Dark Star – fantascienza a costo zero

Dark Star – fantascienza a costo zero

Quella che segue è la presentazione che ho scritto due giorni fa per Dark Star, pellicola diretta da John Carpenter nel 1974 e film conclusivo del mini-ciclo “Con un Deca” per l’associazione Milletracce. Lo so, non si fa pubblicità dopo che l’evento è già passato… ma un nuovo ciclo è già in preparazione, quindi… ecco cosa vi siete persi 🙂

Dark Star

“Lavorare con molti soldi o pochissimi soldi è la stessa cosa… è tutta questione di saper raccontare una storia!”

Questa frase di John Carpenter potrebbe riassumere lo spirito del nostro ciclo “con un deca”: non sempre servono grossi budget per mettere in piedi un film bello, emozionante, addirittura sorprendente. Carpenter l’ha dimostrato lungo tutto il corso della sua carriera e continua a dimostrarlo ancora oggi, a quasi 70 anni. Il film che vedremo stasera, Dark Star, è il progetto con il quale si è diplomato insieme a Dan O’Bannon all’università di cinema della Southern California, facoltà frequentata negli stessi anni tra gli altri anche da George Lucas… non male come fucina di talenti, eh?

Il ventenne John Carpenter era rimasto ammaliato da 2001 odissea nello spazio, e ovviamente il suo sogno era farne una sua versione. L’idea di Dark Star nasce inizialmente proprio così… poi però lui e O’Bannon (che ha scritto la storia) si resero conto che rifare 2001 senza un soldo era impossibile. E così decisero di analizzare il film e concentrarsi su un aspetto secondo loro sottovalutato se pensiamo ai lunghissimi viaggi spaziali che ci attenderanno nel futuro: la noia mortale dell’equipaggio. Dalla fantascienza alla black comedy, quindi… Ci hanno messo tre anni e un budget di 60000 dollari, ma ce l’hanno fatta.

Il film sarebbe dovuto rimanere un progetto scolastico, ma piacque talmente tanto al produttore Jack Harris che decise di distribuirlo nelle sale, opportunamente gonfiato. Così Carpenter e O’Bannon tornarono a girare qualche minuto in più nei loro set improvvisati, tra scatole di biscotti usate come corazze, pupazzetti usati come controfigure e giochi per bambini usati come divise per gli astronauti. Noterete infatti come i caschi in particolare sembrino sempre troppo piccoli per gli attori… ma si doveva fare di necessità virtù!

Al produttore il film era piaciuto tantissimo… anche se probabilmente non ci aveva capito nulla. Infatti promosse il film come se fosse una seria pellicola di fantascienza, ed il pubblico rimase ovviamente spiazzato. Fu un fallimento. Relativo, ovviamente, visto che il budget era pressoché zero anche un incasso piccolissimo era da considerarsi una grande vittoria. Il film divenne poi di culto negli anni 80 con l’avvento delle videocassette, e Carpenter e O’Bannon hanno continuato la loro carriera…

Carpenter ha poi diretto Distretto 13: Le brigate della morte, nel quale ha fatto da regista, soggettista, sceneggiatore, autore delle musiche e secondo me per risparmiare qualche spicciolo si è occupato anche del catering. E poi è passato al megasuccesso commerciale di Halloween, girato con un budget così ridicolo, 300000 dollari, che nonostante tutti i soldi guadagnati dalla produzione Carpenter finì per non pagare neppure se stesso.

O’Bannon è forse meno noto, il suo film più famoso come regista è sicuramente lo spassoso Il Ritorno dei Morti Viventi, ma come sceneggiatore ha contribuito ad un’altra pellicola di vero culto e nota a tutti voi, per la quale ha preso pari pari un’idea che ha avuto in Dark Star, traslandola dalla black comedy al puro horror. Non vi dico quale è, guardate il film e pensateci… poi vi interrogo.

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3 Comments

  1. nella crosiglia 9 April 2016
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    Molto interressante , lo andrò a vedere..e poi aspetto l’interrogazione..Buon w/e mio caro!

  2. Cassidy 10 April 2016
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    Bellissimo post su un film che apprezzo moltissimo, ne ho parlato anche dalle mie parti nel ciclo su Giovanni che sto facendo, ogni giorno passato a parlare di Carpenter è un giorno ben speso! 😉 Cheers

    • michele 11 April 2016
      Rispondi

      Verrò a leggere anche il tuo post 🙂 Grazie!

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