It Follows you, Follow me

In ritardo di circa un anno, ecco a voi la recensione di It Follows. SIGLA!

It Follows dichiara se stesso fin dalla prima scena. Una lenta panoramica di un ricco sobborgo americano, belle villette, prati curati, belle auto lucidissime… una ragazza esce correndo da una di queste case, è bella, seminuda ma indossa scarpe col tacco. Scappa da qualcosa, ma non sappiamo da cosa, non vediamo niente e nessuno dietro di lei. Va in mezzo alla strada e si guarda indietro, ansimante per la corsa, mentre poco distante da lei una signora scarica tranquillamente alcune borse della spesa dall’auto. Una donna sembra in pericolo ma nessuno intorno a lei capisce perché, neppure lo spettatore, freddo osservatore della scena…

It Follows Poster

E’ bello essere giovani, è bello essere desiderati, è bello essere Maika Monroe, la protagonista del film e una delle mie preferite degli ultimi anni. Siamo alla fine dell’estate e non è ancora tempo di pensare alle cose serie, ci sono le gite al lago, le serate con gli amici, il ragazzo con cui tanto si vorrebbe fare sesso… E il sesso arriva. Solo che porta con sé anche qualcos’altro, una maledizione silenziosa e invisibile, che ti insegue, lenta ma inesorabile, che sembra eliminabile solo passandola a qualcun altro…

It Follows

Intanto comunque scopiamo!

David Robert Mitchell è un regista giovane ma conosce bene il cinema, lo ama, e non teme di omaggiare quelli che considera i suoi classici. In It Follows c’è tanto Carpenter, c’è De Palma e l’estetica delle donne in pericolo, c’è Romero, c’è lo studio delle inquadrature di Nicholas Winding Refn. C’è tanta consapevolezza di quello che è il cinema, di come si provoca uno spavento, di quanto un’angoscia fatta nascere lentamente nell’animo dello spettatore lasci il segno molto di più, molto più a lungo di un facile jump scare. C’è il coraggio di far proprie le convenzioni dell’horror (sesso = morte, gli adolescenti che agiscono senza pensare, le donne come vittime) e quello di ribaltarle quando fa comodo.

ItFollowsgif

Signorina? Si sente bene signorina? Gliel’avevo detto che lo yoga estremo era troppo per lei!

Qualcuno ha criticato il film perché troppo lento, altri hanno detto che l’equazione sesso = morte nel 2016 è ormai superata, altri ancora l’hanno giudicato troppo freddo e incapace di coinvolgere emotivamente. Non sono d’accordo. Il film (e la minaccia nel film) non è lento, è inesorabile. Il sesso è un rito di passaggio… in più sensi. Passaggio all’età adulta, a un’età in cui serve la consapevolezza di quello che si fa, in cui ci si devono assumere le responsabilità delle proprie azioni. E’ il modo in cui si viene contagiati dalla “malattia”. Ma è anche il modo in cui questa viene passata a qualcun altro. E’ una maledizione e uno strumento da usare. E per il coinvolgimento emotivo… beh, forse abbiamo visto un altro film.

It Follows Maika Monroe

Una delle cose più belle di It Follows è la cura riservata ad ogni inquadratura, come se fosse una fotografia da immortalare eternamente. E’ un po’ a stessa cosa che affascina in un film come The Neon Demon, ma non estremizzata come nel film di Refn. Fin dalle prime scene si capisce che il regista sa perfettamente dove vuole andare a parare, non c’è spazio riservato all’approssimazione… tutto è come deve essere.

It Follows

“Questo culo deve stare ESATTAMENTE qui!”

It Follows è un film sull’adolescenza. I suoi protagonisti sono adolescenti e gli adulti sembrano quasi scomparsi, spesso inquadrati solo da lontano, un po’ sfocati. E’ anche un film PER adolescenti, ma non è un teen horror. Sa parlare anzi ai quasi quarantenni come me forse persino meglio che ai miei fratellini minori. Perché si sente che il regista (classe 1974) ha visto ed amato i miei film, li ha digeriti, elaborati, ricreati nella sua testa milioni di volte. Il risultato è It Follows, ed è una figata.

SIGLA DI CODA

14

Voto: ****

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2 Comments

  1. Cassidy 15 July 2016
    Rispondi

    Sono perfettamente d’accordo con la tua analisi anche se mi hai messo la citazione musicale al maledetto Filippo Collina (arrrgh!). Non prendertela, ho dei problemi con quell’uomo. Con Maika Monroe invece non ne ho, sta venendo su una gran bella scream queens. Cheers!

    • michele 15 July 2016
      Rispondi

      Ti dirò che anche io non ho grande stima per i Genesis, che dei gruppi dell’epoca sono sempre stati quelli che mi sono piaciuti di meno… però quel pezzo non mi dispiace! Maika Monroe comunque è meglio, concordiamo 😀

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