Le grandi invenzioni dell’Ing. Perspicace #1: il Telefono Cellulare

Mi ha chiamato l’altro giorno l’Ing. Perspicace. Un amico mio, sedicente inventore, sempre al lavoro su progetti bislacchi e idee strampalate. Un genio, a modo suo.
“La mia ultima invenzione la devi proprio venire a vedere!” mi dice. “Ho inventato il Telefono Cellulare!”
“Il telefono cellulare?” gli rispondo. “Non mi sembra proprio un’invenzione nuovissima…”
“Ma non il telefono cellulare con la minuscola, il Telefono Cellulare, con la T e la C maiuscole! C’è una bella differenza! Fidati, una cosa così non l’ha mai vista nessuno!”
Che fare? Mi fido. L’Ingegnere al telefono non mi vuole dire nulla di più, ha paura che le linee siano controllate e che qualcuno possa rubargli l’idea e il brevetto. Sono incuriosito, ce n’è sempre una nuova con lui. Pochi minuti di auto e sono a casa sua. Oddio, casa… il suo laboratorio. Il suo antro alchemico. La sua cripta. Il suo museo delle meraviglie. Non saprei dare un nome a metà delle cose che vi si trovano, mentre se provassi a dare un nome all’altra metà probabilmente sbaglierei. Vasi pieni di schifezze che sembrano vive, galline meccaniche che starnazzano metallicamente, chitarre senza corde ma ripiene di ingranaggi, frigoriferi che contengono acquari e libri su libri di folli e visionari.
L’Ingegnere è sulla porta che mi aspetta, il camice semi sbottonato e il capello arruffato che lo fanno apparire come un cliché. “Vieni, vieni!” mi fa. “Il tempo è denaro, non vorrei che qualcuno arrivasse alla stessa idea mentre aspetti qui sulla porta come un allocco.” Mi conduce dentro, nel suo laboratorio più segreto. Molti macchinari sono coperti da teli, come se non volesse svelare neanche a me, uno dei suoi più vecchi amici, il loro funzionamento. Su un fornello qualcosa bolle in una pentola. Forse è acqua per la pasta, o forse è brodo primordiale. Lui però mi indica qualcosa che è sopra uno sgabello, coperto da una piccola campana di vetro!
“Eccolo, guarda!”
Io guardo, ma non c’è nulla. La campana appare vuota.
“Ehm… cosa dovrei guardare?”
“Il Telefono Cellulare!”
“Non è che te lo sei scordato in qualche cassetto?”
“Non fare lo sciocco. Il Telefono Cellulare! Il primo prototipo di una invenzione rivoluzionaria!”
“Continuo a non vederlo.”
“Non puoi vederlo. E’ troppo piccolo per l’occhio umano, no?”
“Ah, ecco. E come si fa ad usarlo?”
“Che vuoi dire?”
“Come si fa a fare i numeri? E come si fa a ritrovarlo in tasca se lo senti squillare?”
“Ma non è mica per noi, cretino! E’ un Telefono CE-LLU-LA-RE!”
“Certo. Capisco.” Non capisco.
“Cellulare. Uguale per le CELLULE!”
“Aaaahh. Beh, cambierà loro la vita.”
“Certo. Ti spiego come funziona. Come sai il cervello comanda le cellule di tutto il corpo, muscoli volontari ed involontari, il pensiero guida l’azione e l’idea dell’azione è trasportata nella rete neurale che permea il nostro corpo. Chilometri di cavi!”
“Capisco.” Faccio finta.
“Cavi, capisci! La rete neurale è una rete di cavi! Ma che succede se i cavi si spezzano, o se la rete è intasata?”
“…si trova occupato?”
“Bravo! …beh, più o meno. In realtà il messaggio non arriva e la rete neurale fa casino. Peni che non raggiungono più l’erezione, ginocchia che s’incantano, gambe che si addormentano… tutto questo non succederà più, perché il mio Telefono Cellulare funziona WIRELESS!”
“Aaaaahhh, ecco!”
“Devo solo inserire questa mia mirabolante invenzione in una cellula e questa funzionerà meglio di quanto abbia mai fatto! Mi serve solo una cav… un soggetto su cui sperimentarla. Ecco perché ho chiamato te!”
“Pensavo mi avessi chiamato per farmi vedere la tua invenzione.”
“Certo, ma sei anche un soggetto ideale. Visto che siamo amici sono quasi sicuro che se anche le cose andranno male non mi denuncerai.”
“Andare male? E come?”
“Beh, non so… rigetti, esplosioni, caduta negli abissi della follia… chi può dirlo! Ma non succederà, non preoccuparti, ne sono quasi sicuro. Ora. Il tuo pene funziona ancora bene?”
“Non ti azzardare a toccare il mio pene, che va alla grande.”
“Ne sei sicuro? Perché ho sentito che…”
“VA ALLA GRANDE!”
“Ehi, ok, non scaldarti. Era solo per aiutarti. Allora… non so. Dove possiamo applicare il Telefono? Mmmhh… Ecco l’idea! Le unghie dei piedi che crescono sono un fastidio, possono arrivare persino a bucare i calzini. Inserendo nell’unghia il mio Telefono Cellulare il cervello potrà comunicare loro di smetterla di riprodursi!!! Geniale, no?”
“Pensi che un’assurdità di questo tipo possa funzionare? Non mi intendo di anatomia e medicina ma da quanto ne so non mi sembra che le cose vadano esattamente come hai detto tu.”
“Non ancora, certo. Ma con il Telefono Cellulare andranno così! Te l’ho detto che la mia invenzione è rivoluzionaria. Ora togliti scarpa e calzino.”

