Dieci cose che ho imparato dalle mie vacanze in Germania

Dieci cose che ho imparato dalle mie vacanze in Germania

Tornato. E’ la seconda volta che vado in Germania, e non sarà l’ultima. Dopo una devastante vacanza in Baviera quest’anno ho visitato Stoccarda (e dintorni) in occasione del Cannstatter Volkfest, ovvero una specie di Oktoberfest un po’ più “per famiglie” e con molti meno turisti stranieri. Ecco cosa ho imparato!




10 – Sette chili in sette giorni

Poco prima di partire ho scoperto che la birra non va venire la panza! La panza da birra è genetica, quindi sono giustificato, posso bere quanto voglio! Colpa dei fottuti geni! …ma forse il problema non è la birra, forse sono i wurstel enormi e le montagne di patate fritte il motivo che mi fa tornare ogni volta dalla Germania un po’ più tondo.
09 – Non è un paese per vecchi
Fa impressione vedere una festa così, davvero STRAPIENA, con migliaia di ragazzi tra i quindici e i venticinque anni a bere, a cantare, a ballare senza sosta per ore. Il Volkfest è un grande lunapark, con tante attrattive per i bimbi ma ancor più per i loro fratelli e sorelle maggiori, con dozzine di attrazioni che farebbero invidia a Mirabilandia. Con tutto l’alcool e il cibo consumato non si capisce come facciano i tedeschi ad affollarle, ma si vede che i loro stomaci sono particolarmente resistenti!
08 – Ok, è anche un paese per vecchi
Se la festa in sé ha appeal soprattutto per gli under 30, anche i vecchietti tranquilli come me possono trovare pane per i loro denti, soprattutto nei locali più tipici, piccoli ristoranti o biergarten, dove è divertente anche solo fermarsi a guardare dei baffuti vecchietti spazzare via un litro di birra dietro l’altro, in un’atmosfera cordiale e quasi familiare.
07 – Compostezza nel delirio
Immaginate una qualsiasi grande città presa d’assalto da centomila giovani pronti a sballarsi ed a bere litri su litri di birra e alcolici vari, alla festa ma non solo, nelle stazioni, nelle strade. Quanti rapporti sessuali non proprio consenzienti, quanti coma etilici, quante decine di tonnellate di rifiuti avreste nelle strade in giorno seguente? A Stoccarda niente di tutto questo, un po’ per merito del rispetto che si respira davvero nell’aria, un po’ anche per le leggi, anche semplici ad esempio quella sul vuoto a rendere per bottiglie e contenitori vari, che contribuiscono a tenere le strade pulite ed in ordine ed anche ad assegnare un piccolo ruolo sociale ai (pochi) senzatetto che allo stesso tempo riescono a guadagnarsi un piccolo gruzzoletto e aiutano la città.
06 – …ma non sono poi così precisi
Sembra un paese perfetto, e la perfezione non ci piace. E’ stato quasi un sollievo vedere i treni in ritardo di quindici minuti o addirittura soppressi, i bagni forzati per fare pipì senza pagare e almeno un po’ di sporco nelle strade dopo la festa nazionale della riunificazione tedesca!
05 – Cheap and chic
Disoccupazione bassissima, salari molto più elevati che in Italia, qualità della vita notevole… ma almeno la vita sarà carissima! E invece per un pasto abbondante in un discreto ristorante si arriva a pagare al massimo una ventina di euro… con due birre comprese. La benzina costa quindici centesimi meno che da noi, la stanza grande e nuovissima dove alloggiavamo costava appena trenta euro a notte a testa e se a qualcuno venisse in mente di trasferirsi lì… un trilocale nel centro di una delle città più ricche della Germania era in vendita a 99000€.
04 – Ich bin ein stuttgarter
L’orgoglio nazionale tedesco è molto forte, ed è stato davvero bello vedere le decine di migliaia di giovani di cui sopra quasi tutti in costume tradizionale. Per noi forse può apparire ridicolo, ma loro ci tengono, e si vede, è bello vedere persone orgogliose della propria patria… Ed è ancora più bello vedere gli stessi costumi tradizionali indossati con lo stesso orgoglio e naturalezza da persone di colore, orientali, italiani, turchi e chi più ne ha più ne metta. Uno splendido esempio di integrazione.
03 – Io no spik inglish
Finché a non parlare inglese è il vicino di casa sessantenne e quasi storpio, ok, me l’aspettavo. Ma il mito del tedesco che parla inglese alla perfezione per me è davvero crollato, in tutta la vacanza abbiamo trovato pochissime persone in grado di scambiare più di due elementari parole, eppure una festa del genere attrae tantissimi visitatori da fuori Germania. E invece niente, neppure la giovanissima cameriera del ristorante vicino a casa riusciva a spiccicare una parola. Anche la festa, con il suo centro nei padiglioni dove tutti cantano a squarciagola canzoni tradizionali, è molto meno divertente e fruibile senza conoscere il tedesco.
02 – Tutti insieme appassionatamente
Ad Esslingen siamo entrati in un piccolo ristorante tipico piuttosto affollato cercando un posto dove mangiare, e non abbiamo visto neppure un tavolo libero. In Italia ci avrebbero detto di aspettare, lì invece la cameriera ha chiesto a un gruppo di ragazzi (turisti spagnoli) di stringersi e di farci posto. E quando loro se ne sono andati ci ha detto di alzarci e di andare ad un altro tavolo con due tedeschi per fare posto ad altri. Così facendo si stimola la socializzazione, e la cosa si vede anche al di fuori dei locali, è frequentissimo vedere persone che si fermano a parlare con perfetti estranei nei treni, nella metropolitana, persino in strada con tutta tranquillità.
01 – TETTETETTETETTTE
Pensavo che le foto delle ragazze bionde, con gli occhi azzurri e con le tette strizzatissime fossero più che altro trovate pubblicitarie. Invece è tutto vero. E’ TETTE TUTTO VERO!
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1 Comment

  1. Marco Goi 7 October 2014
    Rispondi

    è tette vero, confermo! 🙂
    per quanto io sia stato nell'oktoberfest più "commerciale, quello di monaco, le cose stanno proprio così.
    i crucchi, anche con i loro difetti, sanno come organizzare delle gran bevute!

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