John Ajvide Lindqvist – Lasciami Entrare

John Ajvide Lindqvist – Lasciami Entrare

Ormai è passato qualche anno da quando scrissi la recensione di “Lasciami Entrare”, di Tomas Alfredson, film splendido e da molti definito “l’anti-Twilight” per come dimostra che si può parlare in modo più che adulto di vampiri adolescenti. Ora è giunto il momento di parlare del libro da cui la pellicola è stata tratta.. anche perché l’ho finito giusto la settimana scorsa.

Innanzitutto.. qualcuno sa perché è stato inserito nella collana “Giallosvezia”? Qualsiasi libro che viene fuori dalla Svezia deve essere per forza un giallo? In Lasciami Entrare ci sono omicidi, ci sono poliziotti che indagano, ma NON E’ UN GIALLO MANCO PER IL CAZZO.

La trama

Oskar, dodici anni, è grassoccio, ansioso, si piscia addosso e non mi pare neppure una cima. Per questo i compagni di classe l’assillano in continuazione con scherzi più o meno pesanti, costrizioni e continue prese in giro. Una notte incontra in giardino Eli, la nuova vicina di casa appena trasferitasi con il padre accanto a lui. Eli si muove in modo strano, è pallida, non esce mai di giorno, è molto intelligente e molto sola.. e contemporaneamente al suo arrivo nel sonnacchioso vicinato si verificano omicidi inspiegabili. Oskar non è una cima ma è anche appassionato di horror e non ci mette troppo a fare due più due.. e ad innamorarsi della nuova arrivata.

(Eli nel film. Oskar non ve lo faccio vedere perché è completamente diverso da quello descritto nel libro)

Lo stile

Lindqvist ha uno stile piano, molto pulito e senza troppi fronzoli. Piuttosto tipico, a giudicare dai non moltissimi libri scandinavi che ho letto. Diciamo che si legge con piacere ma non esalta i cultori della lingua, almeno in traduzione. Stile comunque più che adeguato per un’opera come questa, sia per i protagonisti che per il contesto. Troppo lirismo sarebbe stato inadeguato.
La cosa migliore del libro è la facilità con cui ci si riesce ad identificare con Oskar in particolare, ma anche con molti degli altri personaggi protagonisti dei vari capitoli. Ci si insinua nelle loro menti piano piano, non ci si sente mai sospinti a forza dall’autore e questo è un bene. A volte il punto di vista tende a svolazzare qua e la ma in generale il lettore non si perde mai. Inoltre Lindqvist è molto bravo a parlare di argomenti “complicati” in maniera delicata ma assolutamente senza reticenze.

(sennò la recensione era troppo noiosa)

Insomma che ne dici?

Dico che il libro è una figata come il film, anzi persino meglio, visto che qui tutto è più esplicito ma senza perdere quell’atmosfera di scoperta che permea il film. Anche se ho la sensazione (basata ovviamente sul nulla cosmico che alberga nella mia mente) che gli altri libri di Lindqvist non siano poi così interessanti, anche se L’estate dei morti viventi mi attira, se non altro per il titolo. Un altro motivo per prendere il libro è che ormai si trova a due lire, io l’ho preso addirittura insieme a Oggi (mi pare. Boh!) qualche mese fa ma per gli aficionados della tecnologia è disponibile persino l’ebook in italiano a 4,99€.

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2 Comments

  1. Anonimo 18 November 2012
    Rispondi

    bellissima l'idea per movimentare la recensione

  2. michele 18 November 2012
    Rispondi

    Grazie Anonimo 😀

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