Black Trip – Shadowline

Black Trip – Shadowline

Quando si parla di mostri sacri dell’hard rock tutti nominano Deep Purple, Led Zeppelin, Black Sabbath, ma pochissimi si ricordano dei Thin Lizzy. Eppure sono stati dei musicisti incredibili, hanno influenzato decine di altre band ed hanno dato vita a capolavori della musica come Jailbreak, Bad Reputation, Black Rose o il meraviglioso Live and Dangerous. E Phil Lynott è stato il più grande cantante della storia, la sua voce calda, evocativa e potente era capace di raccontare storie e di far sognare. Voi sostenitori di Freddy Mercury dovete stare zitti, qui comando io.
E’ un piacere trovare nel 2015 una band come i Black Trip, che fin dalle prime note ricorda proprio i Thin Lizzy. Il suono retrò, le chitarre caldissime, la voce del cantante Joseph Tholl… quella dei Black Trip non è (solo) una imitazione, è un omaggio ad un genere musicale amato ed intramontabile, con 11 pezzi tra l’hard e l’heavy, con richiami non solo al gruppo irlandese ma anche ai primi Iron Maiden (anche perché Steve Harris deve TUTTO a Lynott), Blue Oyster Cult, Hellacopters e tutta la scena rock scandinava. Undici pezzi con qualche piccolo passo falso, ma una prevalenza di ottimi spunti (Berlin Model 32 sembra uscita da Killers, l’opener Die With Me e la title track da Jailbreak), con una potenza che – ne sono sicuro – li farà risaltare ancor più in sede live. Non un gruppo perfetto, ma tra le loro note si percepisce una grande passione per quello che fanno ed una sincerità invidiabile. Attendendo di vederli dal vivo, mi danno anche su disco una gran soddisfazione. Bravi!
Voto: ****
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