A che ora è LA FINE DEL MONDO?

A che ora è LA FINE DEL MONDO?

No Ligabue, non parliamo di te. Vattene ho detto! Sei un cantante di merda, non ti voglio sul mio blog, sciò! Sciò!
…ora va meglio.
Vedete cosa c’è scritto in alto sulla locandina? Se non leggete bene cliccateci sopra per ingrandirla, su, non fatemi perdere tempo. “Da Edgar Wright, regista de L’ALBA DEI MORTI DEMENTI e HOT FUZZ”. Con SIMON PEGG e NICK FROST.
Potremmo già chiudere qui la recensione, se avete un minimo di buon gusto dovreste aver già capito dove andremo a parare. Ma ok, continuerò per i meno adepti tra di voi.
L’apice della esistenza di Gary King è stato toccato nel 1990, quando con i suoi 4 migliori amici ha tentato di percorrere il miglio dorato, e di bere almeno una pinta in ognuno dei 12 pub della sua città. Il tentativo non è riuscito, ma i ricordi di quella serata restano impressi nella sua mente… anche dopo oltre venti anni. Gary è oggi un adulto fallito che vive nel passato e non vuole alcuna responsabilità. Per tornare a galla non trova un’idea migliore che riunire il vecchio gruppo e riprovarci ancora… Gli altri 4 sono ormai persone cresciute ed hanno voltato pagina, ma chi per un motivo chi per l’altro tutti accettano di tornare nella loro vecchia cittadina. Lì troveranno.. la Fine del Mondo!
Il film inizia come un buddy movie ad alto tenore alcoolico, ma con la classe del trio Wright, Pegg & Frost. Con questo film si conclude la “trilogia del cornetto” che si potrebbe anche definire trilogia del pub, visto che proprio il pub svolge un ruolo centrale in ognuno dei film. Divertentissimo!
Poi arrivano i robot alieni che si sostituiscono alle persone normali e si capisce che la follia regna suprema. Ed è ancora più bello.
The World’s End è sostanzialmente una storia di de-crescita, un romanzo di de-formazione, un ritorno alle origini, una cavalcata stupida e selvaggia che tenta di spiegarci con flemma tutta inglese che sarà la stupidità a salvarci. Una sorta di Idiocracy orgogliosa ed al contrario, ovviamente ironica ma davvero convincente. Come negli altri film della trilogia anche qui vengono presi tutti gli elementi classici del, o dei, gener(i)e, dalla fantascienza anni 50 al film proletario inglese al buddy movie, completamente destrutturati e ritorti contro se stesso. Ma la parodia riesce bene solo quando si ama l’originale, e ancora una volta il cinema di Pegg, Frost & Wright secerne amore per il cinema di genere, lo porta all’eccesso, sconvolge, stupisce, coinvolge.
L’ho adorato!
Voto: **** 1/2
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  1. Trackback: FACCIAMOLA FINITA con queste recensioni!!!

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