre pensato che le mancava solo l’elfo giusto, poi si sarebbe sciolta. L’elfo giusto, ovviamente, era lui. Ora che le vedeva i piccoli seni acerbi, così diversi da quelli grossi e pesanti di sua madre, non vedeva l’ora di poterli soppesare tra le sue mani e di assaggiare i suoi deliziosi capezzoli rosa. Con mille carezze avrebbe voluto scaldare la pelle delle sue natiche, intirizzita dall’acqua fresca. E il suo pube… il suo pube glabro e perfetto! Quanto tempo avrebbe trascorso, lì dentro!
Rylan sentiva qualcosa di rigido spingere sotto la sua tunica. Sorrise. Perché aspettare fino a sera per trastullarsi un po’? Chissà quando gli sarebbe ricapitata una simile occasione, l’oggetto dei suoi desideri era lì, davanti a lui, nuda. Vera. Cercò di posizionarsi su un fianco per stare più comodo.
CRACK!
Un rametto. Un maledettissimo rametto!
Liv si voltò nella sua direzione, coprendosi i seni per istinto. Non sembrava averlo visto, ma cercava qualcosa con gli occhi.

–          Chi c’è là? – chiese allarmata.
Rylan sentì il panico crescere dentro di lui. Cosa avrebbe dovuto fare? D’istinto avrebbe voluto scappare, ma nella fuga sarebbe stato di sicuro scoperto. Rimanere lì e fare finta di nulla? Forse, ma se Liv fosse venuta a controllare…
–          Ti ho sentito lassù. Esci fuori, o mi metterò ad urlare.
Era finita. Forse non l’aveva riconosciuto, ma l’aveva scoperto. Tanto valeva uscire allo scoperto ed affrontare la situazione da elfo maturo. Magari sarebbe riuscito ad inventarsi la scusa giusta. Si tirò in piedi, alzando le braccia in segno di resa.
–          Non volevo allarmarti, stavo solo…
–          AAAAAAH! UN MANIACO! AAAAAAH! – pudicamente Liv tentò di coprirsi anche sotto.Con risultati piuttosto scarsi, a dire il vero.
–          Avevi detto che avresti urlato solo se non fossi venuto fuori! – protestò Rylan.
–          AAAAAAH! PORCO! MAIALE! GIRATI!
Rylan si voltò, sempre a braccia alzate, rivolgendo le spalle alla bella elfa nuda.
–          Va bene, scusami. Ero nel bosco a caccia e…
–          Non si caccia nel bosco delle donne! Maniaco e bugiardo! Sei  solo un lurido guardone e non ti azzardare a voltarti ancora. Io ti conosco, sei Rylan Sguardo Viscido, il figlio della guardia. Aspetta che la tua famiglia sappia cosa fai e…
–          No, la mia famiglia no, ti prego! E… Sguardo Viscido? Non sono io! Che razza di soprannome sarebbe Sguardo Viscido?
–          Quello che ti sei meritato. Ora esco dall’acqua e mi rivesto, guai a te se provi a sbirciare, giuro che ti spacco la testa con un sasso e lascio ai topi quel poco di cervello che c’è dentro.
–          Questo non è molto elfico, potresti uccidermi con un arco.
–          Perché, spiare ragazze nude che fanno il bagno sarebbe elfico?
–          Senti, noi elfi siamo considerati adolescenti fino a 120 anni, prima non ci possiamo sposare e non siamo esattamente una società libertina. Bordelli neanche a parlarne, se non vogliamo spingerci nelle terre dei nani e anche allora CHE SCHIFO. Cosa devo fare, scoppiare? Almeno una sega in 120 anni me la vorrai concedere!
–          Una?
–          Ok, non è questo il punto.
–          Esatto, non è questo il punto. Stai cambiando discorso e… AAAAAAH!
Rylan si voltò allarmato. Cosa stava succedendo. Liv era ancora nuda ed avanzava verso di lui minacciosa, brandendo una grossa pietra.
–          Liv, sei nuda, dovresti coprirti! E perché vieni verso di me con quel sasso?
–          Voltati mentre ti uccido, maledetto ladro di vestiti! E dimmi dove li hai messi.
–          Io… non lo so. – disse Rylan schivando un colpo diretto alla tempia. – Non li ho toccati, i tuoi vestiti! Giuro che sono arrivato mentre eri già nuda. Non so neppure dove li hai messi.
–          Allora hai un complice, eh, maledetto maniaco bastardo?
–          No… lo giuro! Sono venuto da solo. – schivò un’altra sassata e cercò di fermare l’impeto della ragazza mettendo le mani avanti a protezione. Sui suoi seni.
–          AAAAAAH! – Liv lasciò cadere il sasso e usò un’arma meno letale ma nella quale era sicuramente più competente: i ceffoni. In breve il viso di Rylan si ricoprì di grossi segni rossi a forma di mano aperta, e per sfuggire alla gragnuola di colpì il giovane fu costretto ad offrire a Liv il proprio mantello, col quale la ragazza si coprì meglio che poteva. La sua furia si placò, ma lo sguardo rimaneva assassino.
–          Dunque che facciamo? – chiese Rylan.
–          Tiri fuori i miei vestiti e torniamo al villaggio, dove riceverai la giusta punizione.
