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Manchester by the Sea

Ci sono tre minuti in particolare, in Manchester by the Sea, tre minuti che ti strappano il cuore e l’anima. Sono quelli che arrivano dopo la rivelazione di ciò che è successo a Lee Chandler, cosa l’ha reso la persona che è diventato, e come lui ha reagito. Tre minuti che fanno male e sono assolutamente necessari, i tre minuti di cinema più toccanti visti in questo 2017… anche se il film come saprete è del 2016.

Manchester by the Sea

Era necessario partire da questi tre minuti, perché sono quelli centrali di un film che parte da metà, pone lo spettatore di fronte agli eventi ma spiega solo poco alla volta, tramite flashback, come si è giunti fin lì. Come ha fatto un padre e marito forse distratto ma entusiasta a divenire quella persona apatica, capace solo di annullare se stesso e solitaria che vediamo come protagonista, accorrere nella piccola Manchester by the Sea per un evento tragico (la morte del fratello) ed essere costretta a rimanere lì dopo aver scoperto che è stato nominato tutore del nipote.

Manchester by the sea

Lee Chandler è interpretato da Casey Affleck, nella interpretazione più intensa (e premiata da un Oscar) di una carriera che continua ad essere sottovalutata, mentre il nipote è il già lanciato Lucas Hedges, anche lui onorato da una nomination, e il fratello è il sempre più bravo Kyle Chandler, che a questo punto si meriterebbe qualche ruolo di primo piano. Patrick (il nipote) reagisce in maniera completamente diversa da quella dello zio. Si aggrappa alla sua vita, al sesso, alla band, agli amici, in una ricerca quasi ossessiva della normalità che riesce a convincere. I tre ci immergono in una pellicola che non sembra mai elemosinare partecipazione o commozione e che non prende vie facili o consolatorie, ma ci fa vivere accanto a loro. Ho letto in non so più quale recensione che gli attori non recitano, semplicemente sono, e probabilmente è il miglior complimento che si può fare loro.

E quando arriva l’altra scena, quella con Casey Affleck e Michelle Williams, viene voglia di alzarsi ed abbracciarla. Come è possibile che l’Oscar sia andato a Viola Davis? Mistero!

Manchester by the Sea

Come tutti (non mentite!) anche io guardavo Dawson’s Creek e dicevo sì, ok, Jen, ma ero innamorato del nasino di Joey Potter e attratto sessualmente da Andie McPhee. E ok, Katie Holmes sarà stata con Tom Cruise, ma chi se lo aspettava che la Williams diventasse un’attrice così brava? Assolutamente da brividi.

Ho lasciato per ultimo il nome del regista perché, colpevolmente, non conoscevo più di tanto Kenneth Lonergan. Non ho visto i suoi due film precedenti, so che sono stati accolti entrambi molto bene ma ancora mi mancano. Come sceneggiatore ha lavorato su film grandissimi (Gangs of New York) ma anche su Rocky e Bullwinkle, quindi insomma, potevo aspettarmi qualsiasi cosa… e invece ho trovato una attenzione alla scrittura ed ai personaggi altissima, ma anche una qualità puramente registica da non sottovalutare in un film che solo apparentemente è piccolo, ma ad una occhiata più attenta si rivela studiato in ogni fonte di luce, ogni singola inquadratura, ogni dettaglio. Tutto è al suo posto. Devo recuperare assolutamente Margaret, mi dicono… provvederò.

Mi aspettavo un film diverso. Più “maschile”, in qualche modo. Ma forse è meglio così. Non temiate il melodramma, la commozione, la partecipazione. Qui c’è grande cinema.

Voto: *****

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6 Comments

  1. Vincenzo 2 August 2017
    Rispondi

    La Williams bravissima ma Viola Davis in Fences è semplicemente strepitosa…
    Per il resto sono d’accordo su tutto. Gran film e grandi atmosfere e ambientazione nel New England che tanto adoro

  2. michele 2 August 2017
    Rispondi

    Viola Davis è sicuramente una grandissima, ma credo che la politica di Washington abbia molto influito sugli ultimi Oscar (vedi anche il premio a Moonlight). La Williams mi da ogni volta un’idea di partecipazione così grande che non ha quasi rivali tra le attrici di oggi.

  3. Cassidy 2 August 2017
    Rispondi

    “Fences” era uno spettacolo teatrale trascinato al cinema, Viola Davis è sempre di un intensità pazzesca, cosa che non posso dire di “Moonlight”, che ho trovato davvero banale, giusto per dire che agli Oscar ho smesso di credere da molto tempo ormai.
    Questo ho iniziato a guardarlo, devo averne visto metà, dovrò decidermi a vedere anche la seconda metà perché dal tuo pezzo è chiaro che la parte migliore del film è tutta li. Grazie per la spinta 😉 Cheers

    • michele 2 August 2017
      Rispondi

      Gli Oscar sono un carrozzone, si sa, ma farebbe piacere vedere premiata dopo tante nomination un’attrice così brava, anche solo per la spinta pubblicitaria che ne ricaverebbe 🙂

  4. Pietro Sabatelli 2 August 2017
    Rispondi

    Sì è vero, guardavo Dawson’s Creek ma solo per le belle fanciulle, tra cui ovviamente lei 😀
    Per quanto riguarda il film, giacché ha vinto due Oscar, certamente vedrò e probabilmente mi emozionerò 😉

  5. babol81 2 August 2017
    Rispondi

    E’ questione di metraggio. Non avrebbe avuto senso dare l’Oscar alla Williams per 5 minuti, per quanto intensi e devastanti per lo spettatore quando la Davis regge un intero film, meravigliosamente peraltro.

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