Pet: donna in gabbia!
Recitazione 7
Regia 7
Storia 6
Musiche 6
Fotografia 8
Fattore WOW 8

Maschio dominante, femmina sottomessa. Quale film migliore da recensire l’8 Marzo di questo Pet? Trama in breve: lo hobbit eroinomane di Lost, evolutosi in tenero, introverso e solo vagamente sociopatico inserviente di canile, si innamora di una ex compagna di liceo incontrata sull’autobus. Lei non lo caca e fa anche un po’ la stronzetta, lui ..

Summary 7.0 BELLO
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Pet: donna in gabbia!

Maschio dominante, femmina sottomessa. Quale film migliore da recensire l’8 Marzo di questo Pet?

Pet Poster

Trama in breve: lo hobbit eroinomane di Lost, evolutosi in tenero, introverso e solo vagamente sociopatico inserviente di canile, si innamora di una ex compagna di liceo incontrata sull’autobus. Lei non lo caca e fa anche un po’ la stronzetta, lui digievolve ancora in stalker e visto che le cose non migliorano, e lei lo fa menare anche dal suo ex, la rapisce e la rinchiude in una gabbia del canile. Il tipico film romantico a lieto fine, insomma. Tenete poi conto che gran parte del film è stato girato nello stesso studio di Saw, un chiaro omaggio al cinema di James Wan. Che tipo di film vi aspettate?

Pet Dominic Monaghan

Not Penny’s film?

Ecco, scordatevelo. Da dopo la metà del film Pet si rivela essere qualcosa di completamente diverso, con almeno un paio di ribaltamenti sorprendenti ed un finale bastardo, inaspettato e convincente.

Come tutti i film con cast così piccoli e ambientazioni così racchiuse, Pet non potrebbe funzionare senza un duo di protagonisti convincente. Monaghan è ormai da tempo impegnato a mettersi in luce in piccole ed interessanti produzioni horror/thriller: l’abbiamo visto nell’intrigante The Day e nel sottovalutato I Sell the Dead, ma qui da veramente il meglio di sé. Fin dall’inizio non sappiamo se dobbiamo provare empatia per lui (per la mancanza di amici, per il rapporto che ha con gli animali, per il modo impacciato e a suo modo anche un po’ tenero di provare davanti allo specchio le cose da dire alla donna di cui si innamora) o averne paura. Stessa cosa succede con Ksenia Solo, ma moltiplicata per cento. La figlia di Han Solo (Kylo Ren puppacelo) si mostra fin dall’inizio come la classica stronzetta che al liceo faceva il capo delle cheerleader, si faceva sbavare dietro ma ora alle soglie dei 30 anni non ha sposato il campione della NFL come sperava ma anzi è sola, l’ex fidanzato è un barista ubriacone e manesco e il lavoro da cameriera non la soddisfa. Il modo in cui tratta Charlie Seth è veramente odioso, non si ricorda il suo nome e lo guarda fin dall’inizio con un’aria di sufficienza e superiorità da far quasi venire il rimpianto che la gabbia in cui viene rinchiusa non sia più stretta. Ho detto quasi. E fino a un certo punto. Comunque, la giovane attrice nota soprattutto per ruoli televisivi (Orphan Black, Lost Girl, TURN…) è più brava di quanto fosse lecito supporre, e non mi stupirebbe vederla in un prossimo futuro in altri ruoli horror/indie anche più importanti.

Pet Ksenia Solo

Babbo Han, ti aspetto, vieni a salvarmi! Sono più brava del mio fratellino!

Il regista, Carles Torrens, viene da tanti corti (uno, “M is for Mom”, è entrato in ABC’s of Death 2,5) e da un film del 2011 che non ho proprio idea di come sia. Dimostra una mano sicura e non fa vedere troppi guizzi, ma non ce n’era granché bisogno in un film così. Quello che mi fa essere ottimista sul suo futuro è l’attenzione ai dettagli, dalla colonna sonora agli oggetti di scena, dai movimenti delle mani degli attori agli schizzi di sangue nelle scene gore. Tutto è studiato in maniera certosina, insomma si vede che il Carles ci tiene. IMDB dice che ha in preparazione un progetto sulla Santeria. Boh. Chissà. Lo sceneggiatore invece è Jeremy Slater (nessuna parentela con Christian?). Pensavo che a uno che ha scritto il film sui Fantastici Quattro (anche se sostiene che poi nel film finito sia arrivato ben poco della sua sceneggiatura) a mio parere dovrebbe essere impedito di riprendere una penna in mano per tutto il resto della sua vita, ma in qualche modo Slaterino mi ha fatto cambiare idea. Pet non è un capolavoro ma funziona bene, ha le svolte giuste nei momenti giusti ed in generale mi fa essere più ottimista sul suo prossimo Death Note. Staremo a vedere! Intanto cercatevi Pet, è bello gustoso e potrebbe stupirvi! Enjoy!

Pet Dominic Monaghan Ksenia Solo Carles Torrens

Pet: un film dove si ride!

Voto: *** 1/2

Se non vi ho convinto io, forse potreste leggere le recensioni di:

La Bara Volante
Il Bollalmanacco di Cinema
Combinazione Casuale
Il Giorno degli Zombi
Meglio Saperlo Prima

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2 Comments

  1. Cassidy 8 March 2017
    Rispondi

    «La figlia di Han Solo (Kylo Ren puppacelo)» Su questa sono morto dal ridere 😉 Il mio parere lo conosci e ti ringrazio per la citazione, il regista è uno da tenere d’occhio e poi hai ragione anche su “I Sell the Dead” che era veramente uno spasso 😉 Cheers!

    • michele 8 March 2017
      Rispondi

      Un film da rivalutare, quasi quasi lo riguardo!

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