Salvate il mondo! – capitolo 1

Salvate il mondo! – capitolo 1

Forse qualcuno dei lettori più attenti del mio blog si ricorderà di quando scrivevo racconti! Ve lo ricordate? Eh… nessuno? Come, non ho lettori? Accidenti… Beh, peggio per voi. Non avete avuto occasione di leggere il primo capitolo di Salvate il mondo!, progetto di romanzo breve fantasy-umoristico che iniziai un paio d’anni fa’ e che si arenò al terzo capitolo. Qualche giorno fa ho ripreso in mano la penna ed ho deciso di provare a dargli un seguito, mi sono messo al lavoro e sto andando avanti piuttosto bene… quindi ve lo ripropongo. E per chi non l’avesse già letta, ecco le versione riveduta e corretta del primo capitolo!
SALVATE
IL MONDO

1
L’unica
cosa che contava era mantenere il silenzio. Non era facile, era
costretto a strisciare tra l’intricata vegetazione che circondava
il fiume Azzurro, ma Rylan era un elfo, e gli elfi erano i più
silenziosi tra gli esseri, tanto delicati da essere in grado di
camminare sopra un prato innevato senza lasciare alcuna traccia. O
almeno così si diceva. E comunque non nevicava mai da quelle parti,
gli elfi mica erano montanari ubriaconi come i nani!
Rylan
avanzava, lento ma sicuro, incurante dei rovi che gli graffiavano il
volto e le braccia. Erano ormai mesi che studiava il modo migliore
per portare a termine la sua missione, e non si era mai sentito fiero
di sé come ora che il suo udito elfico iniziava a portargli alle
orecchie il lento scorrere dell’acqua del fiume. Ma c’era
qualcos’altro.
Un
canto!
Una
voce soave, che non poteva non riconoscere, intonava una melodiosa
litania elfica, tale che il miglior cantastorie dei 5 regni non
avrebbe potuto rendere così sublime.

Tuca tuca, tuuucaaaa… l’ho inventato ioooooo…
Era
Liv, era lì. A pochi passi. La missione avrebbe avuto successo.
Rylan avanzava palmo dopo palmo, la sua concentrazione era massima,
tra pochi istanti avrebbe potuto finalmente vedere.
ERA
NUDA!!!!

…mi piaci mi piaci mi piaci mi piaci mi pià!
Lo
sapeva, lo sapeva, gli amici l’avevano preso in giro per mesi ma lui
sapeva che ce l’avrebbe fatta. Un’antica mappa gli aveva svelato
il punto esatto del fiume in cui le elfe erano solite bagnarsi. Lui
aveva calcolato i movimenti da fare ed i tempi alla perfezione. Era
riuscito a trovare un varco tra i rovi non sorvegliato dalle
sentinelle rosa ed era riuscito a giungere a destinazione proprio
nell’ora in cui Liv faceva il bagno ogni giorno. Sempre da sola.
Ora l’avrebbe divorata con gli occhi, avrebbe impresso bene nella
sua memoria le sue forme ed ogni sera si sarebbe trastullato pensando
a lei. Fino al giorno in cui l’avrebbe sposata, ovviamente. Allora
si sarebbero trastullati insieme.
Liv
era una strafica, questo non si poteva negare. Il suo portamento era
regale, i suoi lineamenti perfetti, il suo culo uno schianto. Alcuni
sostenevano che era una perdita di tempo pensare a lei, che era
troppo fredda e distante per interessarsi a flirtare con dei
ragazzini, ma Rylan aveva sempre pensato che le mancava solo l’elfo
giusto, poi si sarebbe sciolta. L’elfo giusto, ovviamente, era lui.
Ora che le vedeva i piccoli seni acerbi, così diversi da quelli
grossi e pesanti di sua madre, non vedeva l’ora di poterli
soppesare tra le sue mani e di assaggiare i suoi deliziosi capezzoli
rosa. Con mille carezze avrebbe voluto scaldare la pelle delle sue
natiche, intirizzita dall’acqua fresca. E il suo pube… il suo
pube glabro e perfetto! Quanto tempo avrebbe trascorso, lì dentro!
Rylan
sentì qualcosa di rigido spingere sotto la sua tunica. Sorrise.
Perché aspettare fino a sera per trastullarsi un po’? Chissà
quando gli sarebbe ricapitata una simile occasione, l’oggetto dei
suoi desideri era lì, davanti a lui, nuda. Vera. Cercò di
posizionarsi su un fianco per stare più comodo.
CRACK!
Un
rametto. Un maledettissimo rametto!
Liv
si voltò nella sua direzione, coprendosi i seni per istinto. Non
poteva averlo visto, ma cercava qualcosa con gli occhi.

