Anomalisa: Charlie Kaufman torna in stop motion

Anomalisa: Charlie Kaufman torna in stop motion

Per Michael Stone il mondo è grigio. La sua è una vita tutto sommato di successo, ma noiosa. Il suo libro sui servizi clienti è stato apprezzatissimo, così ora gira l’America per tenere discorsi noiosi, in hotel belli ma tutti uguali, bevendo sempre lo stesso drink ai bar, alla ricerca di qualcosa di diverso che possa regalargli un’emozione. A Cincinnati questa ricerca lo porta a ricontattare una sua ex che non vede da dieci anni, ma è solo quando questo incontro va ancora peggio del previsto che qualcosa di nuovo scuote Michael Stone. Una donna che è nell’albergo proprio per ascoltare la sua conferenza, Lisa, sembra diversa e lo incuriosisce. Forse è la sua voce… è un’anomalia. Anomalisa.

Anomalisa

Per il secondo film di Charlie Kaufman (accompagnato qui dall’animatore Duke Johnson) ci si poteva aspettare qualcosa di completamente folle e creativo. Kaufman ha vinto l’Oscar come sceneggiatore per Eternal Sunshine of the Spotless Mind (NO al titolo italiano merdoso) e anche i suoi altri film (Essere John Malkovich, Il Ladro di Orchidee, Confessioni di una mente pericolosa…) hanno un minimo comun denominatore riconoscibilissimo: la mente. Raffigurata nella sua genialità o nella sua pazzia, con un introspezione che vira sovente verso la surrealtà. Il suo esordio da regista, Synecdoche, New York, era persino un passo ancora in avanti verso una complessità dura da affrontare, ma che quando decodificata era in grado di dare enormi soddisfazioni. Anomalisa doveva essere il suo film più libero, anche per l’utilizzo dello stop motion che gli avrebbe permesso di fare qualsiasi cosa… Forse lo è. Ma è anche il suo film più controllato e, a suo modo, semplice.

Anomalisa

Quella di Michael Stone è una parabola esistenziale ed essenziale, che vive dei dialoghi tra i personaggi e dei sospiri del suo protagonista, estremamente espressivo nonostante sia fatto di plastilina. Anomalisa è un film interessante, profondo, che ha alcune scene splendide ed inconfondibilmente parto del suo creatore e una scena di cunnilingus in stop motion. Basterebbe quello, no? …invece è un bel film, ma non mi ha suscitato l’entusiasmo che ha suscitato a molti. Paradossalmente lo trovo trattenuto, come se proprio nel suo film più libero e personale Kaufman avesse scelto di non fare il Kaufman fino in fondo. Forse al suo prossimo film scopriremo qualcosa di più. Per adesso, il giudizio su Anomalisa è un po’ contrastato. Un film da vedere, ma anche un film che mi ha un po’ deluso.

Voto: ***

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