Saturday is sharkday #10: 90210 Shark Attack

90210 Shark Attack

Spero che mi perdonerete se questa recensione non parlerà molto di squali. Non perché in 90210 Shark Attack non si vedano squali, intendiamoci: anzi se ne vedono a bizzeffe, molti di più che in quasi tutti gli altri filmacci che ho recensito in questa rubrica. Il fatto è che quello che importa veramente non sono gli squali. Ma voglio arrivarci con calma, partiamo dal regista.

David Decoteau

David DeCoteau è un vero veterano del cinema di serie B. Lavora in questo mondo da quando nel 1980, a 18 anni appena compiuti, venne assunto da sua maestà Roger Corman come assistente alla produzione nella sua New World Picture, dove ha avuto modo di collaborare con nomi poi divenuti famosissimi praticamente a tutti, come James Cameron. Contrariamente al regista di Titanic, però, l’ambizione di DeCoteau non era star dietro la macchina da presa, ma… dietro una scrivania, come produttore e distributore. Il fatto è che per distribuire dei film devi prima avere dei film realizzati, e così intorno alla metà degli anni 80 decise di mettersi alla prova anche come regista, per essere in grado un giorno di fare tutto da solo. Il modo più semplice per iniziare era il mondo del porno, hard o soft che fosse. Tra il 1985 e il 1987 DeCoteau mise la propria arte al servizio di titoli come Making it Huge, Never Big Enough, Revenge of the Babes, sotto gli pseudonimi David Doe o David McCabe. Nel 1986 arrivò la prima vera possibilità con un film su commissione per Charles Band, produttore di robaccia come FilmGore, che gli affidò Dreamaniac – Sogno Maniacale, che nelle intenzioni voleva essere una risposta low cost a Nightmare ma… insomma, non andò proprio bene allo stesso modo. Uscì però anche in Italia, e non è poco, e soprattutto dette il via ad una carriera che ad oggi conta ben 127 film (porno compresi) come regista, con il principale picco di Creepozoids (non esattamente Quarto Potere).

Creepozoids DeCoteau

Ovviamente DeCoteau è in seguito riuscito a realizzare il suo sogno diventando davvero produttore e distributore con la sua Rapid Heart Pictures, che distribuisce soprattutto (o più probabilmente esclusivamente, non mi va di controllare) i suoi film. In ognuno dei quali, che siano horror, commedie, fantasy, western o film in costume, il DeCoteau touch (oddio che cosa brutta ho detto) è visibilissimo.

Ma qual è il DeCoteau touch? È presto detto… lynghe scene vagamente omoerotiche di uomini dai fisici iperscolpiti che fanno la doccia, nuotano, fanno pesi o comunque mostrano il fisico. Avete presente le docce di Edwige Fenech nei film degli anni 70 con Lino Banfi e Alvaro Vitali? Ecco, simili, ma più lunghe e sempre fermandosi prima di mostrare la nudità completa.

90210 Shark Attack

Non fatevi ingannare dalla locandina di 90210 Shark Attack, anche questa è un’altra cosa tipica di DeCoteau: belle ragazze nel poster, maschioni dentro il film. Che intendiamoci, non è un film a tematica omosessuale (solo un paio dei suoi film lo sono, in particolare il suo progetto del cuore Leather Jacket Love Story – del 1987), anzi, tutti i personaggi sono etero e ci tengono a dirlo, ma evidentemente strizza l’occhio da quella parte… Il film, sostanzialmente, è una sequela di docce, nuotate in piscina, uomini spiati, maschioni che camminano senza maglietta per lunghi corridoi o all’esterno della villa dove si svolge tutto.

Si, è un film di squali che si svolge completamente dentro o appena fuori una villa, ma ci torneremo, non temete…

Non sono molti i film di DeCoteau che ho visto (confesso di essere incuriosito da Bigfoot vs. D.B. Cooper, spero lo recensisca Il Zinefilo prima che ci posa mettere le mani :D), ma in ognuno di essi emerge una visione del sesso esteriorizzante ma estremamente pudica. Tanti corpi seminudi ma nessuno nudo davvero, scene di sesso solo suggerite e mai mostrate, personaggi che esplicitamente invitano a giochi a tre, che hanno relazioni con donne che hanno il triplo dei loro anni, che si ubriacano e si toccano… ma tutto resta un gioco solo accennato, le dichiarazioni d’amore sembrano uscite da un libro per tredicenni e persino i baci si risolvono in labbra che si sfiorano appena. Ci si potrebbe scrivere un trattato, se non fosse che si tratta di DeCoteau, non certo di Spielberg, e allora chissenefrega.

