American Mary, come stalkerare Eli Roth e fare un film

American Mary, come stalkerare Eli Roth e fare un film

Ho sentito molto parlare di American Mary, secondo film delle simpatiche Soska Sisters. E prima di parlare del film voglio subito spiegarvi perché simpatiche.
Per questo motivo.
E questo.
Ma anche per questo
Insomma avete capito, le Soska Sisters sono un po’ il sogno bagnato del feticista horrormaniaco, e… hanno evidentemente qualche problemino. Hanno esordito qualche anno fa con un filmetto simpatico, Dead Hooker in a Trunk, poi hanno stalkerato Eli Roth per mesi finché in qualche modo (no illazioni!) l’hanno convinto a produrre il loro film successivo. Questo American Mary, appunto!
American Mary ha fatto scalpore ancor prima di uscire. Le prime clip mostravano un film sulle body modifications che faceva largo uso di veri freak, gente con finte corna impiantate, lingua tagliata e cose del genere. E il film parla infatti di Mary, che sogna di diventare chirurga ma non ha soldi per mantenersi.. così cerca lavoro in un bar piuttosto equivoco. Ma non fa neanche in tempo a spogliarsi ed a mostrare la mercanzia che viene reclutata come chirurga d’emergenza. Il suo nome inizia a circolare… una tizia che si è fatta trecentomila operazioni di chirurgia plastica per assomigliare a Betty Boop la chiama per intervenire su una sua amica, pagandola molto bene. Mary vorrebbe finirla qui… ma finisce per essere stuprata dal suo professore, ed inizia una elaborato rape & revenge che vede Mary fare carriera come “artista”… di fama mondiale, addirittura. Nonché principessa del fetish, e bonazza.
American Mary è un film disturbante, ambizioso e profondamente femminile. Sarebbe stato semplice trasformare tutto in una baracconata di freak e tette siliconate, ma evidentemente le Soska al silicone preferiscono il latex… e così il film resta paradossalmente un po’ frenato. 
Le registe si ritagliano il loro cameo (disturbantemente realistico), ma la principale attrattiva è la splendida e brava Katharine Isabelle. Il film è tutto sulle sue spalle (e su quelle della tizia che vuole essere Betty Boop… cazzo quella fa paura!), ma a tratti appare un po’… ehm… noioso. Forse sono troppo abituato, ma in fondo in American Mary non si vede nulla che non si sia già visto in altri film. Lo shock è più concettuale che effettivo. Troppo abituato a robe malsane? Forse. In ogni caso… American Mary è almeno parzialmente un’occasione perduta, e ho come la sensazione che le Soska siano più hype pubblicitario che vera sostanza.
Però voglio rivedere Katharine Isabelle, cazzo!
Voto: *** 1/4
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