Blood in the Water

Blood in the Water

I più comuni registi di film di film indie, soprattutto se di thriller o simili, sgomitano senza sosta per farsi notare nell’ambiente hollywoodiano, scrivendo e dirigendo film uno dopo l’altro, partecipando a produzioni più o meno improbabili, mettendo in piedi collaborazioni e progetti in numero infinito. Ben e Orson Cummings, registi di questo Blood in the Water, sono diversi. Loro dirigono un film ogni dieci anni.

Il loro esordio, Nine out of ten, è del 1997, ed è talmente indie da non avere neanche una locandina su IMDB, nonostante sia uscito anche in dvd (o almeno, ci sono delle recensioni del dvd, quindi immagino che sia così). Era una commedia di cui ho letto “alcune cose fanno ridere, ma il timing è completamente sbagliato e l’etica del film è discutibile”. Chissà.

Nel 2007 è seguito If I didn’t care, noto anche come Blue Bloods, un thriller ambientato in un esclusivo quartiere di New York. Si vede che qui i due fratelli hanno alzato il tiro, visto che nel cast hanno anche nomi di un certo rilievo, come Susan Misner (l’avete vista in un milione di serie tv, da Rescue Me a Gossip Girl, da The Good Wife a The Americans…), Bill Sage (American Psycho, Hap & Leonard) e soprattutto Roy Scheider (LO SQUALO, DAI!), in una delle ultime interpretazioni prima di morire. Il film è stato messo in piedi con un budget limitato ma almeno esteticamente appare professionale, è anche uscito anche in qualche cinema ed ha ricevuto recensioni discrete.

Il film successivo sarebbe dovuto ovviamente apparire nel 2017, ma mannaggia, questa volta i due fratelli hanno avuto fretta e hanno anticipato di un anno. E così ecco Blood in the Water, del quale si trovano in giro notizie anche con il titolo Pacific Standard Time.

Blood in the Water

La maggiore attrattiva della pellicola è Willa Holland, una che ha il destino segnato fin da piccolissima. Sua madre è stata sposata con Brian de Palma, e un giorno, quando aveva sette anni, venne notata mentre giocava nel giardino del patrigno dal vicino di casa… che era Steven Spielberg. Spielberg disse alla madre “ehi, vostra figlia dovrebbe fare l’attrice!”. E come si fa a non accettare un consiglio da Spielberg? Brian de Palma le trovò un agente e praticamente subito la bimba cominciò ad essere scritturata per pubblicità e lavoretti del genere. Poi, ancora poco più che una bambina, ebbe il primo ruolo vero in The O.C., successivamente è apparsa in Gossip Girl e ora interpreta la sorella del protagonista in Arrow. Una vita per il CW Network! Insieme a lei altri due attori emergenti che chissà se riusciranno mai ad emergere: Miguel Gomez (The Strain) e Alex Russell (Chronicle).

Veronica e Percy (Willa e Alex) sono una giovane coppia di poco più di venti anni, e stanno facendo da house sitter in una gigantesca villa con piscina a Los Angeles. Preso dovranno tornare a New York, ma quando il loro vecchio amico Freegood (Miguel Gomez) scopre che sono in città decide di andare a trovarli, per “ricordare i vecchi tempi”. Solo che Freegood non era solo un amico, era il fidanzato di Veronica ed era in affari non esattamente leciti con Percy. Ovviamente ci sarà del sangue nell’acqua…

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Il film inizia con il detective Cortez (David S. Lee, l’avrete forse visto in The Librarians) che va a interrogare la coppia di fidanzati sull’omicidio di Freegood, quindi sappiamo già dove il film andrà a parare. E’ evidente che nascondono qualcosa, ma il modo in cui si scoprirà sono andate le cose non è così scontato…

Blood in the Water è uno di quei thriller a rilascio lento, che provano a crescerti dentro in maniera prima sommessa per conquistarti definitivamente con il finale. Gli attori, seppur televisivi, sono bravini. Willa in bikini è decisamente intrigante, e in più di un momento il film gioca la carta di un velato erotismo, più suggerito che effettivamente mostrato. L’occhio dei fratelli Cummings appare sufficientemente morboso, e la Holland davanti alle telecamere meritava una parte più piccante, ma purtroppo non c’è stato il coraggio di spingersi oltre… peccato. I dialoghi sono probabilmente la cosa più riuscita del film, realistici e bene interpretati. La tensione viene fatta salire in maniera intelligente e arriva al culmine nel momento giusto…

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…però nonostante gli sforzi dei Cummings e tanti piccoli pregi, non sono riuscito a scrollarmi di dosso il pensiero “questo è un film di serie B”. Se fossimo stati negli anni 90 probabilmente il detective sarebbe stato interpretato da Stephen Baldwin, ecco. Niente di male, il film non è orrendo e si guarda volentieri. Ma insomma, ecco, non va oltre né come idee né come realizzazione. E’ serie B. Si sente subito appena si nota la colonna sonora, sembra la colonna sonora di un film pronto per andare su Rete 4. Se lo trovate in giro, siete avvertiti.

Voto: * 1/2

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