The Spoils of Babylon

The Spoils of Babylon

Mettiamo che vi dicano che un network americano sta progettando una miniserie in sei puntate sul successo e sui drammi di una famiglia di petrolieri negli USA, e che il cast è formato da attori del calibro di Tobey Maguire, Val Kilmer, Haley Joel Osment, Jessica Alba, Will Ferrell, Kristen Wiig, Michael Sheen, Carey Mulligan, David Spade, Molly Shannon, Tim Robbins…. cosa pensereste? Un potenziale capolavoro! E invece no, è una colossale stronzata 😀 Però è ANCHE un capolavoro. Ok, mi spiego meglio.
Il network IFC, costola ironica e dissacrante della famiglia di AMC (Breaking Bad, The Walking Dead….), non è nuova alla produzione di show originali e sui generis, ma questa volta ha deciso di rischiare il tutto per tutto, lasciando carta bianca a Matt Piedmont, Andrew Steele e Will Ferrell, che produce il tutto con la sua Funny or Die. Il trio di autori ha messo in piedi una ridicola parodia delle pompose soap anni 70/80 alla Dynasty o Dallas, ricalcandone temi narrativi, tecniche registiche ed addirittura intere scene. L’epica miniserie è introdotta dal fantomatico scrittore di best seller Eric Jonrosh (Will Ferrell stesso), che seduto in un ristorante vuoto racconta come è nata nella sua mente l’idea del romanzo prima e della miniserie poi, e soprattutto divaga in un delirio alcoolico ad ogni puntata più straniante. The Spoils of Babylon è stato il suo capolavoro, la storia memorabile della famiglia Morehouse e soprattutto del figlio adottivo del capostipite, Devon (Tobey Maguire) e della sua tormentata e impossibile storia d’amore con la sorellastra Cynthia (Kirsten Wiig). Nel corso di sei puntata la famiglia troverà la ricchezza ma mai la pace…
Questo per quanto riguarda la trama. Ma la trama conta relativamente, come spunto per mostrare scene  e dialoghi surreali. La musica pomposa ed enfatica, i dialoghi lunghissimi e iperrecitati, gli “effetti speciali” ridicolmente vintage, tutto richiama alla memoria la peggiore tv di trenta e passa anni fa, con un effetto nostalgia esilarante almeno per me che, in parte, quell’epoca l’ho vissuta.
Il cast stellare, ovviamente aiuta. Ma il bello sta proprio nel notare i fili che penzolano dal soffitto, le incoerenze volute, il montaggio spezzato, le sequenze oniriche che fanno scompisciare. E tutti i (tantissimi!) momenti whatthefuck, come la storia di amore di Devon con un manichino, o la sua fuga da una prigione giapponese durante la seconda guerra mondiale.
The Spoils of Babylon è ovviamente un esperimento narrativo che non piacerà a tutti, ma che verrà adorato da chiunque ami Will Ferrell, Funny or Die e l’umorismo surreale e nonsense. Gente come me insomma 🙂
Voto: **** 1/2
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