Saturday is Sharkday #12: Shark Tale

Non è vero che tutti gli squali sono da temere in quanto divoratori di uomini! Anzi, non è vero neanche che tutti gli squali sono divoratori di pesce! Il film di oggi ci dimostra che esistono anche squali vegetariani, bonaccioni, che hanno come unico desiderio il vivere in pace senza far male a nessuna altra creatura vivente…

SHARK TALE

Shark Tale

Il protagonista del film di questo squali è un trucidatore di squali, uno SHARKSLAYER, come diceva il titolo originale di lavorazione. Un.. pesce pulitore. Spazzabalene, per la precisione. Oscar (a cui da la voce Will Smith) è solo un piccolo ingranaggio della grande impresa di lavaggio balene del pesce palla Sykes (Martin Scorsese, con tanto di sopracciglioni), ma ogni giorno cerca di inventarsi una nuova idea per avere successo, diventare ricco e arrivare in cima al reef. Invano Angie (un pesce angelo innamorata di lui, con la voce di Renée Zellweger) cerca di dimostrargli che non è il successo a dare la felicità, Oscar non la ascolta. Allo stesso modo Don Lino, il boss della locale cosca squalesca a cui da la voce Robert de Niro, non riesce a farsi ascoltare dal figlio Lenny (Jack Black), che dovrebbe succedergli a capo della mafia ma è debole, segretamente vegetariano, non vuole far male a nessuno. Non come l’altro figlio, Frankie, che invece è un vero squalo. Frankie viene così incaricato di insegnare a Lenny come si fa ad essere davvero squali, e nel loro addestramento incontrano proprio Oscar… Lenny non ce la fa proprio a provare a divorarlo, così è Frankie ad attaccarlo. Sembra finita per il pesciolino… ma un’ancora caduta dall’alto mette ko lo squalo, che esala il suo ultimo respiro. Mentre Lenny si allontana più in fretta che può, Oscar si ritrova seduto sopra il cadavere dello squalo, acclamato da tutti come Sharkslayer e difensore del reef contro le più terribili minacce che si possono trovare sotto i mari.

Shark Tale

Circa un anno prima c’era stato Alla Ricerca di Nemo, uno dei film di maggior successo della Pixar, che al tempo divenne il film d’animazione dall’incasso più alto della storia. Anche in Nemo un pesce piccolino si trovava ad avere a che fare con dei terrificanti, enormi squali che volevano ribellarsi all’idea di dover mangiare carne e desideravano diventare vegetariani, e come successo qualche anno prima con Z la Formica seguito ad A Bug’s Life, la Dreamworks si trovò in qualche modo ad ispirarsi (diciamo così) ai rivali proponendo la loro versione di film sottomarino. Ovviamente in questo caso le similitudini erano molto minori della volta precedente, ma le polemiche non mancarono…

Shark Tale Finding Nemo

Quale vi spaventa di più?

Shark Tale (come del resto Z la Formica) prendeva forse spunto nell’ambientazione, ma declinava la trama in maniera completamente diversa. I film della Dreamworks di quel periodo puntavano su una doppia lettura, con gag accessibili ai più piccoli e richiami evidenti ad altri film come strizzate d’occhio per gli adulti. In questo caso c’è Lo Squalo (ovviamente), ci sono evidenti richiami ad una satira della modernità ma soprattutto c’è Il Padrino.

È davvero una grande idea fare un film d’animazione per ragazzi che è una parodia di un classicissimo del cinema ma rigorosamente per adulti, e uscito trenta anni prima? La risposta migliore, probabilmente, è ni. Il pubblico ha comunque apprezzato il film. Eravamo in un periodo dove la novità dei film di animazione in computer graphic era ancora di grande richiamo per molti, e sebbene la tecnica di A Shark Tale non fosse certo stupefacente come quella pixar, gli incassi furono comunque buoni. Non eccezionali, ma buoni, tanto che si vociferò da più parti di un possibile sequel che invece non è mai arrivato, e arrivò invece il clone dell’imitazione, ovvero The Reef – Amici per le pinne, mediocrissima pellicola d’animazione coprodotta da USA e Corea del Sud e uscita direttamente in DVD.

Shark Tale

La critica, invece, è stata prodiga di stroncature. In effetti l’animazione di Shark Tale non è certo allo stato dell’arte, non lo era allora e sicuramente oggi i difetti sono ancora più evidenti. I personaggi sono tutti adulti, hanno problemi da adulti (debiti con la malavita, triangoli d’amore con pescioline interessate solo al denaro, manie di protagonismo…) che stonano un po’ con il tono generale, molto semplicistico e carino del film. Alcune gag colgono nel segno, altre sembrano lasciare un po’ il tempo che trovano. In generale la mancanza principale è una certa indecisione generale, se i registi avessero voluto spingere forte nel lato parodistico avrebbero dovuto forse mettere in piedi un Reef più oscuro, dove la paura della mafia squalesca fosse più palpabile, invece tutto sommato sembra che questo pericolo sempre incombente sia vissuto da tutti con una certa tranquillità. Per accontentare tutti, la Dreamwork finisce per non accontentare davvero nessuno.

Shark Tale

Dove Shark Tale funziona benissimo è invece nel comparto sonoro. Le voci dei protagonisti sono riconoscibilissime, mai troppo marcate e danno vita a siparietti divertenti (Scorsese mi ha fatto ridere più di una volta anche durante il ripasso odierno del film). Will Smith è efficace come protagonista, la Jolie fa ottimamente quello che all’epoca era il suo ruolo, la femme fatale, e così tutti gli altri membri del cast. Anche la colonna sonora, ricca di pop e divertente r&b, funziona alla grande. Un’avvertenza: se proprio dovete cercate di guardare il film in originale, visto che in italiano Oscar è doppiato da un Tiziano Ferro completamente fuori luogo, Lenny da un Luca Laurenti che fa le sue solite vocette, Angelina Jolie è sostituita da Luisa Corna e via dicendo. Come avrebbe detto il Prof. Fontecedro, disgustorama. Comunque, evitabile. Nonostante gli squali.

Voto:  squalo

P.S. Per un altro punto di vista su uno dei film squaleschi già recensiti in questa rubrica, leggete la recensione di Shark Lake de Il Zinefilo!

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1 Comment

  1. Pietro 4 December 2016
    Rispondi

    Ahah…è pur sempre un film sugli squali però dai non esageriamo, comunque è forse l’unico dove non li vorrei tutti morti 😀

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