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Il precariato, la difficoltà di arrivare a fine mese, i problemi della convivenza di una giovane coppia italiana, il nostro paese che non da possibilità, l’università che da spazio solo ai soliti baroni e non premia il merito, le droghe che circolano nelle città. Tutto questo raccontato con una commedia all’italiana. Mi verrebbe voglia di ..

Summary 7.5 BELLO
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Breaking Bad + I Soliti Ignoti = Smetto quando voglio!

Il precariato, la difficoltà di arrivare a fine mese, i problemi della convivenza di una giovane coppia italiana, il nostro paese che non da possibilità, l’università che da spazio solo ai soliti baroni e non premia il merito, le droghe che circolano nelle città. Tutto questo raccontato con una commedia all’italiana. Mi verrebbe voglia di prendere a prestito il titolo italiano di un film appena uscito ed urlare “SCAPPA!”, se non fosse che ho già visto il film e il suo titolo è…

SMETTO QUANDO VOGLIO

Smetto Quando Voglio locandina

Da qualche anno sta succedendo qualcosa di strano nel cinema italiano, o forse sta succedendo qualcosa di strano a me. I film di Virzì non sono più i soli in Italia capaci di strapparmi una recensione positiva. Un’altra commedia è stata in grado di convincere quasi tutti, Stefano Accorsi mi ha conquistato guidando Veloce come il vento, Sollima jr. si è confermato regista degno di sbarcare (e sfondare) in America, addirittura abbiamo visto anche un grande film di supereroi! Ma per risalire davvero all’inizio di questa svolta qualitativa dobbiamo tornare all’inizio del 2014, quando a sorpresa il piccolo film di un regista esordiente riscosse ottimi risultati ai botteghini e buonissime critiche.

Sydney Sibilia ha un nome molto strano (una storpiatura di Sydne Rome?) e lo stile di chi è cresciuto a pane e film americani, ma è nato nella tranquillissima Salerno nel 1981. Dopo qualche cortometraggio girato praticamente sotto casa si è fatto notare con Oggi gira così, che ha riscosso nel 2010 un notevole successo e l’ha portato all’attenzione della Fandango che gli ha prodotto questo notevole esordio, garantendogli un bel lancio pubblicitario e un cast importante.

Smetto quando voglio

…e una campagna di marketing decisamente azzeccata!

Edoardo Leo è Pietro Zinni, ricercatore neurobiologo al lavoro su progetti potenzialmente rivoluzionari, ma sempre in lotta per il rinnovo dell’assegno di ricerca, che dopo tanti anni di precariato viene sorpreso. Pietro non ha il coraggio di dire la verità alla compagna Giulia (Valeria Solarino), e per sbarcare il lunario decide di prendere spunto dall’emergente fenomeno delle smart drugs. Per un genio come lui, magari con l’aiuto di altri sfigati che condividono la sua situazione, non dovrebbe essere difficile creare una nuova molecola ancora legale e capace di garantire uno sballo superiore alla concorrenza. Reclutati due latinisti/benzinai, un chimico/lavapiatti, un economista con il vizio del gioco, un archeologo sfruttato e un antropologo che cerca di nascondere la propria laurea, la banda dei ricercatori può cominciare la propria scalata verso il successo…

Smetto quando voglio

Here comes the money

E il successo arriva, con dimensioni persino insperato. Un successo che può anche dare alla testa…

Sibilia azzecca moltissime cose in Smetto Quando Voglio: il ritmo è sempre altissimo, l’umorismo non rinuncia alle radici italiane (i Soliti Ignoti non sono citati nel titolo a caso) ma finalmente è al passo con i tempi, moderno e di gusto internazionale; la fotografia acida che spara al massimo i toni del giallo è un bel tocco personale che rappresenta anche il coraggio di osare; alcuni personaggi sono degli sfigati azzeccatissimi, caratterizzati davvero bene, e la regia è finalmente capace di coinvolgere anche con un uso dinamico della telecamera.

Non tutto è perfetto: la sceneggiatura mostra qualche limite e qualche calo di tensione, soprattutto nella parte centrale, prima di sparare a mille con un finale persino troppo carico; alcune caratterizzazioni sono fin troppo eccessive (Neri Marcorè è vittima di un casting sbagliato, a mio parere) e Sibilia dimostra di essere davvero innamorato delle proprie idee, fino a spingerle fino in fondo anche quando convincono un po’ di meno…

Smetto quando voglio

…però come faccio a parlar male di un film capace di dare vita a un personaggio davvero mitico come l’Alberto Petrelli di Stefano Fresi? Per un film italiano non sarebbe poco neanche se Sibilia si fosse limitato a quello. E invece è riuscito anche a farmi ridere. Ridere davvero.

Per fare meglio ci vorrebbero proprio almeno un paio di sequel… 😉

Voto: ***

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2 Comments

  1. loscalzo1979 27 May 2017
    Rispondi

    Io ero alquanto scettico all’inizio, mi hanno portato a vederlo al cinema e ne sono uscito ultra-soddisfatto!!
    Il seguito l’ho trovato anche migliore, aspetto in gloria il terzo capitolo

  2. Cassidy 28 May 2017
    Rispondi

    Il primo ha fatto notizia perché oggettivamente molto divertente, il secondo mi è sembrato un film migliore, ed ora non vedo l’ora di vedere la fine della trilogia 😉 Cheers

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