Broken City (Allen Hughes, 2013)

Broken City (Allen Hughes, 2013)

Il noir ha le sue regole. Si va in giro soprattutto di notte, non si ride mai troppo, tutti hanno qualcosa da nascondere, si fuma, si beve, ci sono le vendette, i passati tormentati, i passati tormentati che ritornano, le donne belle e un po’ zoccole, altri segreti, i politici corrotti, gli amici potenti, eccetera eccetera.
Broken City è un noir che più noir non si può, che tenta di essere Ellroyano fino al midollo. Ce la fa? No. e’ comunque un buon film? (SPOILER WARNING) Ahimè, nemmeno. Ce la mette tutta ma…
Ce la mettono tutta in primis gli attori, Mark Wahlberg è praticamente perfetto nel ruolo classico dell’ex poliziotto (c’è sempre un ex poliziotto) divenuto investigatore privato che viene usato dai potenti ma quando se ne accorge non ci sta più. Billy (ovvero Mark) è fidanzato con una fica aspirante attrice (la lanciatissima Natalia Martinez) che sta con lui perché tanti anni prima ha vendicato la morte (preceduta da stupro) della sorella, ma le cose non vanno benissimo e lei preferirebbe stare coi suoi amichetti attori, e si vede. 
sta zozza
A New York si avvicinano le elezioni ed il sindaco Russel Crowe con pettinatura opinabile vuole essere rieletto, ma il giovane sfidante Jack Valliant (Barry Pepper) non vuole darsi per vinto… e potrebbe usare nella sua campagna elettorale un presunto adulterio della moglie del Sindaco (Catherine Zeta Jones). Billy viene assunto dal Sindaco per scoprire con chi se la fa la moglie, ma ovviamente… le cose non stanno proprio come sembrano.
Come potrete capire dai nomi il cast c’è eccome, e andrebbero aggiunti almeno anche il bravo Kyle Chandler e Jeffrey Wright, quello che manca è il succo. Allen Hughes si porta dietro lo stesso difetto da anni: si prende troppo sul serio. L’ha fatto in From Hell, l’ha fatto (molto di più!) in Codice Genesi, lo rifà qui. Il noir non è evidentemente nelle sue corde, così lui si limita a seguirne le regole pedissequamente senza metterci il cuore, che è quello che conta. Ne escono fuori due ore noiosette, non brutte ma sempre mediocri, che non stupiscono mai. Peccato.
La fica del film
E’ ovviamente Natalie Martinez, lanciatissima latina già vista in Chuck, CSI: NY, Detroit 1-8-7 e (al cinema) Death Race, e attualmente sugli schermi in Under the Dome, serie della quale un giorno vi parlerò, o forse no.

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