Star Wars: Il Risveglio della Forza – la recensione senza spoiler

Lo so, eravate terrorizzati. Ma io non avevo paura. Non ho mai avuto paura di JJ Abrams, perché con il suo Star Trek (2009) aveva già diretto un perfetto film di Star Wars. Non ho mai avuto paura della Disney, perché da quando ha acquistato la Marvel la qualità dei film dei supereroi è aumentata esponenzialmente e perché con i suoi cartoni (non solo Pixar) ha già ampiamente dimostrato di saper far coesistere arte e business. Non ho mai avuto paura che la saga potesse venire snaturata fuori dalle mani di papà George Lucas, prima di tutto perché era stato lui stesso a snaturarla ampiamente, prima con mille piccoli o grandi cambiamenti ai film originali che non hanno fatto altro che peggiorarli, poi con l’obbrobriosa seconda trilogia. Ero convinto che Star Wars: Il Risveglio della Forza sarebbe stato un piacevole ritorno al passato. Avevo ragione.

forza

Oh, qualche volta ho ragione anche io!

Ma neanche io mi aspettavo di avere COSI’ TANTA ragione. I personaggi che tornano, il tono dei dialoghi, i combattimenti, i rapporti di forza tra Primo Ordine e Repubblica, le armi messe in campo, le inquadrature dei cockpit, tutto, compreso la trama generale, è una costante strizzata d’occhio al fan. Fin troppo, secondo qualcuno, ma ho la forte sensazione che questi qualcuno avrebbero criticato il film qualsiasi cosa fosse stata messa in scena.

Perché innanzitutto non ci sarebbe nulla di male a fare un Guerre Stellari 2.0 per le nuove generazioni. E’ stato fatto per altri film e nessuno si è mobilitato per gridare allo scandalo, quando qualche anno fa Gus Van Sant rifece (male) tutto Psycho scena per scena ci fu gente che lo giustificò dicendo che così nuove generazioni avrebbero rivisto Psycho. L’originale Guerre Stellari è uscito nel 1977, 38 anni fa. Due generazioni intere non l’hanno visto al cinema, e anche la mia l’ha conosciuto solo in vhs (alzi la mano chi aveva la trilogia in vhs nel cofanetto blu) o in tv. Questo senza contare il miliardo e passa di cinesi (da poco diventati il principale mercato mondiale per i film) che Guerre Stellari non hanno proprio avuto modo di vederlo.

Perché serviva un reboot? Per questo motivo, ma anche perché come già detto la saga di Guerre Stellari era già stata sputtanata da Lucas, con la sua ossessione per i pupazzetti di merda in CGI prima di tutto, che ne aveva fatto un giocattolone senza anima. Era necessario mettere un punto e dire chiaramente che si doveva tornare indietro per andare avanti.

Per cui, un reboot. Un reboot perfetto per i giovanissimi, che sono la fascia di mercato principale per una saga come quella di Guerre Stellari. Ma nonostante i milioni di strizzate d’occhio ai fan non è (solo) un remake. E’, a pensarci bene, un perfetto ribaltamento di Una Nuova Speranza, soprattutto nelle azioni dei protagonisti. Ma di questo parleremo nella recensione con spoiler…

Perché il film mi è piaciuto tantissimo? Innanzitutto perché mi sono divertito come un bambino, sono stato visivamente coccolato con effetti speciali convincentissimi ma allo stesso tempo dall’estetica vintage, ho riso con Han Solo e Chewbacca, ho adorato BB8, mi sono esaltato per il Millenium Falcon, per i Tie Fighter e gli X-Wing che si inseguono nello spazio, ma soprattutto perché Il Risveglio della Forza apre veramente una infinità di possibilità per il prossimo film, che vedremo tra due anni e che sarà veramente la prova del fuoco per JJ Abrams, nonostante verrà diretto dal Rian Johnson dell’ottimo Looper. Episodio VIII dovrà essere quello che L’Impero Colpisce Ancora (di gran lunga il miglior film della saga) è stato dopo Guerre Stellari. E questa volta non si potrà contare così tanto sull’effetto nostalgia.

Sono fiducioso. Un po’ perché la partenza è stata ottima, un po’ perché il regista mi piace e mi sembra capace di imprimere la propria personalità alla saga senza snaturarne lo spirito, ma soprattutto perché le basi gettate sono solidissime. Rey è un protagonista fantastico, Finn funziona nel suo spaesamento, Kylo Ren è un personaggio affascinantissimo che è stato criticato solo perché non è Darth Vader, senza che chi ha mosso questa critica abbia capito che Kylo Ren doveva essere l’esatto opposto di Darth Vader. Poi ci sono i vecchi, e vabbè, lo sappiamo.

Ci sono anche i difetti, ovviamente. Nella trama ne vedo due fondamentali, dei quali parlerò nella recensione/spoiler. Il doppiaggio italiano non è il massimo, e sono curioso di rivedere il film in originale. Il film è velocissimo e appassionante anche per questo, ma qualche scena avrebbe avuto bisogno di un respiro maggiore. Viene fatto un uso forse eccessivo del deus ex-machina, ma non si può dire che sia una novità nella saga. Il supercattivo Snoke ha un look che non mi piace, ma potrebbe anche essere funzionale al prossimo film. Non si vedono vere novità nelle ambientazioni, i personaggi non sono (ancora) ben definiti, troppe situazioni restano irrisolte… ma posso dirlo? Tutto questo succedeva anche nel primo Guerre Stellari, solo che ce lo siamo dimenticato perché tendiamo a considerare la trilogia come un unicum. Non l’amaro, scemoni.

Si è capito che sono contento? Aspettate domani per scendere ancora più nel dettaglio, perché senza spoiler proprio non si può fare. Che la Forza sia con voi!

Voto: **** 1/2

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5 Comments

  1. LordGhiz 24 December 2015
    Rispondi

    Film tecnicamente ottimo ma non c’è spazio a cose come sentimenti o relazioni umane, le cose capitano quasi per caso, la gente si abbraccia commossa e si è conosciuta due ore prima: per niente coinvolgente da un punto di vista emotivo. Proprio come la trilogia originale. Se ha emozionato qualcuno, questi è sicuramente il fan di vecchia data, che ha riconosciuto gli ammiccamenti ai vecchi film, che si è emozionato per la sorte di Han (e anche lì parliamone), che aveva l’hype a mille e qualsiasi cosa uscisse al cinema sarebbe stata ottima.
    Sono andato a vederlo con un amico che non ha mai visto le passate versioni, e ti dico che questo film non è assolutamente rivolto a chi non ha mai avuto il piacere di vedere Luke o Anakin, visto che è rimasto abbastanza perplesso alla fine della pellicola.

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