Morgan Lost

Morgan Lost

Morgan Lost
Aaah, l’ucronia! E’ da quando ho iniziato a leggere cose un po’ più impegnative di Geppo che si tratta di uno dei miei generi preferiti, quindi era ovvio già in partenza che Morgan Lost, il nuovo fumetto Bonelli scritto dall’ottimo Chiaverotti arrivato al secondo numero, mi intrigasse e non poco. Morgan è un cacciatore di taglie in una versione alternativa degli anni 50, dove Marlene Dietrich ha ucciso Adolf Hitler e la seconda guerra mondiale non è mai scoppiata, le tenebre avvolgono quasi completamente la metropoli Heliopolis ed il livello tecnologico è progredito incredibilmente in breve tempo, fino a raggiungere più o meno i nostri livelli. In questa ambientazione (condita con molteplici richiami egizi) si svolge un amaro noir metropolitano, che dalla narrazione si potrebbe porre a metà tra il Sin City di Frank Miller e il primo Dylan Dog. Morgan si trova inizialmente ad avere a che fare con un misterioso serial killer, copycat di un altro con cui ha avuto a che fare molti anni prima, a cui è legata la scomparsa del suo grande amore, Lisbeth…
La prima cosa che si nota in Morgan Lost è evidentemente lo stile grafico, con l’inclusione del rosso a formare una tricromia che richiama il daltonismo del protagonista, e ci immerge ancor più in questo mondo cupo e distopico. Il primo numero, disegnato da Michele Rubini, è assolutamente superbo da questo punto di vista, mentre il secondo di Giovanni Talami è solo un briciolo inferiore ed anche le copertine, completamente diverse a quanto ci ha abituato la casa editrice, sono davvero efficaci. Nonostante siamo solo agli inizi la storia mi ha affascinato, l’antieroe protagonista mi piace e credo che lavorando bene sui temi dell’ucronia alternati a storie di investigazione più classica potrebbe venirne fuori davvero una gran bella cosa. Morgan Lost non è una rivoluzione, nei dialoghi e nella disposizione delle vignette si riconosce la classica impostazione Bonelli, ma è un nuovo importante passo avanti verso una produzione più variegata ed al passo con la modernità. Per questo mi sarebbe piaciuto anche un formato diverso, magari più grande, con carta più simile a quella dei comics americani… Probabilmente un giorno ci arriveremo. Per adesso, consigliatissimo!
Voto: *** 1/2
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2 Comments

  1. MikiMoz 22 November 2015
    Rispondi

    Il primo volume è piaciuto anche a me, il secondo leggermente meno… Non so, è come se non sapesse ancora decidere se essere una serie in costante continuity o solamente episodica alla Bonelli… vedremo^^

    Moz-

    • michele 23 November 2015
      Rispondi

      A quanto ho capito sarà una serie episodica… ma con richiami ad una storia orizzontale più articolata. vedremo 🙂

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