X-Men: L’inizio (Matthew Vaughn, 2011)

X-Men: L’inizio (Matthew Vaughn, 2011)

Ah, gli X-Men! Fin da quando ero piccolo i mutanti sono sempre stati i miei supereroi preferiti, sarà la varietà di poteri, sarà il sottotesto politico, saranno i grandi personaggi che ispirano buoni e cattivi, ma io gli X Men li ho sempre adorati. Dopo Topolino, Geppo & co. sono stati la mia prima lettura a fumetti, ho visto tutti i film usciti finora e quando ho saputo dell’uscita di un prequel mi è venuta l’acquolina in bocca. I personaggi più interessanti della saga sono sicuramente Xavier e Magneto, e la storia delle loro origini non poteva che essere tradotta su pellicola. La regia di Matthew Vaughn, già al lavoro su Kick-Ass, era poi garanzia se non di grande tecnica quantomeno di rispetto e amore per il fumetto.

Per una volta il film, uscito nel 2011, ha confermato quasi tutte le mie aspettative. Ambientato in un 1962 molto romanzato soprattutto nel look dei protagonisti (le minigonne per fortuna si sprecano), First Class è soprattutto il film di Magneto, splendidamente interpretato dal lanciatissimo Michael Fassbender. Certo c’è anche Xavier/James McAvoy, e pure la popputa Jennifer Lawrence e tanti altri, ma Magneto è un personaggio troppo importante ed affascinante per non mangiarsi il film. Come ho letto altrove, è l’Anakin Skywalker della saga degli X-Men, ed era ovvio che la storia della sua deviazione verso il male (dopo un infanzia distrutta dai nazisti…) e della rottura dell’amicizia con Xavier prendesse il sopravvento sul resto.

Dal punto di vista dell’azione e degli effetti speciali il film è decente ma non eccelso. I poteri dei vari mutanti  (presi da vari periodi della storia del fumetto, ma con un buon criterio) sono resi bene, ma ad esempio la risoluzione della crisi dei missili di Cuba (si, c’è anche questo :D) lascia un po’ a desiderare come pura realizzazione. Le scene di combattimento si lasciano guardare, ma resta sempre un’idea di plasticosità che penalizza il realismo visivo. Probabilmente comunque non era questo che interessava.

La carta vincente è l’interazione tra i personaggi, e l’idea della mutazione legata alla giovane età dei personaggi, ancora più diversi e quindi spinti a legare in un mondo che si prepara comunque ad una rivoluzione civile. Bella la sottotrama della relazione tra Bestia e Mystica, e divertenti i camei di Rebecca Romjin e, soprattutto, Hugh Jackman/Wolverine. La storia è  molto liberamente tratta dalla saga del Club Infernale narrata da Chris Claremont, e lo stesso Matthew Vaughn dovrebbe iniziare a breve a dirigere il sequel. Sperando che la qualità resti inalterata!

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