The Replacement – andate pure in maternità tranquille!

The Replacement – andate pure in maternità tranquille!

Come probabilmente saprete, essendo lettori affezionatissimi, qui dalle parti del Cumbrugliume saliviamo come cani di Pavlov alla vista di un bel drama inglese a tinte gialle. Vi assicuro che il genere non c’entra, Don Matteo ad esempio non ci fa questo effetto (nonostante Nino Frassica sia sempre un bell’uomo), ma gli inglesi hanno un talento ineguagliabile per raccontare storie in cui la tensione e il mistero hanno parti importanti. Così qualche mese fa mi sono segnato il nome di questo The Replacement, allettato dalla breve durata (solo tre episodi) e dalla certezza che mamma BBC non fa quasi mai cazzate. E dalla possibilità di rivedere Glasgow, una città della quale mi sono innamorato durante una breve vacanza ormai troppi anni fa.

Glasgow The Replacement

Non si parla quasi mai di Glasgow, quando si pensa a belle città delle isole britanniche. Londra, Dublino, Edimburgo sono mete turistiche sicuramente più rinomate. Glasgow è una città operaia, di industrie, cantieri navali, grandi industrie. Non a caso è il luogo di nascita di Paperon de Paperoni! Ma Glasgow è bellissima: una città molto verde, elegante, piena di giovani e di iniziative culturali. Nel 1990 è stata capitale europea della cultura, e oggi è considerata una delle città più vivibili del mondo… nonostante il clima. Non è un caso che The Replacement l’abbia scelta come ambientazione, visto che la serie BBC ha al suo centro l’architettura…

La protagonista è Ellen (Morven Christie), una architetta emergente che proprio quando sta per realizzarsi il suo progetto più grande rimane incinta del suo primo figlio. Lo studio per cui lavora le dice di prendersi tutto il tempo che vuole, e lei li aiuta a scegliere una sostituta temporanea che possa occuparsi del lavoro lasciato in sospeso.

The Replacement

Il nostro bimbo avrà la tua intelligenza e la bellezza dell’idraulico

La scelta ricade su Paula (Vicky McClure), forse perché condivide una storia simile alla sua. Era anche lei una architetta promettente, ma dopo la nascita delle prima figlia si era presa una lunga pausa, e solo ora sta cercando di rientrare definitivamente nel mercato del lavoro. Paula è bravissima, attenta, precisa, cordiale… probabilmente anche troppo. Fin troppe attenzioni per Ellen e il benessere del bambino in arrivo, fin troppo zelo nel lavoro che le fa sospettare che voglia prendere il suo posto, e magari qualcosa di più…

The Replacement

Quella sensazione di essere osservati…

Ovviamente c’è anche altro. Drammi familiari, gelosie, ossessioni, antipatie, rivelazioni. Fino all’ultimo momento o quasi non si capisce bene se le cose stiano come pensa la protagonista o esattamente al contrario. Questo costringe lo spettatore ad attaccarsi al televisore per sapere di più…

The Replacement ha un look e una struttura molto anni 90 (potrebbe sembrare un’offesa, ma è solo una constatazione!), tanto che mi ha fatto sospettare che fosse una sceneggiatura rimasta nel cassetto per qualche anno. È scritto e diretto da Joe Ahearne, noto soprattutto per il suo lavoro in alcuni serial fantascientifici come Dr. Who e Strange. Ha anche lavorato negli USA per DaVinci Demons, e scritto In Trance per Danny Boyle (ve lo ricorderete come il film in cui Rosario Dawson si depila la patata!). Insomma, è uno apposto. E in effetti anche qui fa un buon lavoro. L’escalation della tensione è resa molto bene, ogni volta che lo show da segno di sedersi un po’ succede qualcosa che fa ritornare alta l’attenzione, e in fondo è proprio questo il segreto di un buon thriller, centellinare shock e rivelazioni e lasciarli cadere al momento giusto. In particolare nei finali delle puntate Ahearne fa un buon lavoro, ti lascia lì ad esclamare “e adesso?”, e non vi faccio spoiler perché il bello è proprio lì.

Tutto questo fino a metà della terza puntata.

Proprio nel finale The Replacement sbrocca. Succedono cose impreviste e la sceneggiatura scricchiola prima leggermente, poi un po’ di più e alla fine mostra una serie di buchi grossi come il cratere di un vulcano. Ma secernenti merda. Sì, il finale è ridicolo, e mi verrebbe da dirvi che rovina le ottime interpretazioni delle protagoniste (e di tutti gli altri) e tutto quanto di buono era stato fatto per le prime due puntate. Però è anche vero che a me le prime due puntate erano piaciute molto. Cosa devo dirvi, quindi? Consigliarlo o no?

Io direi di no, però alla fine fate come volete. Magari a voi il finale piacerà!

Voto: *

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