L’alba del pianeta delle scimmie (Rupert Wyatt, 2011)

Una premessa è doverosa: per me un film con le scimmie è un capolavoro a prescindere. Bene, possiamo cominciare con la recensione.

VIVA LE SCIMMIEEEEEEEEEE!!!

Diciamo la veritá: dal sequel/reboot del Pianeta delle Scimmie nessuno si aspettava piú di un’onesta pellicola fanta-action. Cosí all’uscita il film ha colto tutti di sorpresa, e il successone ai botteghini americani ne è la conseguenza. Rupert Wyatt è un talentone (riguardarsi L’Escapista!), gli sceneggiatori hanno fatto un gran lavoro di sintesi di tutto ció che la saga è stata guardando comunque al futuro, e alla fine il risultato è nettamente migliore di quella cagatona di Tim Burton, ad esempio.

Il  film inizia come una perfetta rivisitazione moderna di Frankenstein, con GLINGEGNIERI che testano sulle scimmie una cura per l’alzheimer. Ovviamente ci sono delle complicazioni e altrettanto ovviamente uno degli INGEGNIERI ha il babbo con l’alzheimer, quindi decide di prendere la cura, sebbene sperimentale ed assolutamente non autorizzata, per lui. Ed insieme alla cura porta anche un cucciolo di scimmia la cui madre era una delle cavie del test. Il cucciolo dimostra fin da subito una intelligenza superiore, ed inizierà a soffrire il fatto di non essere trattato come un essere umano.

Ovviamente questo è solo l’incipit: a una prima parte con protagonista l’uomo ed il suo rapporto con le “razze inferiori” ne segue una seconda che è un vero e proprio Spartacus nel 2011. La rivolta degli schiavi! Gli sceneggiatori poi sono molto bravi a lanciare indizi sui futuri sequel del film riuscendo comunque a focalizzarsi sempre sul presente.

Il film è chiaramente un semi-blockbuster (non ha avuto un budget esagerato ma parliamo comunque di 93 milioni di $… spesi bene), ha il classico buonismo che accompagna i film da botteghino (notare come le scimmie si fermino sempre prima di scatenare la vera violenza) ma ha un intelligenza e un’attenzione ai particolari che manca al 99% degli altri esempi dello stesso genere. Poi, come dicevo, Wyatt si rivela un talentone… Bravissimo nel gestire i movimenti di camera e sorprendente nella scelta delle inquadrature. Un regista da seguire per il futuro, considerato che è del 1972.

Gli attori passano un po’ in secondo piano di fronte all'”umanità” della scimmie, animate perfettamente in motion capture grazie a ottimi attori (Cesare, il protagonista, è Andy Serkis). Bravo comunque James Franco, bravissimo John Lithgow, gnocca Freida Pinto, anche se speravo di vedere una scena di sesso true interracial e invece niente, vabbè!

L’Alba del Pianeta delle Scimmie è un film bello, affascinante, coinvolgente anche emotivamente e con scene d’azione trascinanti. E’ un remake ma ha un’originalità superiore alla media. Non è facile trovare molti film migliori nel 2011.

(bonus: sulla rete si trovano decine di poster realizzati benissimo con scimmie protagonista laddove siamo abituati a vedere esseri umani… trovate molti esempi qui!)

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