Saturday is Sharkday #7: Dam Sharks!

Saturday is Sharkday #7: Dam Sharks!

Quando ho sentito parlare per la prima volta di Dam Sharks! (Squali della diga!) ho pensato che fosse un refuso, e che il titolo vero fosse Damn, Sharks! (dannazione, gli squali!), e che si trattasse magari di una commedia, come se anche tutti gli altri film della Shark Week di SyFy non fossero già commedie. Dam Sharks mi sembrava fin troppo banale… insomma, squali che risalgono il fiume e che finiscono intrappolati da una diga? Dai, squali di fiume se ne sono già visti in decine di film, e una diga non è certo un’ambientazione stuzzicante come può essere l’Artico, il deserto o un supermercato.

Dam Sharks poster

Eppoi cos’è questa locandina triste? Ci eravamo abituati a molto meglio, cara SyFy!

E invece mi ero perso qualcosa. Sono gli squali a costruire la diga. E non solo, la rendono sempre più grande utilizzando parti del corpo degli esseri umani che riescono a spezzettare. La cosa fa nascere spontanee inquietanti domande su come si sia arrivati a una situazione del genere. L’ipotesi migliore è che una tempesta li abbia portati fin lì, ma per quanto riguarda i dettagli il massimo che riusciamo a ottenere è “è una lunga storia”. Una storia che ovviamente non viene mai raccontata. Come abbiano fatto poi ad evolversi in una maniera così peculiare è lasciato completamente all’immaginazione dello spettatore, il che è cosa buona e giusta (sempre meglio che ascoltare pseudo spiegazioni scientifiche senza capo né cosa). Infine la domanda che viene sottaciuta ma che secondo me è quella più inquietante è CHE FINE HANNO FATTO I CASTORI? La risposta, secondo me, è che estromessi dalla propria nicchia evolutiva sono diventati gli zombocastori di Zombeavers.

Dam Sharks

Guarda, salta come Skipper!

Ma parliamo di Dam Sharks, che ha due pregi fondamentali. Il primo è che almeno a mia memoria è il primo film che fa metacinema sulla saga di Sharknado. Una delle protagoniste, la ranger Kate (la quasi esordiente Jessica Blackmore), dice che ha imparato tutto quello che sa guardando la Sharknado Week, e che si preparava da sempre a questo momento.

Per arrivare al secondo pregio, facciamo un passettino indietro. I film di squali si dividono tra quelli in cui il regista dice “vabbé, giriamo sta puttanata più in fretta possibile e portiamo a casa la pagnotta” e chi cerca di girare una cosa un minimo dignitosa. Dam Sharks! è di questa seconda categoria, ed è da apprezzare lo sforzo dei registi James e Jon Kondelik (che in precedenza hanno diretto insieme roba del calibro di Airplane vs Volcano, mentre James è anche responsabile dell’editing di un sacco di stronzate soprattutto a tema zombie, nelle quali Jon si è cimentato in piccole parti come attore) di metterci un minimo di impegno, per esempio assicurandosi che la computer graphic fosse quasi dignitosa (ho detto quasi, non esultate) e che quantomeno gli squali presentati fossero della razza giusta.

Dam Sharks

Salve! Bella giornata per farsi divorare, non è vero?

Ma parliamo di trama! Abbiamo già detto che gli squali hanno risalito il fiume e costruiscono dighe, ok, prendiamo la cosa come punto di partenza e non facciamoci altre domande. Kate è col collega Mark a controllare perché il livello del fiume si stia abbassando. I due trovano una grande diga ma non vedono castori nelle vicinanze, Mark si immerge e prima di poter fare troppe battutacce sulla parola beaver nota un sacco di parti di cadavere. Ovviamente finisce anche lui preda degli squali. Kate potrebbe chiamare soccorso ma ovviamente non ha il telefono, così va a cercare il mezzo pazzo maniaco survivalista Carl (Robert Craighead, che ha avuto piccole parti in circa un miliardo di serie e telenovelas tra cui Beautiful, e ultimamente ha trovato la mecca in questi film di serie Z. L’abbiamo già visto in 2 Lava 2 Lantula e lo vedremo presto nel succulento Crabs!, coi granchi mutati dalle radiazioni di Fukushima) che diventerà presto il vostro personaggio del film preferito, non fosse altro per il fatto che odia tutti e ha della dinamite. Purtroppo neanche lui ha un telefono per chiedere aiuti, e ovviamente alla radio non ottengono nessuna risposta. Così la coppia decide di bonificare il fiume da sola, cercando di far esplodere gli squali insieme alle dighe.