90210 Shark Attack

Non pensiate di vederli scopare

Devo decidermi a dirvi qualcosa su 90210 Shark Attack, ma c’è talmente poco da dire che preferisco parlare del titolo. Avete notato che comincia con un numero, vero? Bene, guardate la pagina IMDB di DeCoteau: quanti sono i film che cominciano con un numero? Decine! 3 Scream Queens, 2 Voodoo Academy, 666: Kreepy Kerry, 3 Wicked Witches e almeno una dozzina di film che cominciano con 1313. Questo non perché DeCoteau è appassionato di numerologia e vuole farcelo pesare, ma semplicemente perché così i suoi film appaiono sempre ai primi posti nelle liste di Netflix. È o non è un genio.

Ok, non è un genio. Ma mi sta simpatico. Almeno finché non sono costretto a cominciare a parlare del suo film.

90210 Shark Attack

Lo sguardo dell’ammmore

Il fatto è che 90210 Shark Attack è veramente una tragedia. Comincia con tre minuti di scene di repertorio rubate qua e la ed accompagnate da un sottofondo ripetitivo ma esilarante di synth anni 80, con immagini di Beverly Hills, spiagge, squali che nuotano sott’acqua, squali ricostruiti male in 3D, nuvole e cielo azzurro, le palme nelle strade di Beverly Hills, altri squali dentro vasche e così via. Poi arriviamo ad inquadrare una bella villa con piscina e un sacco di fontane, e il film può iniziare. Una bellissima ragazza e un bellissimo ragazzo, entrambi sorridenti e poco vestiti, entrano dalla porta, una scena che sembra l’inizio di un porno (lo dico per sentito dire, mai visto un porno in vita mia!). La coppia corre in camera lasciando una borsa a terra e la porta aperta. Arriva un’altra coppia di ragazzi appena meno belli, poi una signora più anziana e infine un’altra ragazza e un ragazzo. Il cast del film è tutto qui, presentato nel primo minuto dopo i titoli di testa.

Scopriamo lentamente che i ragazzi sono studenti e la signora (che è Donna Wilkes de Lo Squalo 2!) la loro professoressa di antropologia oceanica. Non sapevo che una materia del genere esistesse, ma sono ignorante quindi ok. Il motivo della trasferta nella villa è un corso sul campo che permetterà di ottenere crediti extra, con escursioni in barca sul mare per motivi che non ho capito bene ma che comunque non sembrano importanti ai fini della trama. Quello che conta è la PRIMA SCENA INQUIETANTE! E con inquietante non intendo horror. Al minuto dieci, più o meno, uno dei ragazzi comincia a nuotare in piscina, e una delle ragazze (la secchiona del gruppo, Rachel Rosenstein, che comunque è una gnocca dal bel culo ed ha recitato in Sharkproof, che dalla locandina mi urla GUARDALO!) lo guarda ammirata. Scena di lui che nuota, scena di lei che lo guarda ammirata. Scena di lui che nuota, scena di lei che lo guarda ammirata. E così via. Per tre minuti. Accompagnato da un’altra musichetta ripetitiva ed inquietante.

Donna Wilkes

Dopo qualche altra lungaggine (tipo maschioni e belle ragazze che camminano per lunghissimi corridoi) e altri dodici inserti di scene di repertorio, altri squali, altre palme, ancora squali (ehi, ma sono gli stessi di prima!), ecco che la trama comincia a prendere forma! La ragazza apatica del gruppo, Alyssa (Stephanie Shemanski, carinissima ma completamente inespressiva), è figlia di un antropologo oceanico famosissimo scomparso in circostanze misteriose. Il papà era noto anche per sfuttare la credulità dei popoli più semplici per ottenere un profitto, e quando è scomparso si trovava presso una tribù che adorava un grande squalo bianco in Messico (???). La povera Alyssa non si è ancora ripresa, soffre di amnesia e non si capisce perché voglia partecipare a un corso di antropologia oceanica. Comunque ha un dente di squalo al collo con il quale giocherella sempre, e la professoressa vuole diventare sua amica. Nei dialoghi tra le due ci sono delle vere perle di tatto e sceneggiatura. La prof le dice che pensava che avesse accettato di partecipare al corso perché ormai si sentiva meglio rispetto a quello che era successo, e quando Alyssa le risponde che il corpo del papà non è mai stato trovato e non ha avuto alcuna risposta, la prof replica “tutto quello che so sull’oceano è che non restituisce i suoi segreti”. Prima cosa, gran modo di tranquillizzare una ragazza angosciata. Seconda cosa, sei una professoressa di antropologia oceanica e conosci solo questo? Vabbè.

