Serie che dovreste proprio recuperare #1: John From Cincinnati

Poco più di sette anni fa, il 10 giugno 2007, andava in onda l’ultimo, incredibile episodio de I Sopranos, serie HBO che insieme a poche altre (Oz, The Wire) ha rivoluzionato il modo di fare televisione. L’episodio ottenne un audience di 11 milioni e 900mila spettatori, risultato elevatissimo per le tv americane, e della schermata nera finale si è parlato per settimane e settimane… anni, si potrebbe anzi dire. Subito dopo I Sopranos HBO mandò in onda il primo episodio di una nuova serie ideata dal creatore di Deadwood, David Milch, in collaborazione con lo scrittore di romanzi noir sul surf (evidentemente esistono!) Kem Nunn. John From Cincinnati fu visto solamente da 3,4 milioni di persone, che scesero poi ancora negli episodi successivi. Una lenta ripresa degli ascolti nella seconda parte della stagione non bastò a HBO, che cancellò la serie dopo soli dieci episodi. Dieci episodi che dovreste recuperare assolutamente.
Le ragioni dell’insuccesso della serie sono subito evidenti. E’ una serie sul surf, e le serie sul surf non hanno mai avuto troppo successo. Ma questa va oltre, il surf è infatti solo una scusa per parlare d’altro, e fa fatica a piacere anche ai surfisti più accaniti, che vedono il loro sport relegato a soli pochi minuti per episodio, e talvolta neanche quelli. E’ una serie lentissima, a confronto Breaking Bad è Machete. In molti momenti si fa fatica a capire quello che succede… ed in effetti spesso non si capisce. Tuttora, a sette anni di distanza, esistono decine di blog e fan-site dediti a fornire possibili spiegazioni per i momenti più inspiegabili della serie. Se volessi riassumere John From Cincinnati in una frase potrei provare con “Gesù Cristo, o forse un androide proveniente dal futuro, o forse un alieno, torna sulla terra e decide di parlare con una famiglia disfunzionale di surfisti”. 
Ecco la trama di JFC (John From Cincinnati ma anche Jesus Fucking Christ). Certo, potremmo aggiungere problemi matrimoniali, dipendenze dall’eroina, miracoli, ritorni inspiegabili, messaggi criptici, star degli anni 90 in grande spolvero (Luke Perry mai così bravo, Mark Paul Gosselaar) e Luis Guzman, che è sempre bello veder recitare. Ma la verità è che è impossibile capire. Forse JFC parla delle onde, forse di messaggi mistici provenienti dall’infinito, forse è una serie profondamente cristiana, ma probabilmente è ancor più profondamente eretica, è anti-narrativa, ha un finale che fa venire i brividi anche se ci fa capire ancor meno della serie. Forse dovreste recuperarla e farvene un’idea da soli. Forse la odierete, forse vi cambierà la vita.
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Voto: *****

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