LoSpo’s Corner: Jessica Jones

Mi si fa notare da più parti (DUE!) che è troppo facile parlare bene di roba bella piaciuta a parecchi, molto più complesso è parlare male di roba brutta piaciuta a tutti tranne che a me, quindi eccomi qua a fare i conti col demone dell’impopolarità. E mi sono chiesto, caro il mio demonio, quale potrebbe essere la serie giusta per confrontarci? Una con un botto di critiche positive, con altissimi punteggi di metacritic e rotten tomatoes e magari con una donna protagonista… Ti stavo aspettando Jessica Jones, questa è la mia privatissima resa dei conti.

Jessica Jones
Come in un buon film d’azione per spiegare l’inspiegabile (Netflix e Marvel che si alleano per creare robaccia) bisogna partire da lontano, dalla nascita dei Marvel Studios e dall’introduzione di una nuova figura nell’ambiente dell’intrattenimento cine-televisivo: lo showrunner. Questa figura nasce per la necessità di avere sempre sotto controllo quello che sta succedendo ad ampio respiro, assume e licenzia sceneggiatori, registi e/o attori e soprattutto ragione sull’insieme non sul singolo episodio. Praticamente il ruolo di Kevin Faige come presidentissimo degli eroi in tutine e armature viene riportato ridotto di responsabilità anche sulle serie tv. Assimilato questo ruolo si può iniziare a parlare nel dettaglio di Jessica Jones.

Jessica Jones
La serie parte omettendo tutto il passato di Jessica Jones, del suo background non si sa praticamente nulla. Sappiamo che ha dei poteri, ma non sappiamo fino a che punto siano sviluppati, sappiamo che è resistente alle risse ma non immune al dolore e infine sappiamo che il suo lavoro è fare il detective privato. L’input che viene dato è ovviamente molto più di questo, pare che Jessica abbia un’amica/nemica avvocato di grido e omosessuale, abbia una migliore amica famosa speaker radiofonica e un villain ossessionato da lei. L’unico complimento spendibile per questa serie è per il cattivone della prima serie. Killgrave ha un potere molto fico, se apre bocca la gente non ha modo di opporsi e farà senza esitare tutto quello che dice lui. David Tennant, scozzese, elegante con una dizione esemplare è l’unica boccata d’ossigeno in una serie moscia, triste e a tratti pure goffa. Si, perché tolto Tennant e il suo Killgrave (va ricordato che il suo precedente impiego era il dottore, per la precisione il decimo dottore) non rimane proprio nulla, non c’è un Luke Cage credibile, non ci sono altri comprimari all’altezza e, soprattutto, non c’è nessuna Jessica Jones a salvare la situazione. Mi aspettavo di più da Krysten Ritter, o almeno qualcosa di meglio visto il suo curriculum fatto di una carriera internazionale da modella, attrice di serie tv prima e di cinema dopo. E invece c’è il nulla.

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Lei è quasi asettica nella sua interpretazione, nemmeno uno sguardo attento riesce a comprendere variazioni sul suo volto, se guardata senza audio non si capisce il suo stato d’animo in nessun frangente: sempre la solita faccia. Non che gli altri la aiutino, Luke Cage è totalmente inadatto e a tratti imbarazzante al punto da ricordare il John Coffee dell’adattamento televisivo del miglio verde. Quindi riassumendo abbiamo una svampita senza espressioni che con la solita faccia, il solito sguardo e la solita espressione passa dal fare sesso a menare i cattivi, una spalla con problemi gravi di droga, amiche molto forti e un ego talmente enorme da permetterle di pensare che il cattivo sia una cosa che solo lei può e deve risolvere.

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La svampita prescelta che va controcorrente, attori che più che attori paiono modelli, manichini per lunghi tratti, perché questa roba mi odora di già visto? Perché di robaccia in circolo ce ne è molta? Anche, ma qui la firma c’è e si legge bene: Melissa Rosenberg. Signore e signori questa donna è il male. Molto di quello che non mi è piaciuto del cinema e della televisione moderna passa da lei (Twilight, The O.C., Ally McBeal, StepUp…) e tutti quelli che ho più odiato hanno come denominatore una svampita con un ego infinito che pensa di poter risolvere, coi suoi problemi, i problemi di tutti. Ally McBeal era un’avvocatessa promettente ma insicura, Marissa era il collante tra Seth e Ryan di OC, Nora in step up era la ballerina dal passato ingombrante, Bella di Twilight… era lei, qualsiasi altra cosa sarebbe troppo offensiva.

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Mi chiedo come, in epoca moderna, si possa fare affidamento su una showrunner come lei, dopo aver visto le sue produzioni viene da chiedersi se davvero non ci fosse di meglio. Poi rifletto, Emmy vinti, serie considerate dei “cult” come Dexter o Ally McBeal, Twilight che, piaccia o non piaccia, ha comunque portato nelle tasche dei produttori svariati milioni di dollari e mi chiedo se non sto sbagliando qualcosa io, forse i suoi prodotti non sono così pessimi, forse sono per un target lontano dal mio e che, evidentemente, non capisco.

Poi riguardo un pezzettino di Jessica Jones. No, dai è proprio fatta male.

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Perché dovreste vederlo? Se vi piacciono i supereroi indipendentemente da chi sono, se il vostro femminismo riesce a farvi ingoiare una prestazione pessima o se vi sono piaciute le serie che ho citato prima magari è il vostro prodotto.

Perché non dovreste vederlo? Perché il livello attoriale è al minimo storico, la trama è confusa, raffazzonata e per tirare 13 noiosissime puntate è stato più volte allungato il brodo.

PS: Guardate le immagini, sono prese a casaccio: sempre la stessa espressione… :'(

L’opinione del Cumbrugliume: stavolta LoSpo è stato cattivo. Jessica Jones non è certo allo stesso livello dello splendido Daredevil, ma a me la serie è piaciuta abbastanza, nonostante una certa lentezza di fondo. Non è imperdibile e su Netflix ce ne sono decine migliori, ma si lascia guardare, anche in attesa dei futuri intrecci che porteranno alla formazione dei Difensori. Che la Ritter abbia sempre quell’espressione in fondo è vero, ma un po’ è per esigenze di copione, dai. No? Ok, aveva sempre la stessa faccia anche negli altri telefilm che ha fatto… però quando vuole sa essere fica. E almeno quando scopa, la faccia diversa la fa 😀

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3 Comments

  1. Cassidy 5 August 2016
    Rispondi

    La serie per cui si fa il tifo per tutti (anche per il grande David Tennant) tranne che per la protagonista. Ci é andato giù fin troppo duro, i comprimari non sono cosi male e le origini del personaggio raccontate solo alla fine arrivano dritte sparate dal fumetto, stessa tattica. Daredevil é meglio sicuro, ma questo Marvel accordo con Netflix me lo tengo stretto 😉 Cheers

    • michele 5 August 2016
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      Concordo! Poi oh, secondo me la Ritter è monoespressivamente gnocca!

  2. lospo 9 August 2016
    Rispondi

    E io che pensavo di essere stato fin troppo morbido, dei comprimari posso arrivare a salvare,in uno slancio di magnanimità, l’avvocatessa lesbica che quantomeno prova ad offrirsi con qualche sfaccettatura. Prova solamente, però.
    L’accordo non è in discussione, mi suona solo strano che il prodotto non sia al top.

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