Most likely to fall asleep

Most likely to fall asleep

Anthony DiBlasi è considerato uno dei nomi da seguire nel panorama horror attuale, più che altro per il suo Last Shift, film diretto nel 2014 ma che ha cominciato a circolare a inizio anno, una sorta di rilettura sovrannaturale a bassissimo budget di Distretto 13 di Carpenter che ha avuto ottimo successo su Netflix. Io non l’ho ancora visto, ma ne ho sentito parlare piuttosto bene, così mi sono avvicinato a questo Most Likely to Die con aspettative tutto sommato discrete. In fondo gli slasher sono sempre divertenti, no?

No.

Most Likely to Die poster

Però insomma, Most Likely to Die non sembrava così brutto. La solita storia di ex compagni di classe che si riuniscono dieci anni dopo il diploma, però qualcuno è ancora incazzato di come andavano le cose al tempo e allora morti, sangue, budella. E a noi (plurale maiestatis) morti, sangue e budella piacciono parecchio. Ho letto da qualche parte che la sceneggiatura risale agli anni 90, al revival degli slasher seguito a Scream, ma non riesco a ritrovare l’articolo quindi potrebbe non essere vero. Sicuramente è verosimile, però, visto che ci sono veramente TUTTI gli elementi caratteristici dei film di quel tipo. C’è il successo sfiorato che da alla testa, dei personaggi che con un eufemismo potremmo chiamare stupidini, la location isolata, i telefonini che guarda caso non prendono mai segnale, la festa che comincia nonostante intorno il massacro sia già cominciato ma nessuno se ne accorge, le belle gnocche poco vestite, il sesso occasionale ma stando bene attenti a non alzare troppo il tasso erotico e così via. Qui il motore del massacro è la riproposizione di un vecchio annuario scolastico dove ognuno dei protagonisti veniva definito cominciando con “Most likely to…”. Quindi abbiamo quello che è più probabile che corregga il punch con degli alcolici, quello che riderà per ultimo, quello che diventerà una stella dell’hockey, quella che vivrà sotto i riflettori… e quello che finirà per morire, il Most Likely to Die. Ovviamente con il proseguire del film scopriremo che dietro sta storia dell’annuario ci sono i soliti scherzi stupidi da ragazzini che però hanno finito per segnare in un modo o nell’altro le vite dei protagonisti. Tutto regolare.

Most Likely to Die

Povero ragazzo, non ha scelto la sua foto migliore…

Di solito gli slasher di questo tipo prosperano sull’originalità delle morti, una cosa che ad esempio ha fatto la fortuna dei vari Final Destination. Qui… si comincia subito malino. Most Likely to Die sembra avere il freno a mano inserito e sebbene il sangue scorra abbondante non c’è mai quell’elemento di sorpresa che nei modi, se non nella sostanza di quanto accade sullo schermo è linfa necessaria al genere.

Il problema è che non c’è proprio nulla che spicchi nel film, neppure in negativo. Forse solo la presenza di Perez Hilton, inesplicabilmente scritturato nella parte nonostante sia evidentemente molto più vecchio di quelli che dovrebbero essere suoi ex compagni di classe (sarà stato pluri ripetente?). O quella del figlio di Gary Busey, che non inesplicabilmente è brutto come il padre ma senza lo stesso talento (poraccio). Per il resto ci sono buone location che non sfigurerebbero in un film porno di classe, una mano del regista abile ma non carismatica, attori le cui doti ci fanno alzare le spallucce e dire “vabbè”.

Most Likely to Die

Vi piace il mio costume? L’ho comprato al negozio per serial killer, era in saldo ma fa un figurone!

Ragazzi io ve lo ripeto ancora una volta: siate pessimi, se proprio non ce la fate a fare cose buone, ma non siate mai mediocri! Rispolverate la vecchia pajata e fate pessimi effetti speciali artigianali, trovate location orribili e inserite buchi di trama insensati, scritturate attori che non sanno neanche dire il proprio nome e almeno rideremo con voi, se adotterete il giusto spirito. Ma NON SIATE MEDIOCRI, altrimenti finirete con film come Most Likely to Die.

Alla fine l’unico sforzo del film è offrirci un paio di eccezioni alle regole canoniche, tipo che non è il nero a morire per primo o qualche variazione sul tema della final girl. Per il resto, noia. L’unico personaggio che resta un minimo impresso è quello della supermodella, che almeno ha un culo da competizione e non sa recitare. Se vi può interessare si chiama Tatum Miranda, ma adotta più spesso il nome d’arte Venus, a dimostrazione di quanto punti sulla sua capacità drammatica. Vi lascio anche il suo sito, toh. Visitatelo. La sua carriera d’attrice è lanciatissima, visto che in passato ha ricoperto (secondo IMDB) i ruoli di dancer, party girl, model, girlfriend, artist, dream girl, swimsuit model, escort (in True Detective!), bikini hottie. Ora però avrà parti in film importanti, tra cui un fan film di Star Wars che dovrò assolutamente vedere! Questo!

Rise of the Empire

Scusate, ho divagato. Ma perché davvero, Most Likely to Die è noioso, e quindi parliamo d’altro, no?

Per esempio, gli europei di calcio…

[si addormenta]

Voto: :P:P

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