Nuvolette #18: Mercurio Loi #01 – Roma dei Pazzi

La storia è cominciata qualche anno fa, con un volume de Le Storie uscito nel Gennaio 2015 che riscosse un buon successo, e che piacque molto anche a me. Mercurio Loi era uno Sherlock Holmes nostrano che si muoveva in una Roma affascinante e ricca di storia, quella del Marchese del Grillo e del Papa Rè. Tra carbonari e papalini, borgate popolari e gioielli dell’arte e dell’architettura semi-nascosti si muovevano il sagace e raffinato Mercurio e l’assistente Ottone, molto più coinvolto in apparenza nella politica della Roma del tempo nonostante la giovane età… o forse proprio per quella. Come tutti gli Sherlock anche Mercurio ha il suo Moriarty, che in questo caso si chiama Tarcisio, era stato in passato suo assistente e sembra riuscire spesso a intrappolare l’ex mentore in situazioni pericolose, in una sfida che è sempre più di intelletto che fisica e che sembra destinata a non finire mai.

Mercurio Loi

L’albo de Le Storie mi era piaciuto molto soprattutto per le atmosfere che evocava e per la raffinatezza dei dialoghi. Non a caso l’autore è Alessandro Bilotta, uno degli sceneggiatori di maggior talento tra le nuove leve (oddio, ormai non così nuove) di casa Bonelli. Al disegno c’era Matteo Mosca, che torna anche in questo primo numero della nuova serialità del personaggio.

Mercurio Loi

La copertina del volume de Le Storie che ha lanciato il personaggio

Roma dei Pazzi inizia con un Mercurio Loi… latitante. Il buon domestico Ercole, da sempre al servizio del professore, è molto preoccupato per il suo mancato ritorno a casa, e di lì a poche pagine si scoprirà che l’impedimento è dovuto ovviamente a Tarcisio, che lo tiene segregato e appeso a testa in giù come un salame. Un avvio in medias res che ci ricorda altri capolavori del fumetto italiano e che ha lo scopo di farci subito capire che Mercurio non sarà il classico eroe che conosciamo. Non lo è fisicamente (è bruttino, scimmiesco, ha lo sguardo furbo fin dalla copertina) e non lo è neppure mentalmente, amando forse il gioco più che la sua risoluzione. Da lì Bilotta ci introduce piano piano del suo mondo, inserendo una infinità di dettagli e di piccole chicche, presentandoci in maniera semplice ma efficace una lunghissima serie di alleati e comprimari e riuscendo nel difficilissimo scopo di farci capire in pochissime tavole quali sono le loro caratteristiche principali e di lasciarci la curiosità di vedere svilupparsi i loro scopi.

Mercurio Loi

Sembra che stia parlando benissimo di questo volume, ma la verità è che non mi è piaciuto quanto speravo, e sicuramente non quanto la prima storia ne Le Storie (scusate il gioco di parole…). La colpa è forse più dell’aspetto grafico che altro: non mi piace per nulla la copertina e non mi sono affatto piaciuti i colori, che nonostante lo sforzo della esperta colorista Francesca Piscitelli mi sono sembrati appiattire gli evocativi e raffinati chiaroscuri di Mosca. I personaggi mi sono piaciuti, anche se  li vedo più adatti a un ciclo limitato di storie (come una stagione di una serie televisiva, seguendo l’esempio di Orfani) che a una narrazione più classica ed infinita. Non ricordo di aver letto i piani Bonelli a riguardo, quindi mi limito a dire la mia. Tralaltro chi ha letto il primo volume sarà piacevolmente sorpreso di trovare già piccoli cambiamenti nei personaggi, non buttati lì per sfizio ma perfettamente coerenti con la storia narrata.

Bilotta, insomma, si conferma autore da seguire. Il resto dell’operazione mi ha fatto storcere un tantino il naso, ma forse perché le mie aspettative erano molto alte. Avevo anche meditato di non prendere il secondo volume, ma gli darò un’altra chance… poi vedremo. Consiglio anche a voi di fare la stessa cosa, senza troppi dubbi, soprattutto se il periodo storico ed i personaggi vi incuriosiscono

Voto: **1/2

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1 Comment

  1. mikimoz 31 May 2017
    Rispondi

    Io l’ho trovato solo un po’ affrettato (se non addirittura un po’ forzato) nel finale e in certe situazioni.
    Voglio vedere dove andrà a parare, se metterà in campo una linea narrativa orizzontale o meno… vedremo.

    Moz-

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