–          Ti ho detto che non li ho rubati io!
–          E allora chi è stato? Gli spiriti?
–          Gli spiriti escono solo di notte. Magari un folletto dispettoso. O qualche animale.
–          Si, qualche animale. Un porco! Io ti…
–          Forse non ti conviene agitarti così, si vede tutto.
–          AAAAAAH!
*CIAF! POFF!*
Al rumore dell’ennesimo schiaffo si sovrappose quello di una nuvola di fumo che comparve proprio accanto a loro. I due ragazzi rimasero interdetti per un attimo, poi riconobbero la figura che usciva dal fumo. Anche perché di elfi che sfoggiavano una lunga barba bianca non se ne vedevano poi tanti.
–          Arcimago Simsal. – dissero in coro, inchinandosi.
–          Comodi, ragazzi, non c’è tempo per le formalità. E tu Liv allacciati bene il mantello, devo dirvi una cosa molto importante e non voglio che l’attenzione di Rylan venga distratta da qualcos’altro.
–          Se è venuto per… – Liv arrossì. – Non c’era bisogno, Arcimago, avrei potuto gestire da sola la situazione.
–          Temo di no, mia cara – disse il vecchio mago. – Voi non capite ancora cosa c’è in ballo. Forze superiori che minacciano la salvezza del mondo come lo conosciamo.
–          Ma… mi ha solo rubato dei vestiti!
–          Non tutti… La tua tunica, i sandali e il mantello sono abbandonati laggiù, sulla sponda opposta, a pochi passi lungo il sentiero. Ma le mutandine sono scomparse. E non è stato lui, Liv. Io, con le mie potenti arti magiche, ho percepito che qualcosa di orribile stava accadendo in questo luogo. Ho visto con gli occhi di un’aquila che volava sopra di voi tutto ciò che è accaduto, ma non ho fatto in tempo ad intervenire. Il giovane Rylan non è un ladro, solo un ragazzo piuttosto esuberante. Le mutandine ti sono state rubate da un goblin.
–          Un goblin? – Rylan era incredulo. – Cosa ci fa un goblin nelle nostre terre?
–          Rubava mutandine, temo. Un affronto grave, da una razza orribile e minacciosa come la loro. Ed è solo l’inizio, temo.
–          Inseguiamolo! – esclamò Rylan. – Con le tue arti magiche raggiungerlo sarà una sciocchezza, e…
–          E’ impossibile – lo interruppe il mago. – Non crediate che non ci abbia provato, oh no. Ma le sue tracce si interrompono magicamente, e persino l’aquila l’ha perso. Il ladro è protetto. Magicamente, temo. Esistono anche maghi goblin, sapete?
–          Maledizione, allora dobbiamo allertare le guardie. Avvertiamo mio padre, scopriremo quel ladruncolo in un baleno, noi elfi siamo insuperabili quando si tratta di muoversi nei boschi.
–          Vorrei che fosse possibile – disse tristemente il mago. – No, se mandassimo le guardie la voce di ciò che è successo si spargerebbe in un istante. E sarebbe il disastro. Immaginate se le nostre elfe scoprissero di non essere al sicuro neppure nel luogo più segreto, che una razza malvagia e deforme si è infiltrata fin nel cuore del nostro territorio per spiarle e derubarle di ciò che hanno più caro ed intimo. La nostra società andrebbe al collasso.
–          E’ orribile…
–          E allora dovrete essere voi a salvare la nostra razza. La mia assenza sarebbe notata, ma voi siete dei ragazzi, e troverò io una scusa con le vostre famiglie. Rylan, questo è il mio pugnale, te l’affido. Usalo senza remore, i goblin non sono creature come noi, hanno altri dei che non conoscono il perdono. Vedo con la mia magia che il tuo destino è di portare a termine questa missione. Salverai il mondo, coraggio. E tu, Liv, tu sei molto intelligente, e le tue doti nel canto sono eccelse. Forse c’è un po’ di magia dei bardi in te, questo flauto incantato ti sarà d’aiuto per scoprirlo. Ricordate, questa è la vostra missione segreta. Dovete farlo insieme.
–          Posso andare a prendere delle mutande di ricambio, prima?
–          Non c’è tempo. Cercate le tracce del goblin. Salvate il mondo.

[continua?]

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2 Comments

  1. Anonimo 2 October 2010
    Rispondi

    Ahahahahahahahahahahahahahahahahahaha! Quanto vorrei leggere il seguito! Ha la giusta dose di sconcezza leggera ma presente e ironia pungente ma non volgare che dovrebbe caratterizzare di più la nostra cultura.
    Si ho scritto cose a caso per sembrare importante.
    Cmq vorrei leggere il seguito 😀

    GHIA'

  2. CaneNero 3 October 2010
    Rispondi

    Giuro che lo leggerai. Prima o poi 😀 Grazie!

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