Gotthard – Firebirth

Gotthard – Firebirth

Francamente pensavo che dopo il tragico 5 ottobre 2010, quando il cantante Steve Lee perse la vita in un assurdo incidente stradale, per i rocker svizzeri Gotthard fosse giunta l’ora degli addii. Troppo importante la voce carismatica e la presenza sul palco del fondatore della band, e invece il gruppo si è compattato intorno al chitarrista Leo Leoni e quasi subito ha scelto un nuovo frontman, lo svizzero australiano Nic Maeder. Ero piuttosto curioso di vederlo al lavoro sui pezzi della band, e dopo ripetuti ascolti devo dire questo Firebirth ha proprio il sapore di un nuovo inizio.
Fin dall’opener Starlight, anche grazie alla produzione di Paul Leni, si nota uno stile più asciutto e classico rispetto agli ultimi due – bellissimi – Need to Believe e Domino Effect. Uno stile decisamente più simile a quello dei dischi degli esordi dei primi anni 90. Un disco più semplice ed immediato, che colpisce subito grazie all’opener Starlight, e che continua ancora meglio con la trascinante Give me Real. Remember it’s me è il primo dei tre lenti del disco, non male, tra le altre da segnalare la solare e trascinante Yippie Aye Yay e la splendida ballad Where are you, ovviamente dedicata al frontman scomparso. 
Due parole su Nic Maeder: timbrica ovviamente simile a quella di Steve Lee, ottima estensione vocale, una voce calda, decisamente rock, mi piace. Non ha ancora la personalità di Lee, ma sarebbe impossibile pretenderlo. Se continuerà con la band troverà la sua strada e la sua originalità. Il disco è piacevole fin dall’inizio, mai sorprendente, certo, ma devo dire che se all’inizio temevo in una scarsa longevità continuo invece ad ascoltarlo con piacere, ed anzi inizio ad apprezzare pezzi come S.O.S. che prima mi parevano sottotono.
La fenice dei Gotthard rinasce quindi dalle proprie ceneri, il gruppo torna alle radici, ai Led Zeppelin, ai Whitesnake, ad un hard rock che flirta con l’AOR, accantonando per un attimo l’approccio più moderno che aveva portato agli ultimi (capo)lavori. Non tra i migliori, ma si pone con assoluta dignità e non sfigura nella discografia del gruppo. Attendiamo il prossimo per la conferma, ma i Gotthard ci sono e rockeggiano ancora.

Starlight!
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