Chi c’è là? – chiese allarmata.
Rylan
sentì il panico crescere dentro di lui. Cosa avrebbe dovuto fare?
L’istinto gli intimava di scappare, ma nella fuga sarebbe stato di
sicuro scoperto. Rimanere lì e fare finta di nulla? Forse, ma se Liv
fosse venuta a controllare…

Ti ho sentito lassù. Esci fuori, o mi metterò ad urlare.
Era
finita. Forse non l’aveva riconosciuto, ma l’aveva scoperto.
Tanto valeva uscire allo scoperto ed affrontare la situazione da elfo
maturo. Magari sarebbe riuscito ad inventarsi la scusa giusta. Si
tirò in piedi, alzando le braccia in segno di resa.

Non volevo allarmarti, stavo solo…

AAAAAAH! UN MANIACO! AAAAAAH! – pudicamente Liv tentò di coprirsi
anche sotto.Con risultati piuttosto scarsi, a dire il vero.

Avevi detto che avresti urlato solo se non fossi venuto fuori! –
protestò Rylan.

AAAAAAH! PORCO! MAIALE! GIRATI!
Rylan
si voltò, sempre a braccia alzate, rivolgendo le spalle alla bella
elfa nuda.

Va bene, scusami. Ero nel bosco a caccia e…

Non si caccia nel bosco delle donne! Maniaco e bugiardo! Sei solo un
lurido guardone e non ti azzardare a voltarti ancora. Io ti conosco,
sei Rylan Sguardo Viscido, il figlio della guardia. Aspetta che la
tua famiglia sappia cosa fai e…

No, la mia famiglia no, ti prego! E… Sguardo Viscido? Non mi chiamo
così! Che razza di soprannome sarebbe Sguardo Viscido?

Quello che ti sei meritato. Ora esco dall’acqua e mi rivesto, guai
a te se provi a sbirciare, giuro che ti spacco la testa con un sasso
e lascio ai topi quel poco di cervello che c’è dentro.

Questo non è molto elfico, potresti uccidermi con un arco.

Perché, spiare ragazze nude che fanno il bagno sarebbe elfico?

Senti, noi elfi siamo considerati adolescenti fino a 120 anni, prima
non ci possiamo sposare e non siamo esattamente una società
libertina. Bordelli neanche a parlarne, se non vogliamo spingerci
nelle terre dei nani e anche allora CHE SCHIFO. Cosa devo fare,
scoppiare? Almeno una sega in 120 anni me la vorrai concedere!

Una?

Ok, non è questo il punto.

Esatto, non è questo il punto. Stai cambiando discorso e… AAAAAAH!
Rylan
si voltò allarmato. Cosa stava succedendo. Liv era ancora nuda ed
avanzava verso di lui minacciosa, brandendo una grossa pietra.

Liv, sei nuda, dovresti coprirti! E perché vieni verso di me con
quel sasso?

Voltati mentre ti uccido, maledetto ladro di vestiti! E dimmi dove li
hai messi.

Io… non lo so. – disse Rylan schivando un colpo diretto alla
tempia. – Non li ho toccati, i tuoi vestiti! Giuro che sono
arrivato mentre eri già nuda. Non so neppure dove li hai messi.

Allora hai un complice, eh, maledetto maniaco bastardo?

No… lo giuro! Sono venuto da solo. – schivò un’altra sassata e
cercò di fermare l’impeto della ragazza mettendo le mani avanti a
protezione. Sui suoi seni.

AAAAAAH! – Liv lasciò cadere il sasso e usò un’arma meno letale
ma nella quale era sicuramente più competente: i ceffoni. In breve
il viso di Rylan si ricoprì di grossi segni rossi a forma di mano
aperta, e per sfuggire alla gragnuola di colpì il giovane fu
costretto ad offrire a Liv il proprio mantello, col quale la ragazza
si coprì meglio che poteva. La sua furia si placò, ma lo sguardo
rimaneva assassino.

Dunque che facciamo? – chiese Rylan.

Tiri fuori i miei vestiti e torniamo al villaggio, dove riceverai la
giusta punizione.

Ti ho detto che non li ho rubati io!

E allora chi è stato? Gli spiriti?

Gli spiriti escono solo di notte. Magari un folletto dispettoso. O
qualche animale.

Si, qualche animale. Un porco! Io ti…

Forse non ti conviene agitarti così, si vede tutto.

