100 acri pieni di sangue

100 acri pieni di sangue

Non è facile mettere in piedi una bella commedia horror. Per riuscirci ci vuole intelligenza sufficiente a non scadere nell’umorismo più triviale, talento sufficiente per non rendere il tutto troppo amatoriale e una sana passione per il genere horror. Perché una “commedia horror” deve avere anche una componente horror, e non limitarsi semplicemente a quattro risate coi mostri. Negli ultimi anni il primato di miglior esponente della categoria spetta sicuramente a Shaun of the Dead, taccio dell’orribile titolo italiano, un vero film horror con gli zombie che incidentalmente fa anche crepare dalle risate. Ma secondo molte recensioni una nuova pellicola proveniente dall’Australia avrebbe le carte il regola per essere assunto a nuovo termine di paragone…
100 BLOODY ACRES
Gli australiani hanno una ottima dimestichezza con l’orrore. Wolf Creek, uno dei migliori horror di nuova generazione, viene proprio da Down Under. 100 Bloody Acres, scritto e diretto dagli esordienti fratelli Cairnes, ha un 84% di recensioni positive su rottentomatoes ed è stato definito dall’autorevolissimo rogerebert.com “the best low-budget horror comedy since Shaun of the Dead”, così mi sono messo a caccia e me lo sono procurato. 
Lo spunto può ricordare in parte proprio Wolf Creek, se non altro perché si tratta sempre di giovinastri di città spersi nell’outback. Qui l’onore della parte delle vittime/protagonisti spetta a tre ragazzotti allegrotti tra i quali spicca la bella Sophie (Anna McGahan). Con lei l’innamoratissimo fidanzato pronto a sposarla James (Oliver Ackland) e l’amico Wes (Jamie Kristian). La situazione è ingarbugliata già dal principio in quanto Sophie non ha alcuna intenzione di sposare James, ed anzi lo sta tradendo proprio con Wes. Vorrebbe dirglielo ma… si sa come vanno certe cose. Per rendere il tutto ancora più divertente la loro auto si guasta ed i tre incontrano Reg Morgan, coproprietario con il fratello di una azienda di fertilizzanti organici. L’avevamo già visto nel prologo trovare in un auto incidentata il guidatore morto al volante… Reg l’aveva tolto dall’abitacolo e caricato nel suo camion. Proprio dove ha fatto salire anche Wes e James, mentre Sophie era davanti con lui. Scopriremo che i fratelli Morgan hanno sviluppato una propria apprezzatissima formula per fertilizzanti organici che prevede l’utilizzo anche di cadaveri umani…
100 Bloody Acres parte da una premessa piuttosto semplice, ma riesce ad essere piuttosto sorprendente nello svolgimento della trama e nel modo in cui racconta i personaggi. E’ facile, soprattutto nell’horror, assegnare parti semplici, personaggi monotematici e senza una vera profondità, i fratelli Cairnes invece hanno creato personaggi a loro modo assurdi ma reali, ognuno con un background ben scritto e non banale. All’inizio è facile vedere in loro gli stereotipi del bravo ragazzo, della puttanella, del bello ma stronzo, del campagnolo tonto e così via, ma ognuno nasconde dietro la facciata qualcosa in più. Questo servirà nel prosieguo sia a sviluppare le scene drammatiche ma anche improvvisi lampi di commedia spesso di grana grossa ma mai stupida. Il film non è per stomaci sensibili, e sebbene non calchi troppo la mano in questo senso non lesina sangue, budella e scene gore. 
I punti di forza, comunque, stanno nella regia e nella direzione degli attori. Il cast è di ottimo livello, con un applauso particolare e Damon Herriman, che fa Reg Morgan. La sua prova è eccelsa e da studiare nei dettagli, ad esempio durante il dialogo iniziale con Sophie accanto a lei nel camion, oppure nel tesissimo rapporto che lo lega al suo spaventoso fratello Lindsay (Angus Sampson). La regia dei fratelli Cairnes è invece da elogiare per come ha saputo sfruttare l’esiguo budget (praticamente il film è girato in due location) e per la fantasia nelle riprese, assolutamente di livello superiore.
100 Bloody Acres è ben girato, divertente, schifoso quanto basta e a volte spaventoso. Non è da promuovere al 100% in quanto non sempre l’umorismo centra appieno il bersaglio, ma rappresenta un raro caso di commedia horror zero budget riuscita in ogni sua componente. E per tutti i membri del cast, attori e registi, è da ipotizzare un futuro luminoso per il talento che hanno saputo mostrare. Bravi!
Voto: *** 1/2
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