Dylan Dog – Il film (Kevin Munroe, 2011)

Dylan Dog – Il film (Kevin Munroe, 2011)

Alzi la mano chi pensava che un film tratto da Dylan Dog e diretto dal regista del più recente film sulle tartarughe ninja potesse essere una cosa buona. Nessuno? Bravi, siete già a buon punto…
Ieri sera ho finalmente visto il film dedicato all’investigatore dell’incubo. Sapevo già che sarebbe stato una cagata, sapevo che mancava Groucho (costava troppo un imitatore di Marx?), che l’ambientazione era spostata da Londra a New Orleans (budget troppo basso…), che il maggiolone di Dylan non era più bianco (la Disney ha i diritti ESCLUSIVI per i maggioloni bianchi da tempi di Herbie), che di Bloch neanche a parlarne e che il protagonista era quel giuggiolone inespressivo di Brandon Routh. Bene, però avevo letto qualche intervista al regista Kevin Munroe che dichiarava di aver fatto il possibile per preservare comunque lo spirito del fumetto da una sceneggiatura che sprizzava b-movie horror da tutti i pori. Mi aspettavo una cagata. Ma non QUESTA cagata.
Sostanzialmente, il film di Dylan Dog è un rip-off di Underworld, Buffy e True Blood con un protagonista che indossa una camicia rossa e sporadicamente esclama “giuda ballerino”! Il fatto che Dylan a un certo punto esclami “abbiamo bisogno di pistole più grandi” dice tutto. Almeno si fosse trombato la tizia alla prima opportunità, ma neanche questo!
Evidentemente per il regista dire “abbiamo cercato di preservare lo spirito del fumetto” voleva dire chiamare un cattivone SCLAVI o far suonare oscenamente il clarinetto a Dylan in una scena. E se le foto di gente mascherata da Groucho o i poster dei fratelli Marx dovevano farci chiudere un occhio sulla pietosa spalla comica Marcus… non ci siamo proprio. Anche se proprio lui è il protagonista dell’unica scena minimamente divertente del film, quella del gruppo di auto-aiuto per zombie. Bella trovata.
Se non aveste capito… non ci siamo proprio. Non sono il tipo da chiedere fedeltà assoluta all’originale, anzi non me ne frega nulla. Ma almeno un minimo standard di qualità…
Pro

– Qualche scena d’azione decente
– …il gruppo di auto aiuto zombie?
– C’è Kurt Angle!
Contro
– Protagonista inespressivo
– Protagonista femminile (Anita Briem) penosa e neppure troppo fica
– Scene comiche appiccicate lì senza senso
– Trucco (anzi, maschere…) di livello penoso.
– Trama che copia senza vergogna mille altri film e telefilm di serie B e…
– …non ha NULLA a che vedere con il Dylan Dog originale.
Pessimo.
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