Dylan Dog #351 – In Fondo al Male

Dylan Dog #351 – In Fondo al Male

Ratigher su Dylan Dog! Chi l’avrebbe mai detto? Il tentativo di Roberto Recchioni di portare forze fresche a lavorare sul nostro amato investigatore dell’incubo continua a dare frutti, e questa storia è sicuramente la più folle che abbiamo letto da molto tempo a questa parte.
L’inizio è piuttosto canonico, con la bella di turno che suona al campanello di Craven Road e viene quasi scacciata dalle terribili battute di Groucho. Ma capiamo fin da subito che la scozzese Fiona Fenn non è una ragazza come le altre, e che il viaggio verso la cittadina di Port Frost, dove la sua migliore amica è scomparsa, riserverà molte sorprese. Una vena di follia circonda la città e la storia, ispirata all’album dei Led Zeppelin Houses of the Holy ed in particolare alla sua famosa illustrazione di copertina. Alla più famosa stairway to heaven si contrappone la nascosta ed altrettanto ripida scalinata verso l’abisso, che viene alla luce quando il mare si ritira, scomparendo completamente.
In Fondo al Male ricorda certe vecchie storie di Dylan Dog, quelle più oniriche ed in acido. Più che i Led Zeppelin mi verrebbe da associargli i mistici Black Widow, unisce pazzia e devastante consapevolezza come nei racconti di Lovecraft, ma con una vena pop. I richiami a Twin Peaks sono assolutamente evidenti (ai partire dai nomi), i personaggi sembrano muoversi come se abitassero nella Loggia Nera. Tra un sindaco che saltella e lascia sassi, degli ultras che scoppiano in cori ad un funerale, bambini che vogliono uccidersi a vicenda e chi più ne ha più ne metta Port Frost sembra quasi la versione allargata del manicomio di Qualcuno volò sul nido del cuculo. Eppure sembra tutto così serio, fino alla fine.
I disegni di Alessandro Baggi sono una sorpresa, obliqui quanto basta per rendere la storia ancora più inquietante, persino più efficaci della trama (che quasi non esiste). I personaggi sono spesso ripresi di tre quarti, in posizioni innaturali o pose studiate, che sembrano voler dire altro. La classica gabbia bonelliana è infranta più volte, abbiamo anche una splash page ed un paio di tavole lasciano il segno.
In Fondo al Male non piacerà a tutti, a dire il vero non sono neppure sicuro sia piaciuto a me. E’ una storia inconcludente, ma non c’è davvero sempre bisogno di una spiegazione. E’ una storia confusionaria, ma è un caos che sembra in grado di generare qualcosa di estremamente positivo. E’ una storia che sfugge, ma che allo stesso tempo sembra volermi prendere… Le storie che ho letto di Ratigher come autore completo mi hanno sempre lasciato piuttosto freddo, ma questa… è molto significativa. Al centro di In Fondo al Male c’è il concetto di speranza, ed io sicuramente spero di leggere molti altri Dylan Dog come questo.
Voto: ****
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2 Comments

  1. MikiMoz 1 December 2015
    Rispondi

    Finalmente un'altra persona che come me ha notato i forti richiami a Twin Peaks… credevo di essere stato l'unico, solo un'altra rece cita il nome MacLachlan ma si ferma lì, quando invece io ho elencato tantissimi altri rimandi!! 🙂

    Moz-

    • michele 2 December 2015
      Rispondi

      Nei nomi ma anche nel mood generale il richiamo mi pare piuttosto evidente!

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