La guerra è bella anche se fa male… – FURY!

Avevo 19 anni quando uscì Salvate il Soldato Ryan, l’unico film che abbia visto per ben tre volte al cinema. Sono ancora convinto che i primi venti minuti di quella pellicola rappresentino uno dei più coinvolgenti e meglio realizzati momenti della storia del cinema, imitati infinite volte ma mai replicati allo stesso livello. Immagini e suoni combinati alla perfezione, sfruttando come meglio non si poteva i sempre migliori impianti delle sale, creando un’esperienza immersiva che ricordo ancora con stupore. Anche se poi nello stesso anno era uscito (non ricordo se subito prima o subito dopo) anche La Sottile Linea Rossa, e il mio cuore di ragazzetto snob non poteva che preferire la pellicola di Malick. Un film meno spettacolare, ma che univa alla tragedia della guerra l’intima umanità dei soldati, ed un paesaggio che era forse il vero protagonista della pellicola.
Dopo sedici anni e mezzo un altro film di guerra è riuscito di nuovo a scombussolarmi: Fury. Avevo ottime aspettative su questo film perché David Ayer, il regista, è a mio parere uno di quei matti di talento pronti ad esplodere alla prima occasione giusta. Harsh Times, La Notte non Aspetta, End of Watch sono stati tre film imperfetti, anzi forse più sbagliati che riusciti, ma tutti e tre lasciavano intuire qualcosa. Il talento del regista, che nascosto sotto un overdose di testosterone e frasi fatte faceva trapelare una sensibilità comunque non comune.
E quindi eccoci a Fury. Diciamo la verità, senza Brad Pitt Fury non avrebbe ottenuto tutto questo successo. In America, intendo, visto che in Italia varie vicissitudini (il fallimento della casa distributrice, soprattutto) hanno rimandato a data da destinarsi (pare giugno) la sua uscita ufficiale. Ma visto che in rete si trova fin da prima della sua uscita americana, perché non guardarlo?
Brangelino è il sergente Don Collier, che a guerra quasi finita (siamo in Germania nel 1945) continua a fare avanzare i suoi uomini a bordo del tank Fury, in un panorama di desolazione, miseria e morte. Intorno a lui la consapevolezza che la guerra sta per finire, ma che porterà ancora molti morti ed ancora più orrore… La sua squadra all’interno di Fury è esperta e bene affiatata, ma inaspettatamente gli viene affibbiato un novellino, Logan, che da semplice dattilografo è stato inviato in prima linea. Dovrà crescere un poco alla volta, affrontare la dura realtà diventando soldato oltre che uomo…
La storia di Logan è probabilmente quella che più colpisce all’interno del film, anche per sequenze emotivamente tese e realizzate benissimo come quella della casa con le due tedesche (no spoiler). Il conflitto tra le varie personalità, i cedimenti e gli scricchiolii verso il lato oscuro della guerra, i buoni sentimenti contrapposti al lucido disincanto. Ingredienti semplici, certo non originali, ma amalgamati con sapienza a formare qualcosa di vero. Ma anche il resto dell’equipaggio offre spunti non banali, anche grazie ad un cast di attori già affermati (Shia Leboeuf) o più che emergenti (Jon Bernthal, Michael Pena, lo stesso Logan Lerman).
La missione finale di Fury, eroica e forse suicida, è la inevitabile conclusione di una vicenda scritta e sceneggiata in maniera perfetta.
Fino al finale.
Sempre senza fare spoiler, il finale ha creato qualche polemica della critica a causa di un apparente ribaltamento di tutto ciò che era stato detto fino a quel momento in Fury. Sinceramente sono convinto del contrario: al di là delle ovvie esigenze di spettacolo il finale del film è anzi l’epilogo ideale. Fury è una catarsi, il bene che emerge sopra il male, l’uomo sopra l’orrore della guerra. Si può finire per immergersi nel fango, ma alla fine la luce tornerà a splendere.
Voto: ****1/2

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5 Comments

  1. Marco Goi 24 February 2015
    Rispondi

    Anche a me è piaciuto.
    Sebbene con un entusiasmo inferiore al tuo. Prima del crescendo finale, la prima oretta di film infatti è un po' una palla… 🙂

    • michele 24 February 2015
      Rispondi

      Mi è piaciuto molto anche l'inizio… specialmente la scena nella casa delle due tedesche che citavo nella recensione. Quello è il momento in cui il film mi ha conquistato 🙂

  2. Rento Portento 25 February 2015
    Rispondi

    Sinceramente non avevo la ben che minima esistenza di Fury, mi sento un po' ingorantello lo ammetto! Però mi hai incuriosito, appena la sessione d'esame smette di succhiarmi vita ed emozioni lo recupero assolutamente!

    • michele 25 February 2015
      Rispondi

      Si in italiano purtroppo uscirà solo a giugno a quanto pare!

  3. Trackback: I film più attesi del 2016 - la Top Ten! - cumbrugliume

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