AAAAAAH!
*SCHIAFF!
POFF!*
Al
rumore dell’ennesimo schiaffo si sovrappose quello di una nuvola di
fumo che comparve proprio accanto a loro. I due ragazzi rimasero
interdetti per un attimo, poi riconobbero la figura che usciva dal
fumo. Anche perché non erano molti gli elfi che sfoggiavano una
lunga barba bianca.

Arcimago Simsal. – dissero in coro, inchinandosi timorosi.

Comodi, ragazzi, non c’è tempo per le formalità. E tu Liv
allacciati bene il mantello, devo dirvi una cosa molto importante e
non voglio che l’attenzione di Rylan venga distratta da
qualcos’altro.

Se è venuto per… – Liv arrossì. – Non c’era bisogno,
Arcimago, avrei potuto gestire da sola la situazione.
– Temo di
no, mia cara – disse il vecchio mago accennando un sorriso. – Voi
non capite ancora cosa c’è in ballo. Forze superiori che
minacciano la salvezza del mondo come lo conosciamo.

Ma… mi ha solo rubato dei vestiti!

Non tutti… La tua tunica, i sandali e il mantello sono abbandonati
laggiù, sulla sponda opposta, a pochi passi lungo il sentiero. Ma le
mutandine sono scomparse. E non è stato lui, Liv. Io, con le mie
potenti arti magiche, ho percepito che qualcosa di orribile stava
accadendo in questo luogo. Ho visto con gli occhi di un’aquila che
volava sopra di voi tutto ciò che è accaduto, ma non ho fatto in
tempo ad intervenire. Il giovane Rylan non è un ladro, solo un
ragazzo piuttosto esuberante. Le mutandine ti sono state rubate da un
goblin.

Un goblin? – Rylan era incredulo. – Cosa ci fa un goblin nelle
nostre terre?

Rubava mutandine, temo. Un affronto grave, da una razza orribile e
minacciosa come la loro. Ed è solo l’inizio, temo.

Inseguiamolo! – esclamò Rylan. – Con le tue arti magiche
raggiungerlo sarà una sciocchezza, e…

E’ impossibile – lo interruppe il mago. – Non crediate che non
ci abbia provato, oh no. Ma le sue tracce si interrompono
magicamente, e persino l’aquila l’ha perso di vista. Il ladro è
protetto. Magicamente, temo. Esistono anche maghi goblin, sapete?

Maledizione, allora dobbiamo allertare le guardie. Avvertiamo mio
padre, scoprirà quel ladruncolo in un baleno, noi elfi siamo
insuperabili quando si tratta di muoversi nei boschi.

Vorrei che fosse possibile – disse tristemente il mago. – No, se
mandassimo le guardie la voce di ciò che è successo si spargerebbe
in un istante. E sarebbe il disastro. Immaginate se le nostre elfe
scoprissero di non essere al sicuro neppure nel luogo più segreto,
che una razza malvagia e deforme si è infiltrata fin nel cuore del
nostro territorio per spiarle e derubarle di ciò che hanno più caro
ed intimo. Il pudore impedirebbe loro di lavarsi tranquille, e molte
forse rinuncerebbero a farlo, divenendo ogni giorno più impure, più
sporche. Tu, Rylan, avresti spiato Liv se fosse stata sporca come un
orca? La nostra società andrebbe al collasso. Avete notato che rima
favolosa è venuta fuori, così, senza volerlo?

E’ orribile… Non la rima, intendo, quella era buona. La
situazione… è orribile.

E allora dovrete essere voi a salvare la nostra razza. Non posso
accompagnarvi, la mia assenza sarebbe notata e qualcuno ci verrebbe a
cercare, ma voi siete dei ragazzi, e troverò io una scusa con le
vostre famiglie. Rylan, so che sei disarmato, questo è il mio
pugnale, te l’affido. Usalo senza remore, i goblin non sono
creature come noi, hanno altri dei che non conoscono il perdono. Vedo
con la mia magia che il tuo destino è di portare a termine questa
missione. Salverai il mondo, coraggio. E tu, Liv, tu sei molto
intelligente, e le tue doti nel canto sono eccelse. Forse c’è un
po’ di magia dei bardi in te, questo flauto incantato ti sarà
d’aiuto per scoprirlo. Ricordate, questa è la vostra missione
segreta. Dovete farlo insieme.

Posso andare a prendere delle mutande di ricambio, prima?

Non c’è tempo. Cercate le tracce del goblin. Salvate il mondo.
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