Dopo altre sessantasette scene di repertorio con squali già visti dodici volte capiamo che c’è qualcosa dietro! Uno dei ragazzi è fidanzato con la vecchia prof, che in realtà è una finta prof! Il suo scopo è scoprire la verità sulla morte del papà di Alyssa, scriverci un bestseller e trarne un film. Piano infallibile! Ma come ha fatto a farsi assumere nella scuola? Forse perché non esistono molti professori di antropologia oceanica? È un’ipotesi.

Ma andiamo avanti… con docce e scene di repertorio. Finché più o meno al minuto 45 succede l’impensabile: la prof e metà dei ragazzi escono per la spedizione, rimangono nella villa Alyssa e i due studenti più goderecci che la sera prima si erano ubriacati. Il ragazzo decide di fare un tremendo scherzo ad Alyssa e provare a sedurla per finta, riesce a baciarla dichiarandole il suo amore e… metà del corpo di Alyssa si trasforma in uno squalo, che divora metà del corpo del poveretto, mentre l’altra ragazza riprendeva la scena col telefonino.

90210 Shark Attack

Si, succede questo

Si, l’attacco dello squalo a Beverly Hills è questo. Non ci sono scene in barca, non ci sono squali che saltano e neppure che escono dalle fontane riprese settantacinque volte. Quando gli altri tornano nella villa dopo l’escursione vengono affrontati uno a uno da Alyssa che si trasforma per metà in squalo, con un effetto di computer graphic completamente assurdo.

Perché?

Faccio veramente fatica a capire se considerare questo film un classico del trash o una roba da prendersi a mattonate sui coglioni, perché 90210 è veramente, VERAMENTE noioso. Talmente noioso che quasi fa il giro, e vedere per la centoquarantacinquesima volta la stessa scena rischia di diventare bello. Non succede niente, succede male, gli attori recitano da cani e quello che interessa a DeCoteau sono solo le docce e le nuotate dei protagonisti. Il film dura settantacinque minuti, di cui tre sono di titoli di testa, cinque di titoli di coda e almeno altri quindici sono occupati da scene di repertorio che si ripetono, quanto resta di girato vero? DeCoteau si vanta di essere in grado di girare un film in tre giorni, e ora comincio a capire come abbia fatto a girarne 38 (TRENTOTTO!) tra il 2011 e il 2014. Mi preoccupa un po’ che nel 2015 si sia fermato, forse non stava bene… comunque nel 2016 ne ha già girati otto, quindi posso tranquillizzarmi.

Rachel Rosenstein 90210 Shark Attack

Tranqulla… tranquilla!

Insomma, che fare? Mi sento di consigliare sicuramente i film a chi vuol vedere degli uomini seminudi sotto la doccia (senza sapone) o in una piscina e ai fan delle scene di repertorio. Per il resto non so che dire, per una volta sono rimasto senza parole e quindi mi sembrava doveroso dedicare al film una recensione che di parole ne conta duemila.

Vorrei lasciarvi con una citazione, dopo che Alyssa si è magnata la prima vittima e la prof entra in camera sua chiedendole se vuole scendere per cena.

– Hai fame?
– No, stranamente mi sento sazia.

In qualche modo DeCoteau è riuscito a saziarmi. Ora però vado a riguardare Lo Squalo per depurare la mia anima.

Voto: qmark

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5 Comments

  1. marco1946 20 November 2016
    Rispondi

    Prossimamente sugli schermi italiani: SHARKJUVENTUS, squali a strisce bianconere che ingoiano i campionati uno dopo l’altro

    • michele 20 November 2016
      Rispondi

      Sono sempre più convinto che dovrebbero assumerti alla Asylum

  2. Pietro 20 November 2016
    Rispondi

    Ma che davvero?! cioè va bene tutto ma questo proprio no, assolutamente no!
    Comunque grande Marco 😉

  3. Lucius Etruscus 21 November 2016
    Rispondi

    Leggendoti scopro di aver avuto un “contatto” con questo terrificante regista pur senza conoscerlo, cioè quando ingannato dalla presenza di Cynthia Rothrock e dalla tematica marziale mi sono visto “Badass Beatdown”, con i suoi ragazzotti mezzo nudi eternamente sotto la doccia con Cynhia che li spia!
    La storia deciderà se questo regista è un genio… o il genio del male!
    https://ilzinefilo.wordpress.com/2016/06/05/badass-showdown-2013/

    • michele 21 November 2016
      Rispondi

      Ahahah, ho letto la recensione, in effetti il suo tentativo di realizzare i film più gay del mondo pare essere andato a buon fine 😀

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