E insomma c’era una volta i blog

Vi ricordate com’erano una volta i blog? Io ne avevo uno… su Libero. pensate. Non quello di Feltri, Libero.it. Scrivevo cazzate, racconti, satire varie… poi c’erano tutte quelle cose che sui blog di oggi non ci sono più. I video musicali. Una volta c’erano centinaia di blog dove la ggente metteva i video da youtube. O ci si metteva d’accordo con gli amici per le uscite. Tutte quelle cose che oggi si fanno su facebook. Allora facebook non c’era. C’era MySpace, ma diciamolo, già allora era un troiaio. 
Sono su internet dal lontanissimo 1996. Avevo un modem 14.4k, per caricare una foto porno ci si metteva qualche minuto e non vi dico quanto ho penato per vedere il video di Pamelona Anderson. Altri tempi. Allora il massimo erano le chat web… c’ho conosciuto persone rimaste per me importantissime per anni… poi ho scoperto mIRC, e lì è cominciata la vera vita social. Le chat con gli altri ragazzi di Arezzo, poi i newsgroup, le mailing list, andavano molto anche i forum, ma sono sempre stati troppo dispersivi per i miei gusti… i blog sono arrivati più tardi e mi sono subito piaciuti. Come dicevo, il mio blog su Libero era lo specchio di quello che sono (ero). Una persona con troppe cazzate per la testa per riuscire a focalizzarsi su una sola. Quindi le proposte antiBerlusconiane (cazzo, Berlusconi c’era già!) si alternavano a canzoni improbabili, report di concerti, gare di calcio a San Galgano e via dicendo.
Ho aperto il blog su blogspot con l’intenzione di cambiare. Scrivere di più, cazzeggiare di meno. Ma non ci sono riuscito, non sono rimasto al passo con il web che cambiava perché in fondo non mi interessava cambiare. O meglio, mi interessava scrivere, ma la vita andava avanti e il tempo diminuiva, e sempre più cose si frapponevano fra me e la mia passione. Ho smesso di linkare video musicali, di organizzare serate al pub, di provarci con bionde di statura media. Sono andato a convivere, ho comprato casa, e intanto è nato facebook.
Facebook ha ucciso i blog come li conoscevamo. Migliaia di blog sono morti per disinteresse, perché nessuno commentava più. Se qualcuno ha qualcosa da dirmi usa facebook. Per chi scrivo? E’ una domanda lecita. Io scrivo per me stesso, quindi me ne sono sempre fregato. Ho smesso di postare per mesi e mesi, ho avuto periodi di frenesia con tre o quattro post al giorno, ho cercato pubblicità e mi sono ritirato nel mio isolamento. Ho fatto quello che mi andava. Ma molti non hanno resistito al silenzio… E’ rimasto chi aveva qualcosa da dire, e questo è bene. I miei blog preferiti sono letture piacevoli ma impegnative allo stesso tempo. Non tutti dicono cose che condivido, ma tutti lo dicono nel modo giusto. Un giorno, forse, ci riuscirò anche io.
Poi è arrivato twitter. Dico la verità, non ho mai capito twitter perché a me piacciono le sbrodolate lessicali. Io non ci riesco, ma apprezzo chi riesce ad infiorare la propria prosa tanto da rimanere interessante dicendo in 1000 caratteri quello che avrebbe potuto dire in 10. Non l’ho mai capito ed ho pensato che fosse dannoso alla comunicazione. Poi qualche giorno fa m’è preso il matto ed è nato il mil account, ODigniCheBufi. Che dire? Forse sto cambiando idea. Deve maturare, ma forse potrebbe essere proprio twitter a salvare i blog. Chissà…
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