Nuvolette #07: 14/12/2016 – vecchi e nuovi Dylan Dog e Dragonero

Una settimana a fumetti dedicata interamente alla Bonelli! Ho letto anche un’importantissima graphic novel italiana che probabilmente è il fumetto più bello dell’anno, ma preferisco parlarvene prossimamente, in un post a parte… Oggi tocca a Dragonero, Dylan Dog Old Boy e Color Fest!

DRAGONERO #43 – L’orrore di Teoan

Dragonero 43

Sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Alfio Buscaglia

Che Dragonero resta mese dopo mese una delle mie testate preferite ormai lo sapete, così come saprete probabilmente che la serie da il suo meglio quando si fa di respiro più ampio rispetto al solito, e la trama dell’episodio sembra offrire delle piccole svolte in quella orizzontale dell’intera opera. Così una storia che sembra più piccola rispetto alle altre, un problema non bene identificato in un’isola poco lontana dall’abitazione dei protagonisti, finisce per riportare all’attenzione un tema molto caro alla letteratura fantasy, quello del destino. Un destino che si può lottare ma non sconfiggere, in molti casi, e che sembra avere piani ben precisi anche sul futuro di Ian Aranill. L’ultima vignetta si chiude con una sorta di cliffhanger, espediente non comunissimo in casa Bonelli, e fa pensare che ne riparleremo nei prossimi numeri. Spero in un ciclo importante, e non vedo l’ora!

Voto: ****

DYLAN DOG COLOR FEST #19 – Favole Nere

Dylan Dog Color Fest

La ragazza che moriva ogni notte

Sceneggiatura: Mauro Uzzeo
Disegni: Alberto Pagliaro

La regina di polvere e stracci

Sceneggiatura: Federico Rossi Edrighi
Disegni: Isabella Mazzanti

Il tuo amore, il mio odio

Sceneggiatura e disegni: Nicolò Pellizzon

Si è molto parlato dell’ultimo Dylan Dog Color Fest soprattutto per le polemiche suscitate su facebook dall’ultima storia, quella scritta e disegnata da Nicolò Pellizzon, che da molti è stato giudicato incapace di disegnare o addirittura indegno di una testata così importante. Partiamo quindi dalla fine: la piccola fiaba nera che ci porta in un collegio femminile forse infestato e forse no a me è piaciuta moltissimo per i disegni, che ho trovato perfettamente intonati al tema. Si parlava di favole nere, e lo stile apparentemente semplice ma disturbante, coloratissimo ma malato di Pellizzon rappresenta un ideale trait d’union tra atmosfera sospesa e incubo. Semmai è la storia che mi ha fatto storcere un po’ il naso, il suo Dylan Dog mi è sembrato estremamente distante nell’atteggiamento dal personaggio che conosciamo così bene, e non ho sinceramente capito se la cosa è voluta o è un segno di distanza proprio dell’autore. Ho trovato invece splendida la prima storia di Uzzeo e meravigliosi i disegni di Pagliaro. Un viaggio infernale che mi ha ricordato certe immagini dell’Hercules disneyano con influenze della Santa Muerte messicana, e tavole ed architetture che nella prima parte mi hanno ricordato certe illustrazioni del mondo di Discworld. Il tutto incredibilmente coerente! Il talento di Federico Rossi Edrighi costruisce invece una fiaba piuttosto classica che non teme di citare topoi del nuovo corso Dylaniano. I disegni della Mazzanti sono appropriati all’atmosfera in qualche modo romantica costruita, ma non li ho apprezzati fino in fondo. Nel complesso, un Color Fest sopra la media!

Voto: *** 3/4

MAXI DYLAN DOG OLD BOY #28

Dylan Dog Old Boy

Mezzanotte di Fuoco

Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Piccatto & Massaglia

Svegliarsi Ieri

Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Daniele Bigliardo

Cuore di Mamma

Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Alessia Martusciello

Romeo e Giulietta devono morire!

Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Valentina Romeo

La camera blindata

Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Fabrizio Russo

La Rapina

Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Alessia Martusciello

Se il Color Fest è da sempre luogo d’elezione di esperimenti narrativi e stramberie, il Dylan Dog Old Boy dovrebbe essere quello della conservazione, ancora di salvezza per tutti i nostalgici del vecchio corso che non sopportano di vedere Dylan con il telefonino, Bloch in pensione e via dicendo. Non necessariamente però l’aderenza a vecchi schemi deve significare avventure banali e già lette. Giovanni Di Gregorio dimostra nelle prime due storie (che per fortuna occupano la maggior parte del volumone) che in qualsiasi contesto lo si inserisca il vecchio Dylan può avere ancora qualcosa da dire. Mezzanotte di Fuoco è un viaggio in un inferno western tutto sommato non innovativo, ma caotico e divertente, pieno di invenzioni visive e di omaggi più o meno espliciti. Svegliarsi Ieri è un altro viaggio, questa volta nel passato di Dylan Dog, con citazioni agli albi più famosi della serie e qualche piccola forzatura intelligente che serve ad inserirvi la trama di questo viaggio all’indietro, ovviamente a lieto fine. Entrambe le storie sono disegnate benissimo e sono motivo sufficiente per definire impedibile questo Maxi Dylan Dog Old Boy. Sulle altre storie di Gualdoni stenderei un velo pietoso. Ignoratele e sarete contenti 🙂

Voto: ****

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2 Comments

  1. mikimoz 14 December 2016
    Rispondi

    Dei Maxi Dyd e analoghi non ho mai capito perché non far uscire quelle storie mensilmente… che poi magari la storia ufficiale del mese fa cagare.
    Il Color Fest ha suscitato tutte quelle polemiche? Ora sono curioso di vedere sti disegni 🙂

    Moz-

  2. michele 14 December 2016
    Rispondi

    Se sei curioso di sapere qualcosa di più sullo stile (grafico e narrativo) di Pellizzon, ti consiglio questo articolo -> http://www.discorsivo.it/rubrica/2016/06/30/disturbante-mondo-fumetti-nicolo-pellizzon/

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