E insomma, alla fine acconsentii. In fondo di solito le invenzioni dell’Ing. Perspicace sono innocue, al massimo fanno un po’ di fumo e una puzza micidiale, ma fino ad oggi non hanno ucciso nessuno. Mi tolsi scarpa e calzino, l’Ingegnere storse il naso ma non disse nulla. Prese quella che chiamò “una pinzetta per cellule” e con l’ausilio di un microscopio prese la sua invenzione. Con delicatezza ed estrema lentezza la trasportò fin sul mio piede, e l’appoggiò su un unghia.

“Fatto.” Mi disse.
“Ma come, tutto qui?”
“Si.”
“Non mi sento diverso.”
“Si, ma la cellula della tua unghia su cui ho applicato la mia invenzione smetterà di riprodursi! Non crescerà più!”
“Mah… ribadisco che non mi sembra che le cose funzionino così. Ma mi fiderò.”
“Ecco, bravo. Fidati.”
“Ok.”

Rimanemmo per quasi un minuto a fissare come due ebeti la mia unghia, come se pensassimo di vederla crescere ad occhio nudo.

“Non sta crescendo.” Mi disse.
“E ci mancherebbe.” Risposi.
“Non si sa mai, se avessi montato qualche pezzo al contrario ora potrebbe riprodursi inarrestabilmente all’infinito.”
“Mi fa piacere che tu mi parli solo dopo di questi piccoli effetti collaterali.”
“Ero quasi sicuro che non sarebbe successo.”

Squillò il mio telefonino. Non quello Cellulare. Il mio. Guardai il display, la chiamava veniva dal numero 0,000000001.

“Che razza di gestore ha numeri di questo tipo?” Mi chiesi ad alta voce. L’Ingegnere alzò le spalle.
“Rispondi, no?”

“Pronto?”
“….”
“Pronto? Non sento, può parlare più forte?”
“……”
“Come?”
“Sto già urlando!!!” In realtà mi sembrava poco più di un sussurro.
“Mi dica, chi parla?”
“Sono il direttore della cellula.”
“Di quale cellula?”
“Dell’unghia.”
“Dell’unghia?”
“Si, è inutile che ripeta quello che dico. Della sua unghia.”
“E’ uno scherzo?”
“No, voi mi avete installato il telefono e io lo uso, mi sembra il minimo.”
“Ah…” ero un po’ stranito. “Mi dica.”
“Si voi mi avete messo il telefono, giusto?”
“Si.”
“Ma chi è?” interruppe l’Ingegnere.
“E’ l’unghia!”
“Metti in vivavoce.” Obbedii.
“Ci dica signor direttore dell’unghia, come possiamo aiutarla?”
“Volevo dirle grazie per il telefono, ma c’è un problema.”
“Quale?”
“Che se siamo l’unica cellula del corpo ad avere il telefono, nessuno può rispondere alle nostre chiamate o chiamarci a sua volta.”
“Oh… non ci avevo pensato.”
“Ecco. Quindi volevo chiederle se almeno ci può attivare una linea ADSL. Così ci svagheremmo con internet.”
“Oh, ehm… farò il possibile.”
“Si, il possibile. Guardi, se non mi sa dare una risposta passeremo ad un’altra compagnia.”
“Ehm, ok, si, avrete internet prima possibile.”
“Magari anche prima, che voglio iscrivermi a facebook.”
“Ok, grazie, arrivederci.”

“Che cavolo hai combinato?”
“Non ci avevo pensato. Dovrei inserire anche il Telefono Cellulare nelle cellule del cervello preposte a comandare la crescita del corpo e i suoi movimenti. Altrimenti è inutile.”
“Ah, e puoi farlo?”
“Certo, devo solo scoperchiarti la testa, raggiungere con le mie pinzette la zona interna del cervello di cui ti ho detto, applicare il Telefono Cellulare e tutto funzionerà.”
“Quindi non puoi farlo.”
“Temo di no. Questo non è un ambiente sterile dove poter operare. E inoltre, come faccio a sapere quale cellula del cervello comanda la crescita delle unghie?”
“Non puoi farlo.”
“Inoltre il Telefono Cellulare era un prototipo unico, ci vorranno mesi di lavoro per farne un altro. Figuriamoci uno per ogni cellula del corpo.”
“Quindi… invenzione fallita?”
“No! Affatto! Mi metterò al lavoro per dare l’adsl al nostro amico direttore. Così quantomeno potrà comunicare col mondo.”

La mia unghia continua a crescere. In compenso però il direttore dell’unghia mi ha aggiunto tra gli amici su facebook. Era un fottuto spammer. Ma da quando ho fatto la pedicure non mi contatta più…

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