Somnia – cerchiamo di rimanere svegli!

Somnia – cerchiamo di rimanere svegli!

Ricordo di aver visto ormai moltissimi anni fa al cinema The Mothman Prophecies, filmaccio thriller/horror con Richard Gere che indagava sulle misteriose apparizioni dell’Uomo Falena, che al tempo mi sembrò il mostro più stupido che potesse esistere (ero piccolo e ingenuo). Cosa c’entra questo con Somnia? Beh, anche qui ci sono farfalle e falene, animali di merda, ma il vero motivo per cui ho citato questo mio ricordo è un altro. Ma ve lo dico dopo.

Somnia

Mike Flanagan è piuttosto lanciato nell’olimpo dell’horror moderno, dopo il buon successo del discreto Oculus, Jacob Tremblay è diventato un piccolo mito dopo quel capolavoro di Room (che lo ricordo, è il film più bello dell’anno), Kate Bosworth è una donna che sotto i vestiti è nuda e Thomas Jane è stato Il Punitore quindi non ho il coraggio di parlarne male… Somnia (o Before the Wake, come si chiama negli iu es ei) deve essere per forza un successone, no?

Thomas Jane e Kate Bosworth sono una coppia giovane (abbastanza), bella e di successo, se non fosse che loro figlio è annegato nella vasca da bagno qualche tempo prima, e la cosa ha ovviamente lasciato degli strascichi mica da ridere nella loro psiche. Per cercare di rimettere insieme le cose decidono di prendere un bambino in affidamento, e gliene tocca uno talmente bello che è Jacob Tremblay. Ditemi voi che culo. Solo che c’è la magagna: sua madre è morta molti anni prima, la prima coppia a cui è stato affidato l’ha restituito per non si sa bene quale motivo, un’altra è scappata misteriosamente lasciandolo ad abitare da solo nell’appartamento… insomma, perché? Eppure questo bimbo è così perfetto, bravo, intelligente, educato…

Somnia

…ci deve essere qualcosa sotto!

Tutto questo finché non dorme. Al bimbo non piace dormire, cerca di rimanere sveglio più che può, legge tutta la notte e si imbottisce di stimolanti. Perché quando dorme ha il potere di rendere reali (più o meno) i suoi sogni.

Thomas e Kate (non mi ricordo come si chiamano i loro personaggi, va bene?) inizialmente scoprono il lato buono della cosa, con bellissime farfalle luminose che svolazzano per la casa. Poi inizia a comparire il loro figlio morto, e i due reagiscono in maniera totalmente diversa. Thomas è più razionale e vorrebbe pensare al benessere del piccolo Jacob, mentre Kate c’è rimasta più sotto e comincia a fargli vedere video della loro vita insieme, fotografie eccetera, per farglieli sognare e poter così rivivere i suoi ricordi più belli.

Somnia

Tipo quando si trombava, invece di passare le serate a dormire sul divano e a guardare le farfalle. Te ne ricordi, eh?

Tutto questo è bello finché direttamente dagli incubi di Jacob non arriva l’Uomo Cancro.

Somnia (Flanagan deve avere una passione per il latino: prima Absentia, poi Oculus, ora Somnia…) è piuttosto evidentemente un film sulla gestione del lutto. Al centro di tutto c’è la relazione tra la mamma, il figlio in affidamento ed il figlio che c’era, sottolineata in toni iperdrammatici dall’onnipresente colonna sonora (ne riparlo dopo), una scelta che non può non ricordarmi il bellissimo Babadook. Anche qui il film è nominalmente horror, ma in realtà nasconde molto di più. Solo che Jennifer Kent nel suo esordio si era rivelata una regista di talento e delicatezza immensa, capace di far coesistere orrore e dramma in qualsiasi momento. Mike Flanagan ci va più giù con l’accetta, e Somnia è decisamente più rozzo. Non rinuncia a qualche trucchetto un po’ scontato, butta qua e la qualche salto sulla sedia di troppo, insomma la parte più horrorifica si sposa a fatica con quello che vorrebbe essere il messaggio del film.

Somnia

Eppoi Uomo Cancro è il nome di mostro più stupido di sempre (anche più dell’Uomo Falena… ma non era questo che anticipavo prima, pazientate), ci fa capire fin da subito dove il film vuole andare a parare.

Nonostante questo l’ora e quaranta del film passa piuttosto piacevolmente. Flanagan sa comunque mantenere alta la tensione, probabilmente non ha ancora il talento necessario per fare il salto di qualità e meglio farebbe a dedicarsi al genere tout-court, ma in giro si vede molto di peggio. Tremblay è bravissimo come potete immaginare. Non bravissimo quanto in Room, ma insomma sarebbe stato molto difficile. Diciamo che regge bene il confronto con il piccolo Noah Wiseman di Babadook. Kate Bosworth invece sarebbe stata definita da Renè Ferretti una CAGNA MALEDETTA, con la sua recitazione da telenovela di rete4 e il suo viso sempre perfettino. Su Thomas Jane niente da dire perché come ricordavo prima lui è stato Il Punitore, e insomma è bene tenerselo buono anche se ora c’è Jon Bernthal (sempre sia lodato).

Ma forse la cosa peggiore di Somnia è la colonna sonora. In qualche recensione ho letto addirittura parole di elogio, e allora boh, avrete ragione voi, io volevo strapparmi le orecchie dopo mezzo film. E’ onnipresente, iperdrammatica, vorrebbe sottolineare i momenti più tragici del film ma invece li rende solo più lagnosi. Proprio come succedeva in The Mothman Prophecies, che aveva una colonna sonora nervosissima, anche quella sempre presente e che avrebbe voluto sottolineare i momenti horror, mentre finiva per rompere il cazzo e diventare addirittura ridicola.

Come dite, dopo aver atteso per tutta la recensione vi aspettavate un parallelismo migliore e siete delusi? E’ esattamente quello che penso io di Somnia! Scacco matto, amici! Tornate a guardare Oculus, che era meglio.

Voto: **

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5 Comments

  1. StepHania 4 June 2016
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    Ollapeppa, e pensare che Oculus neanche mi aveva convinta… Non ho ancora visto Somnia, ma credo che nonostante la colonna sonora gli concederò una possibilità. Anzi, una opportunitas.

    • michele 5 June 2016
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      Opportunitas non negatur alicui! (o qualcosa del genere)

  2. Alfonso Maiorino 5 June 2016
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    [SPOILER]

    Non sono d’accordo – o meglio lo sono su alcune cose, ma su altre no -. Non so se fossi poco sveglio quel giorno, ma l’Uomo Cancro io non avevo proprio capito sarebbe andato a parare su quello, eh sì che di film del genere ne vedo a bizzeffe. Ci sta il parallelismo col Babbaducco e son d’accordo sul fatto che Flanagan tratti il tema del lutto molto più superficialmente rispetto alla Kent. Il finale però porco cane mi è piaciuto moltissimo.

    • michele 5 June 2016
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      Alla fine il finale non è dispiaciuto neppure a me, se non altro perché ha messo fine a quella CAZZO DI COLONNA SONORA 😀 Si scherza, eh! 😉

  3. gioacchino di maio 6 June 2016
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    Concordo sul fatto che si poteva fare di meglio, ma il regista stesso ha affermato che non voleva fare un horror ma una fiaba dark, pare che neanche lui sapesse dove andare a parare. Poi fa sparire il padre e un bambino senza spiegarci dove sono andati a finire. E nel finale la madre dice che il papà ha avuto il regalo più bello di tutti, cioè di stare con il figlio perduto, ma non era la madre che lo desiderava più del padre, tanto che riempiva la parete di foto ?

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