Un milione di modi per morire dal ridere nel West

Un milione di modi per morire dal ridere nel West

Un milione di modi per morire nel West era probabilmente uno dei film più attesi del 2014, non fosse altro che per il nome del regista, Seth MacFarlane, lo stesso di uno dei film di culto degli ultimi anni, Ted. Il problema è che Ted a me non aveva fatto così impazzire, l’avevo trovato a tratti divertente ma sopravvalutato. Frammentato, soprattutto. E si che io adoro l’altra creatura più famosa di MacFarlane, i Griffin! Un milione di modi per morire nel West non ha avuto lo stesso successo di Ted, ed anzi è passato quasi inosservato, soprattutto nel nostro paese. Ma visto che adoro i western mi sono approcciato alla visione di questo film con aspettative tutto sommato buone.
Protagonista del film questa volta è Seth MacFarlane stesso, nella parte di un allevatore di pecore che ODIA il west, perché è consapevole che vi si può morire in almeno un milione di modi diversi, dalla rissa nel saloon al morso del serpente a sonagli, dallo schiacciamento sotto un enorme blocco di ghiaccio all’overdose di droga. Soprattutto si può morire in un milione di modi diversi durante le fiere di paese. Seth odia il west, ma ama la sua bella fidanzata Amanda Seyfried, anche se qui non fa vedere le puppe. Il problema è che la bella Amanda lo lascia subito ad inizio film, perché Seth è un mollaccione, e si mette con il ricco barbiere (ma soprattutto baffiere) interpretato da Neil Patrick Harris. A Seth rimane solo la coppia di amici interpretata da Giovanni Ribisi, tontissimo ed imbranato, e Sarah Silverman, puttana dal cuore d’oro ma soprattutto dal culo sfond grande spirito religioso. Finché nel paesino di Old Stump non arriva la bella Charlize Theron, a cui Seth subito si affeziona… anche perché non sa che è già moglie del criminale più pericoloso del west, Liam Neeson!
Come è evidente il west è solo un pretesto per raccontare una serie di gag che variano tra lo scatologico più pesante (il duello nel pre-finale con due minuti di cacata nel cappello, la storia tra la puttana ed il tonto) e la citazione di culto (Ritorno al Futuro, Django), con tante cose nel mezzo. MacFarlane è aiutato da un cast di primissimo ordine, anche se non sempre perfettamente in parte (la Theron non ha l’espressività adatta per una commedia di questo tipo), ed il film scorre bene tra una cazzata e l’altra, con un paio di scene che mi hanno fatto sbellicare. Alla fine è una commediola, ma… a me ha fatto ridere più di Ted, anche se l’umorismo di MacFarlane funziona molto meglio in tv! Viva la canzone dei baffi!
Voto: ***
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