Ender’s VideoGame

Ender’s VideoGame

Fin dall’anno dell’uscita del romanzo, 1985, Ender’s Game è stato considerato un classico della fantascienza young adult, ha vinto qualsiasi premio letterario del genere ed ha dato vita a tre seguiti, tutti di grandissimo successo. Di una trasposizione in pellicola si parla ormai dagli anni 90, e quando un paio di anni fa arrivò finalmente l’ufficialità ed il nome del regista Gavin Hood, che pur senza mai brillare troppo si è dimostrato a suo agio sia con pellicola da Oscar come Tsotsi che con blockbuster come Wolverine – Le Origini, mi sarei sentito di scommettere su un successone anche ai botteghini.
Invece, a fronte di un budget superiore ai 100 milioni di $, negli USA Ender’s Game ne ha incassati poco più di 60. Un tonfo. Dovuto più a fattori esterni che alla qualità del film.
Orson Scott Card, scrittore del romanzo, ha infatti pensato bene di esternare le sue idee anti-gay, sostenendo tra le altre cose che il matrimonio omosessuale sarebbe la rovina della nostra società e che servirebbero delle vere e proprie leggi anti-gay, sul modello di quelle di Putin. Un simpaticone. Queste dichiarazioni non sono passate inosservate, e varie associazioni hanno proposto un boicottaggio del film. 
Che non se lo meritava.
Aldilà delle dichiarazioni del simpaticone, che si è dimostrato una persona di merda, Ender’s Game è un bel film di avventura, che aldilà di qualche domanda che rimane senza risposta (nel film, nel libro molto meno) mi ha appassionato e divertito.
La Terra ha subito il tentativo di colonizzazione di una razza aliena, i Formics, fermata solo grazie al sacrificio estremo dell’eroico Comandante Mazer Rackam. Cinquanta anni dopo i giovani della Terra sono inseriti in un duro e selettivo programma di addestramento per cercare il nuovo Mazer, poiché i Formics si stanno armando di nuovo ed un’altra invasione pare ormai prossima. Ender è una delle reclute più promettenti, e tra “giochi” che rivelano la sua attitudine al comando e prove sempre più dure il film segue la sua scalata fino al comando dell’intera flotta, ed allo scontro finale con gli alieni. 
La pellicola ben diretta da Hood è per forza di cose sbrigativa in alcuni passaggi, ma riesce bene a comunicare il senso di straniamento di un ragazzo, Ender, che per forza di cose è costretto a divenire uomo in fretta, inquadrato in una rigida struttura militare, ma riesce comunque ad esprimere la propria individualità ed a farne un punto di forza. Il film a suo modo è anche “progressista”, e ho come la sensazione che lo scrittore lo avrebbe preferito diverso. Spesso sembra una metafora contro le varie guerre preventive degli USA… lo so, è una lettura a posteriori, ma è impossibile non pensarlo e il regista ha evidentemente usato la cosa a suo favore. Bravo l’attore protagonista Asa Butterfield, bravi Harrison Ford e Sir Ben Kingsley, è un peccato che il film non l’abbia visto nessuno, ci sarebbe stato abbondante materiale per proseguire la serie e per farne un caposaldo intelligente di quel genere young adult che è studiato per gli adolescenti ma che quando ben realizzato ha le carte in regola per piacere anche ai fratelli maggiori.
Voto: ***1/2
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