Intanto, poco lontano un gruppo di impiegati di un’azienda informatica sono stati portati lì dall’antipaticissimo CEO Tanner (Jason London, forse il volto più noto del film – figuriamoci gli altri! Comunque l’avrete forse visto nei film per ragazzi della serie Weiner Dogs!) per rafforzare lo spirito di gruppo… e per distrarli mentre in sede sta procedendo a un drastico taglio del personale. Tra gli impiegati c’è varia umanità, ma i due personaggi che spiccano sono il disilluso e rassegnato Pullmann (Matt Mercer, discreto attore già nei due Contracted) e la gran lavoratrice Stella (Neka Zang), che si capisce subito finiranno per fare coppia e fronte comune contro il tirannico e irrazionale boss. Uno dei passatempi programmati per il viaggio aziendale è una gara su gommoni nel fiume… praticamente in bocca agli squali, quindi!

Dam Sharks

Altro che Katniss Everdiss…

Dam Sharks! non si esime dall’adempiere ad alcune delle classice regole dei film di squali di SyFy. Una bella ragazza in bikini si sta per tuffare da uno scoglio? Verrà presa al volo da un pescecane in salto! Due pescatori della domenica cercano di prendere salmoni usando un uncino? Mette malissimo per loro… Alcuni personaggi sembrano essersi salvati definitivamente dalla minaccia? Troveranno stupidamente un motivo per riavvicinarsi all’acqua e farsi divorare. Dam Sharks! è anche più cattivello della media per quanto riguarda questo ultimo punto, visto che le morti sono davvero numerose e in alcuni momenti inaspettate.

Dam Sharks

Sono o non sono Capitan Uncino?

Alla fine confesso di essermi divertito a guardare Dam Sharks. La seconda volta, la prima mi sono addormentato dopo venti minuti ma… ehi, ero stanco! Non voglio arrivare a dire che si tratti di un buon film, ma sicuramente è più guardabile della media dei prodotti del genere, grazie soprattutto a effetti un minimo curati che pur facendo schifo non ti fanno affermare “l’avrei potuto fare io con paint”. Ci sono i soliti problemi di squali che rimpiccioliscono o diventano enormi a seconda di come faccia comodo, ma diciamo che in una scala ideale che va da Zombie Shark a Lo Squalo di Spielberg arriva a totalizzare il punteggio “puntata di Walker Texas Ranger”. Non è male, dai. Ci si può accontentare. A questo punto spero in un seguito, visto che il finale è aperto e vuoi che questi stupidi  non continuino a gironzolare intorno al fiume?

Voto: squalo squalo mezzosqualo

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5 Comments

  1. Cassidy 29 October 2016
    Rispondi

    In effetti “Damn Sharks” sarebbe stato un bel titolo, ora però vogliamo “Dam Sharks vs Zombeavers” 😉 Cheers

  2. marco1946 29 October 2016
    Rispondi

    il prossimo film sarà SHARKAMIKAZE
    gli squali si faranno esplodere gridando “Allah is a shark!!!” e dopo la morte saranno allietati da 72 squalette vergini

    • michele 29 October 2016
      Rispondi

      In effetti è strano che non ci abbiano già pensato!

  3. Pietro 30 October 2016
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    Ma che…?! Titolo comunque assurdo ma geniale come questi squali assurdamente ingegnosi, però davvero vorrei conoscerli quelli della Asylum, per trovare il loro spacciatore, così se mi viene un’idea gli mando una e-mail 😀

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