LoSpo’s Corner: Psycho-Pass

Il futuro permetterà una vita migliore a tutti. Il futuro esorcizzerà il male dalla terra. Il futuro è il Sibyl-System. Il futuro è oggi.

Psycho-Pass

Produzione: ProductionI.G. (per FujiTv) – 22 episodi da 24 min, – edito in Italia per Rai4

Psycho-Pass

La distopia parte praticamente da domani, un futuro vicinissimo in cui in cui uno stato (il Giappone) decide di sigillare i suoi confini e delega la gestione plenipotenziaria della giustizia ad un supercomputer noto come il sibyl-system, capace di dirimere il grado di minaccia facendo una semplice scansione. Questo grado viene chiamato Psycho-Pass e passa da un azzurro chiaro per chi non rappresenta una minaccia ad un marrone molto scuro di chi ti sta puntando contro un fucile per uccidere.

psycho-pass-character-profile-art-003_9289I poliziotti qui utilizzano un’arma speciale, il Dominator, che prima fa una scansione del soggetto, poi si imposta: se non è una minaccia e il suo psycho-pass è chiaro non ha nessun effetto, se lo psycho-pass è torbido ma ancora accettabile funziona come un’arma stordente mentre se invece è troppo torbido, ovvero nessuna possibilità di recupero, l’arma diventa letale. E per letale si intende che spacca qualsiasi cosa: umano, androide, di qualsiasi forma o dimensione.

L’ultima cosa da sapere è come la polizia del tempo e del luogo gestisce i crimini, ogni squadra è formata da un ispettore con lo psycho-pass chiaro e alcuni esecutori, persone con uno psycho-pass troppo torbido per essere libere ma abbastanza sotto controllo da eseguire ciecamente gli ordini dell’ispettore.

Le 22 puntate raccontano la storia di Akane, novello ispettore selezionata per affiancare un altro ispettore in un caso complesso. Akane parte come una recluta giovane, insicura, in balia degli eventi e degli esecutori ma pian piano il suo carattere e la sua personalità diventeranno prima dominanti e dopo fondamentali.

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Dopo diverse serie con attori di ciccia non ero così convinto da questo progetto, anche dopo aver visto i pareri positivi, ma alla fine la curiosità ha vinto. Con ragione. Dentro a Psycho-Pass c’è tutto quello che di buono la fantascienza moderna ci ha lasciato sotto forma di intrattenimento. C’è tanto Ghost in the Shell dentro (quello bello, il primo, che sarebbe dovuto essere anche l’ultimo, maledetto Arise), Akane è integralista e incarna la forza di volontà di Motoko. Ma non solo, c’è anche Blade Runner, c’è una società cupa come quella di Ridley Scott dove non è chiaro chi è androide e chi no ma è chiaro chi vorrebbe essere umano. Non solo, c’è anche Matrix col Sibyl system che decide in maniera netta chi sono i buoni e i cattivi.

La sceneggiatura di Gen Urobuchi è ben costruita, lineare, credibile ma limitare la sua opera ad un amalgama ben riuscito della bella fantascienza moderna sarebbe comunque riduttivo. Se possedete un minimo di animo nerd non potete non gustarvi i particolari, i rimandi alle opere di Dick, Conrad o Orwell, quando con una citazione, quando con qualcosa che leggono in mano. Gen Urobuchi alza l’asticella, tirando fuori dal cilindro un anime molto adulto, generando un mondo a tratti molto credibile e utilizzando i giusti espedienti narrativi per dare un senso compiuto anche ai momenti più borderline.

Tolto un paio di episodi la tecnica è ottima, il disegno l’animazione e tutto quello che è il comparto visivo è maniacale, tanto è preciso. Un paio di episodi, evidentemente, sono sforati dal budget (soldi e/o tempo) e sono stati commissionati ad un non meglio precisato studio cinese, sicuramente meno brillante e preparato.

Infine, il prodotto finale è una grande lotta contro il male, una corsa che fa la giustizia contro la vendetta per fermare i cattivi dal risultato per niente scontato. Durante tutto il percorso, a fronte di un malvagissimo ben delineato e facile da individuare come “cattivo” si fa invece complesso il ragionamento su chi tra i due dovrebbe risolvere il problema: la giustizia coi sui metodi morbidi o la vendetta con la sua violenza.

Psycho-Pass The Dominator

Perché dovreste vederlo? Perché è ben fatto, ha una trama fitta e ben fatta e tecnicamente è davvero un gioiellino.

Perché non dovreste vederlo? Perché è, e rimane, un prodotto cervellotico e un anime con tutto quello che concerne, se non vi piacciono i cartoni animati con gli occhioni non farà probabilmente per voi.

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2 Comments

  1. Danilo Acinapura 22 June 2016
    Rispondi

    Ho cominciato a vederlo su Netflix, ma non sono riuscito ad andare oltre la quarta puntata: troppi stereotipi (personaggi superfighi, kawaii, tettone) e luoghi comuni a iosa. Non lo reggo. Forse faccio male. Un domani, chissà, magari con un pò di pazienza in più….

  2. Pietro 22 June 2016
    Rispondi

    Molto interessante..ma con tutto quello che c’è da vedere sembrerebbe una perdita di tempo..comunque chissà, se mi capita o voglia la vedo 😉

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