Chiamatemi Cumbrùgliume – trenta anni di Grandi Magazzini

Come avrete notato da qualche settimana insieme ad altri blogger sto festeggiando alcuni trentennali di film che ci sono cari, da Cobra a Il Nome della Rosa, da Aliens a Grosso Guaio a Chinatown… Grandi film che ci hanno segnato. Ecco, anche questo, uscito nei cinema italiani il 31 Ottobre 1986, è un film che mi ha segnato. Per anni, ogni volta che passava sui canali Mediaset, mi sedevo sul divano davanti alla televisione a guardare Grandi Magazzini, ridendo come uno scemo alle battute più stupide in attesa di poter cantare la sigla di chiusura.

Mi rendo conto solo ora, dai commenti del video su Youtube, che Heather Parisi nella canzone canta solo due cose: “una patata” e “una banana”. Ora non so se questo vuole insinuare qualcosa, mi limito solo a segnalare che due dischi di gran successo della bella Heather si erano chiamati Cicale e Ginnastica Fantastica. Ecco.

Grandi Magazzin poster

Ma torniamo al film! Grandi Magazzini è il parto degli storici Castellano e Pipolo, che hanno firmato regia, soggetto e sceneggiatura. È un film corale come ce ne erano stati altri in quegli anni, ma credo che nessuno come questo potesse vantare un cast così ampio di star. È una sorta di who’s who della comicità italiana, ci sono Pozzetto e Banfi, Montesano e Villaggio, Boldi, De Sica, Teocoli, Manfredi, Ornella Muti, Heather Parisi, Leo Gullotta, Alessandro Haber, Laura Antonelli, Massimo Ciavarro, Gigi Reder, Michele Placido, Paolo Panelli, Riccardo Rossi, Pongo, Simonetta Stefanelli e tantissimi altri nomi e soprattutto volti noti al pubblico di quegli anni. Inoltre alcuni corpicini niente male, come quelli delle giovani Francesca Dellera, Eva Grimaldi, Sabrina Salerno…

Grandi Magazzini

Non male, non è vero? Il film racconta una giornata all’interno dei Grandi Magazzini G.M., con tantissimi sketch più o meno lunghi che hanno in comune solo l’ambientazione e null’altro.

C’è Evaristo Mazzetti (Montesano) addetto alle pulizie che accetta di sostituire un collega al reparto sanitari per fargli un favore, e finisce implicato in un’assurda storia di scambi di persona. In realtà il collega era il figlio del proprietario dei Grandi Magazzini in incognito, e aveva chiesto la sostituzione perché assillato da un creditore che minacciava di menarlo.

Grandi Magazzini Montesano

C’è Corrado Minozzi (Boldi), addetto alla sorveglianza a cui i ladri riescono a rubare di tutto sotto il naso.

C’è Fausto Valsecchi (Pozzetto), addetto alle consegne vessato e sfruttato, che finisce per accettare le avance di un ricco cliente omosessuale.

C’è Nicola Abatecola (Banfi), mendicante col sorriso che chiede la carità fuori dai Grandi Magazzini assieme alla figlia (Rosanna Banfi). C’è il vecchio attore alcolizzato Marco Salviati (Manfredi), c’è Antonio Borazzi (De Sica), che ha vinto un buono acquisto da 500000 lire e pretende di spendere la cifra esatta, né un centesimo più né uno meno, ci sono Turati e Nardini (Villaggio e Reder), due ex detenuti che cercano di truffare il grande magazzino fingendo che Villaggio sia un robot quasi umano in grado di fare di tutto che loro potrebbero vendere, c’è il commesso innamorato della vera Ornella Muti, c’è la cliente (la Parisi) che perde gli occhiali e non riesce a uscire dall’edificio e così via.

