Maledetta mosca di merda

Maledetta mosca di merda

Maledetta mosca di merda, un mio nuovo racconto tragicomico scritto per Razione ILZ! Era un’idea che mi ronzava (ahahah) per la testa da un po’, ispiratami dalla comicità slapstick di Stanlio e Ollio e Buster Keaton… Commenti, come sempre, graditi 🙂

Maledetta mosca di merda

Dopo una giornata di lavoro faticosa passata tra clienti rompiscatole, superiori incapaci e inconvenienti imprevedibili, niente mi dà più soddisfazione che sedermi in veranda a leggere il giornale o un buon libro, godendomi il vento fresco che si leva a sera anche in queste caldissime giornate estive. Sono i piccoli piaceri quotidiani che mi danno la forza per andare avanti, sono le piccole ma salde ancore di salvezza che mi consentono di non cedere a malumori, rancori, rabbia. Il saluto di un amico, un sorriso, un tramonto, o il rito quotidiano del giornale in veranda, appunto. La mia sedia preferita mi aspetta, ha più anni di me ed il cuscino è anch’esso vecchio e rattoppato, ma non lo cambierei per nulla al mondo. Ormai ha preso la mia forma, sedermi è come perdersi in un abbraccio capace di lenire dolori e stanchezze. Ognuno dovrebbe avere una sua sedia preferita.

Stasera ho tempo da dedicare a me stesso. Ho un bel bicchiere di tè freddo al limone per dissetarmi, mentre per la mia mente ho portato l’ultimo romanzo di Robert Sawyer, il mio autore di fantascienza preferito, e il quotidiano che in ufficio ho avuto modo solo di sfogliare distrattamente. Meglio iniziare da quello, se comincio a perdermi in storie di mondi futuri migliori di questo e contatti alieni, poi non ne esco più finché non sono arrivato in fondo. Prendo in mano il corriere e leggo attentamente la prima pagina. Una volta la lettura del quotidiano mi provocava incazzature e preoccupazioni, ma adesso non è più così. Forse sono più vecchio e saggio, ho imparato ad ignorare gli orrori della cronaca ed il teatrino della politica. So riconoscere una notizia vera da una verosimile, il gioco delle parti dalle vere divisioni all’interno di partiti e coalizioni. Mi concentro sugli editoriali dei giornalisti che apprezzo di più, sulle notizie dall’estero, sulle pagine culturali che una volta ignoravo per fiondarmi subito sullo sport. Anche per leggere un quotidiano servono una strategia ed un allenamento.

La giornata è stata molto calda, e come sempre quando si avvicina il tramonto qualche insetto si avvicina. Ecco, se c’è una cosa che mi disturba è il ronzio delle mosche vicino al viso. Mi alzo dalla sedia con uno sbuffo e vado ad accendere uno zampirone. So che non è il massimo e che rende l’aria un po’ meno gradevole, ma quantomeno allontanerà qualche creatura fastidiosa. Mi rimetto a sedere e riapro il giornale.

La situazione politica negli USA avrà certo una influenza notevole sull’andamento dell’economia europea, ma ancora è troppo presto per capire se dopo la botta iniziale le cose andranno meglio o peggio. Troppe variabili in gioco perché le previsioni abbiano un vero valore. Ecco, una previsione invece molto facile da fare è quel ronzio che sento ancora nell’orecchio, una delle mosche di prima, che evidentemente ha sviluppato una certa immunità allo zampirone. Anzi, sembra quasi che le piaccia. Sta volando proprio in mezzo al fumo, tutta contenta, la maledetta. Ora viene verso di me, attratta dal mio naso. Vattene, maledetta, lasciami leggere in pace. Agito la mano e lei si allontana. Riprendo il Corriere, apro alla terza pagina, e riecco il ronzio. Ok, devo passare alle maniere forti.

Piego il giornale in tre parti, mi alzo in piedi. Dove è andata? Eccola, appoggiata alla colonna. Pensi di essere furba, ma non mi sfuggirai! Mi avvicino lentamente, passo dopo passo, lei si sfrega le zampette anteriori, ignara di tutto. Alzo il braccio pronto a colpire, ho letto qualche tempo fa che bisogna avvicinarsi alla mosca da dietro, altrimenti lei si accorge del colpo in arrivo e vola via. E…. SBAM! Colpisco la colonna ma la mosca non c’è più. Ecco, ho trovato l’unica con gli occhi anche dietro. Dove è finita? Mistero. Forse l’ho spaventata, lo zampirone evidentemente non poteva bastare, ma in combinazione col giornale la vittoria è stata assicurata. E senza spargere neanche una goccia di sangue!

Mi rimetto a sedere, sospirando. Per fortuna la poltrona è ancora comoda. Sono troppo distratto per le pagine sull’estero, apro quella sugli spettacoli. Forse parlano già del film con Matt Damon che uscirà tra qualche giorno, il trailer mi è davvero piaciuto, potrei cogliere l’occasione per tornare al cinema, e…

Ok, stiamo scherzando? Sul naso? Incrocio gli occhi per guardarla meglio, lei mi restituisce lo sguardo continuando a sfregarsi le zampette. Lo fai apposta, dannata mosca, ti stai nutrendo del fastidio che mi provochi ma ora, ora ci penso io. Avvicino la mano, mi preparo a colpire e…

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