I dischi con cui sono cresciuto

Aderisco alla divertente iniziativa di Pensieri Cannibali e provo a proporvi la lista dei dieci dischi con cui sono cresciuto! Dieci dischi che, bene o male, non rinnego… anche perché sono tutti belli 😀 Come il buon Cannibale anche io sono un figlio degli anni 90, classe 1979, quindi gran parte della mia formazione musicale viene da lì. Successivamente sono tornato indietro, al metal degli 80’s ed al rock dei 70’s… e sono andato avanti quanto ho potuto. Iniziamo con la lista, e se vi piace l’iniziativa, partecipate pure voi con le vostre liste di dischi o canzoni con cui siete sopravvissuti all’infanzia/adolescenza da postare sui vostri blog, sui social network oppure tra i commenti a questo post.
10. Francesco Salvi – Limitiamo i danni
1990, avevo 11 anni e Francesco Salvi era un dio. Un mio compagno di classe torno dalle vacanze estive con la cassettina tarocca comprata in spiaggia dal marocchino di Limitiamo i Danni. Io me la copiai e… ricordo i pomeriggi passati ad ascoltare A, Adele, B, Bachelite, Ti Ricordi di Me e la mia preferita, Per Elisa. Sono passati 24 anni e Francesco Salvi è ancora un dio, lo confesso, questo disco è ancora divertentissimo e la sua carriera musicale meriterebbe una riscoperta da tutti gli amanti del rock demenziale!
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9. Faith no More – King for a Day… Fool for a Lifetime
Questo disco si meriterebbe una posizione sicuramente più alta, ma la verità è che… quando l’ho comprato, nel 1995, non mi piaceva. Lo presi dopo aver sentito ed adorato il singolo Digging the Grave, ma il disco nella sua completezza mi risultava indigesto. Lo lasciai da parte… e lo riscoprii più o meno un anno dopo. Come avevo fatto a considerarlo meno che un capolavoro? Negli anni successivo l’ho CONSUMATO, come tutti gli altri dischi della band. Ma King for a Day è rimasto il mio preferito. Il crossover nel suo picco più alto.
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8. Blind Guardian – Nightfall in Middle-Earth
La scoperta del metalloooooo woah woah woah! Avevo già ascoltato ed apprezzato qualcosa di Motorhead, Metallica e Megadeth, ma mi ritenevo un rockettaro. Quando dal nulla giunse alla mia attenzione di Tolkien-geek questo disco che parlava della Terra di Mezzo! Come facevo a non comprarlo? Rimasi affascinato dalla potenza vocale, dai cori super epici, dalle orchestrazioni che mi sembravano di un altro mondo. Rimpiango la mia ingenuità, ma NiME è ancora un bell’album, con dei pezzi che spaccano! In particolar modo Mirror Mirror!
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7. Alanis Morissette – Jagged Little Pill

Bei tempi quando i dischi ci si sudavano, si ascoltavano a ripetizione finché non si imparavano tutti i testi a memoria e solo allora si passava al disco successivo. Quanto ho ascoltato Jagged Little Pill? Uno sproposito… a tutto volume, cantando le canzoni con voce stonata davanti allo stereo di sala con mia nonna che mi guardava male dalla porta della cucina. Rock ribelle con anima e coinvolgimento strepitosamente pop. Capolavoro!

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6. Negrita – XXX

Dei Negrita e del rock italiano in generale ho parlato solo qualche settimana fa, quindi non mi dilungo… ma i miei concittadini sapevano fare grande rock, ed all’epoca i loro concerti erano una cannonata. Ahimè, ora non è più così, ma ci restano i ricordi 😉

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5. Modena City Ramblers – La Grande Famiglia

La mia adolescenza è stata anche un periodo di grande impegno politico, simbolo del quale sono stati probabilmente i Modena City Ramblers. Dopo gli esordi irlandesizzanti con La Grande Famiglia (1996, 17 anni….) il gruppo iniziò a incorporare anche altre influenze sempre folk, e le loro canzoni di partigiani, mondine, viaggi senza soldi in giro per l’Europa segnarono profondamente quel periodo di passaggio… Tralaltro proprio un concerto dei MCR fu l’occasione del primo vero appuntamento con la mia compagna… ma questa è una storia di qualche anno dopo 🙂

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4. Elio e le Storie Tese – Italyan, Rum Casusu Çikti

Ricolleghiamoci al disco di Francesco Salvi, con il mio amico ascoltavamo al tempo anche il Pippero di Elio e le Storie Tese, senza sapere nulla del disco precedente del gruppo, che recuperai solo in seguito. Certo è che questo disco rimane davvero un caposaldo del rock demenziale italiano e non solo, zeppo di collaborazioni prestigiosissime, suonato alla grande come al solito e… uno spasso! Il Pippero attirò la mia attenzione di 13enne, ma i veri capolavori sono Supergiovane, il Vitello dai Piedi di Balsa, Pork e Cindy, La Vendetta del Fantasma Formaggino, Servi della Gleba……. tutte!

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3. Rollins Band – Come in and Burn

Questo fu un vero fulmine a ciel sereno. Non ricordo neanche per quale motivo andai nel negozio a cercare questo disco relativamente poco conosciuto anche all’epoca, probabilmente avevo visto su Sgrang! (un giorno dovrò fare un articolo su questa vecchia trasmissione di MTV…) il video di Starve, pezzo esageratamente carico e spettacoloso. Mi innamorai di Henry Rollins e consumai tutti i dischi su cui riuscii a mettere le mani (The End of Silence probabilmente il migliore!)… cazzo che tiro che aveva!

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2. Tool – Undertow/AEnima

Questo lo ricordo, lo scoprii tramite Sgrang, ma non riuscii a trovare in negozio Undertow, che recuperai solo successivamente all’uscita di AEnima… per questo metto i due dischi insieme. Ricordo le mattine a scuola a parlare del video di Sober visto la sera prima, meravigliati che un gruppo riuscisse a suonare una roba del genere. I Tool furono il gruppo che davvero mi fece scoprire l’esistenza di una musica oscura, elaborata, potente, cazzuta e cazzona. GENI! Senza i Tool, ne sono certo, la mia formazione musicale sarebbe davvero diversa. …ma allora perché non al primo posto?

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1. Green Day – Dookie

…perché credo che qualsiasi figlio degli anni 90 mentirebbe se dicesse di non essere stato colpito profondamente da Dookie, il disco che lanciò i Green Day nell’olimpo del rock. Ok, il loro era un pop-punk sicuramente non originale, ma non riesco a pensare ad un disco che all’epoca abbia ascoltato più di questo, ed ancora oggi ricordo perfettamente tutte le canzoni a memoria. Il libretto era letteralmente consumato… questo vorrà pur dire qualcosa!

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