Grandi Magazzini

Il cast monstre era stato assemblato da Vittorio Cecchi Gori, che continuava ad assumere attori su attori anche mentre alcune scene del film erano già state girate. La sua volontà di avere il maggior numero di grandi nomi possibile portò ad avere un film lunghissimo, infinito, che nella sua versione originale toccava quasi le due ore e mezzo, una durata impensabile per un film del genere all’epoca. Castellano e Pipolo così tagliarono e ritagliarono, e in alcuni momenti la cosa è piuttosto evidente. Il film arrivò a durare un’ora e cinquanta circa e in quella versione arrivò nelle sale. In alcuni successivi passaggi televisivi è stata trasmessa la versione lunga, mentre in dvd è uscito nella durata cinematografica.

Rivisto oggi, il film rivela ovviamente tutti i difetti che al me stesso di dieci anni o meno apparivano invisibili. Alcuni sketch sono risibili, altre tremendamente datati, un paio rivelano una vena di razzismo o sessismo che oggi sarebbe inaccettabile… ma allora andava tutto bene.

Quello che continua a farmi ridere come uno scemo sono alcune battute e situazioni che sono ormai entrate nel mito. A Montesano in particolare è dedicato molto spazio, e alcune delle sua gag rimangono ancora oggi perfette. La scena di tentata seduzione della Antonelli è divertentissima e lo scambio “Chiamami Helèna” “E tu allora chiamami Evàristo” rimane immortale. Anche Pozzetto funziona molto bene (come quasi sempre in quel periodo), e anche lui ha un momento magico quando alla cliente che continua a dirgli di non aver paura perché il cane (tralaltro lo stesso alano di La Casa Stregata, era di proprietà dello stesso Pozzetto) è castrato risponde “ho paura che mi morda, mica che m’inculi”. Manfredi è elegantissimo ed autoironico anche quando fa l’ubriaco, Boldi ha un paio di momenti che vanno alla grande e anche De Sica ha il suo perché nella parte del burino.

grandimagazzini05

Altre scene, invece, sono da dimenticare. Banfi prova a giocarsi la carta dei buoni sentimenti con un mendicante stucchevole. Vedere i volti e la sintonia di Villaggio e Reder è sempre un piacere, ma il materiale a loro disposizione è risibilissimo. La Parisi non è un’attrice e si vede, la Muti è bellissima ma evanescente…

Grandi Magazzini

Nonostante questo, sarà l’effetto nostalgia o chissà che cosa, ma riguardare Grandi Magazzini mi ha fatto davvero piacere. E sapete che c’è? Se lo ritrasmettessero in tv probabilmente lo guarderei di nuovo. Per la mia generazione resta un mito 🙂

Voto: ***

10 comments to Chiamatemi Cumbrùgliume – trenta anni di Grandi Magazzini

  • Cassidy  says:

    “anche io compro ai grandi magazzini!” ti giuro che quella frase mi fa ancora ridere oggi ;-D Mi spiace non aver avuto il tempo di unirmi alla festa, ma mi sono goduto questo tuo post celebrativo, per un film che snocciolava battute mitiche a cadenza regolare, quasi quasi stasera mi riguardo questo, altro che horror di Halloween 😉 Cheers!

    • michele  says:

      Anche io purtroppo ho avuto tempo di scrivere solo una cosa veloce, all’ultimo momento, ma mi sembrava giusto concedere almeno un piccolo omaggio a questo mito 😉 Grazie del commento e della condivisione!

  • rajin87  says:

    La mia infanzia, diamine.

    • michele  says:

      La nostra infanzia 😀

  • Enzo  says:

    «Anche Bonanni compra ai Grandi Magazzini» <3

    • michele  says:

      E insomma questo filmetto l’abbiamo nel cuore veramente tutti 🙂

      • Enzo  says:

        Vogliamo parlare dell’«esticazzi» da antologia di Panelli? <3

  • Pietro  says:

    Troppo forte questo film, la scena del cane poi è davvero fantastica 😀

    • michele  says:

      Una delle mie preferite 🙂

  • benez256  says:

    Un super film! Essendo cresciuto in un mare di Grandi Magazzini, Yuppies, I Pompieri e via dicendo ogni volta che leggo di queste perle mi viene la lacrimuccia…

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